La dirompente opera dell’artista Elend Zyma contro il femminicidio arriva a Macherio. Inaugurata il giorno 16 novembre, a quattro mesi da un tragico episodio di cronaca che ha scosso la cittadinanza, l’installazione è visitabile fino al 23 novembre.
Macherio (MB), Italia.
A quattro mesi esatti dal tragico evento di cronaca che ha scosso la città, domenica 16 novembre, a Macherio, è stata inaugurata l’installazione dell’artista monzese Elend Zyma Donne in rosso, dedicata alle vittime di femminicidio e realizzata con i detenuti della casa circondariale Sanquirico di Monza.

Nel giardino del Municipio
Nella suggestiva cornice del giardino intorno al Municipio, sotto una pioggia battente che ha reso ancora più intensi i “manichini”, bagnati di gocce come fossero lacrime, e avvolta dal brano musicale Grido del silenzio di Thierry Terranova, composta appositamente per Donne in rosso, la cittadinanza ha partecipato numerosa.
Il sindaco Franco Redaelli ha ringraziato i convenuti e l’artista; la assessore alla Cultura Daniela Rivolta ha dichiarato: “Abbiamo riflettuto molto sugli eventi che avremmo voluto proporre. Quest’anno come mai prima. Abbiamo pensato all’arte che è un linguaggio universale che parla all’anima. Ringrazio Elend Zyma che con coraggio ma anche con estro ha trattato il tema con assoluta delicatezza“.

Da sinistra: Simona Ravizza, Franco Redaelli, Elend Zyma, Daniela Rivolta
Giornata contro la violenza sulle donne
La assessore ha poi illustrato gli eventi che il Comune di Macherio ha organizzato in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne, perché il tema diventi argomento non di una giornata, ma di 365 giornate.
“Il 18 novembre in Biblioteca si terrà un incontro sulla violenza economica con la start up TERESO SRL; il 20 sempre in Biblioteca la scrittrice Manuela Mantegazza con il musicista Filippo Urbano parleranno di amore; il 25 si terrà l’incontro Donne in viaggio, un seminario sui percorsi di integrazione a cura del progetto FAMI SE.MI.NO; infine sempre il 25 alle ore 16 il laboratorio Cose da femmine cose da maschi, a cura del Centro per la famiglia“.
Memoria viva, non memoriale
Simona Ravizza, assessore al Welfare, Istruzione e Politiche Giovanili, ha specificato che l’installazione “non è un memoriale ma è memoria, cuore pulsante, un luogo in cui la comunità si ritrova e cerca di andare avanti. Ci sono servizi concreti sul territorio: la casa dí comunità, altri settori del Comune, il Cpf che ci ospita, la casa rifugio. Ci sono uomini e donne che lavorano tutti i giorni“.

L’installazione
I 107 manichini dipinti di rosso, già installati in piazza Duomo a Monza, l’8 marzo scorso, e poi, a luglio, a Lentate sul Seveso, rappresentano altrettante vittime di femminicidio nel 2024 in Italia, con numeri in costante aumento. Il colpo d’occhio su così tante figure, in posizione eretta, apparentemente tutte uguali eppure tutte diverse in qualche dettaglio, dipinte del colore del sangue ma anche della vita, vuole richiamare una assenza/presenza fisica, ingombrate.
Quello che nei telegiornali rischia di rimanere soltanto un numero, nell’opera di Zyma occupa lo spazio di 107 manichini con le proporzioni e le sembianze di donne reali.

Da sinistra: Elend Zyma, Giulia Battista, Giusy Spalletto, Simona Ravizza
Centro anti violenza
Giusy Spalletto, presidente dal 2022 del Centro anti violenza di Lissone ha spiegato l’importanza della rete, dell'”alzare le antenne”: “Noi operatrici siamo quelle del “prima che succeda”, prima arrivano le donne prima non succede il femminicidio. Le aiutiamo non solo psicologicamente ma anche a trovare un lavoro, a trovare casa. Abbiamo un accordo, una sperimentazione di Regione Lombardia per alcune donne selezionate, perché abbiano un appartamento in cui possono riprendere la loro vita: per 5 anni non pagano l’affitto e nel frattempo si costruiscono un lavoro sicuro“.

Casa rifugio
Come ha ricordato l’operatrice della Casa rifugio a indirizzo segreto Giulia Battista, psicologa: “Nel 2024 abbiamo avuto 70 accoglienze, 68 donne da inizio 2025; nell’ultimo mese 10 accoglienze. L’utenza è per il 42% italiana, altre dal Sud America, Asia, Africa; il 60% ha figli minori a carico. La fascia d’età è 45/55 anni ma a volte arrivano genitori a chiedere di accogliere figlie minorenni e abbiamo anche avuto donne oltre i 65 anni. Il 18% delle donne che si sono presentate dimostrava una situazione di rischio alta ma, ciò nonostante, solo il 3% ha accettato la proposta della casa a indirizzo segreto. Offriamo loro un percorso psicologico, legale (con la parte penale e la parte legata all’immigrazione se necessario), di inserimento lavorativo, corsi di lingua. Tutto naturalmente a titolo gratuito“.

L’artista con alcuni operatori e istituzioni del territorio
Alessia Villa
“Se siamo qui è perché abbiamo fatto tanto ma non ancora abbastanza – ha chiosato Alessia Villa, consigliere regionale di Regione Lombardia, già vicesindaco di Meda, per due mandati – L’impegno delle istituzioni è tenere alta l’attenzione e far sentire alle donne che non sono sole. Tante volte il problema è la violenza economica: le vittime di violenza sono troppo spesso economicamente dipendenti dal maltrattanti. Il primo documento a marzo, a mia prima firma, prevede di esentare dal ticket sanitario le donne vittime di violenza“.
Infine Villa ha ringraziato le “sentinelle del territorio” del terzo settore e tutti i presenti, gli uomini in particolare, “che dimostrano, con la loro stessa partecipazione, che un modo diverso di relazionarsi, anche attraverso la cultura, è possibile“.
Photo Elena Borravicchio



