Museo Poldi Pezzoli

L’arte del dono. Da Gian Giacomo Poldi Pezzoli a oggi: la mostra in scena al Museo Poldi Pezzoli di Milano

Scritto da Alessandra Chianese on . Postato in Appuntamenti, Cultura

Sopra, Maestro del 1416 Madonna in trono con il Bambino e i santi Giovanni Battista,
Bernardo, Michele Arcangelo e Bartolomeo.
Foto piccola in alto, Pittore fiammingo. Ritratto di gentiluomo.

APPUNTAMENTO DA NON PERDERE A MILANO: “L’ARTE DEL DONO. DA GIAN GIACOMO POLDI PEZZOLI A OGGI” IN SCENA AL MUSEO POLDI PEZZOLI DAL 17 NOVEMBRE 2022 AL 27 FEBBRAIO 2023. UN’OCCASIONE PER CELEBRARE IL BICENTENARIO DELLA NASCITA DEL SUO FONDATORE, PER VALORIZZARNE LA FIGURA NELLA STORIA DEL COLLEZIONISMO MILANESE, ITALIANO E INTERNAZIONALE.

Antonello da Messina, Vergine Leggente.

Milano, Italia.
L’arte del dono. Da Gian Giacomo Poldi Pezzoli a oggi è il titolo della mostra che il Museo Poldi Pezzoli presenta al pubblico, dal 17 novembre 2022 al 27 febbraio 2023, in occasione del bicentenario della nascita del suo fondatore, per valorizzarne la figura nella storia del collezionismo milanese, italiano e internazionale. 

La mostra, a cura di Annalisa Zanni, Direttore del Museo, e Federica Manoli, Collection Manager del Museo, presenta 39 opere tra dipinti, sculture, orologi, stipi e ventagli, che coprono un arco cronologico che va dal XIV al XX secolo. La mostra è sostenuta da Regione Lombardia, ENEL e un generoso donatore che, facendo proprio lo spirito del fondatore del Museo, ha deciso di affiancarlo in questo progetto rimanendo anonimo.

L’esposizione

L’esposizione si apre con l’immagine animata di Gian Giacomo Poldi Pezzoli riprodotta su LEDwall che introduce i temi della mostra, affiancato da un QR code che permette di accedere all’elenco di tutti i donatori del Museo dal 1881, anno della sua apertura. La prima opera che appare agli occhi dei visitatori è il trittico trecentesco attribuito a Niccolò di Ser Sozzo, che andrà ad arricchire la collezione di fondi oro del Poldi Pezzoli. L’area centrale del Salone dell’affresco raccoglie opere di diversa tipologia del XV e XVI secolo: un trittico del Maestro del 1416, un rilievo ligneo raffigurante l’Imago pietatis del lombardo Pietro Bussolo, la Vergine leggente, opera straordinaria attribuita all’attività giovanile di Antonello da Messina e tre stipi rivestiti di placchette in acciaio sbalzato e damaschinato di fattura milanese che, con quelli già presenti in Museo, costituiscono una tra le collezioni più importanti di arredi di questo tipo. Chiude questa sala la Suonatrice di liuto, attribuita grazie all’occasione della mostra a Ezechia da Vezzano detto Zacchia il Vecchio. 

L’ingresso nella seconda sala è dominato dal Ritratto di gentiluomo di scuola fiamminga seicentesca che occupa il cono ottico dei visitatori. Lo precedono sulla sinistra due paesaggi dell’ambito di Alessandro Magnasco, pittore genovese di cui il Poldi Pezzoli possiede diverse opere. Segue un dipinto degli inizi del Settecento di Paolo Pagani raffigurante la Sacra Famiglia con san Giovannino che contribuisce ad arricchire la raccolta di pittura lombarda, in cui scarseggiano le opere tardo-barocche. La mostra si chiude con una selezione di ventagli in pergamena, pizzo e seta di manifattura europea del XVIII e XIX secolo e una scelta di orologi da tasca, in cui si mettono in evidenza l’ingegnosità e l’originalità dei meccanismi nonché le curiosità di quadranti e casse.

Le figure dei donatori

Oltre alla presentazione delle opere acquisite, la mostra intende dare valore anche alle figure dei donatori e condividere le ragioni che hanno portato la direzione del Museo e il Consiglio di Amministrazione della Fondazione ad accoglierle. Nelle donazioni compaiono nomi noti nella Milano della seconda metà del ‘900: la Società Nella Longari, importante antiquaria i cui figli Mario e Ruggero e il nipote Marco hanno brillantemente raccolto il testimone; Carla Melissa Gabardi, legata tra l’altro al Museo per avere curato la mostra Il gioiello italiano del Novecento nel 2016; la contessa Innocente Ambrosini Contini Bonacossi, moglie del discendente dell’illustre antiquario fiorentino della prima metà del XX secolo e generosa donatrice di due opere; il collezionista di orologi Angelo Reina, sorprendente e acutissimo conoscitore della materia; il collezionista, nonché filantropo, intellettuale e pittore Geo Poletti; la contessa Marta Marzotto, collezionista dei ventagli donati al Museo dalla figlia Diamante. Nella mostra vengono ricordati episodi speciali legati a queste persone per ricomporre il clima di generosità “riservata” che ha sempre contraddistinto Milano e i suoi cittadini. 

Accompagna la mostra un video realizzato in collaborazione con ICASTICA – Arte e Culture della Comunicazione, divisione multimediale del Gruppo Promos, in cui sono raccolte interviste ad alcuni donatori che, a vario titolo, si sono relazionati con la realtà del Museo.

Nel video si illustra inoltre il processo di donazione e di acquisizione che spesso si presenta complesso, lungo e sconosciuto al pubblico. Entrando nel Museo le opere subiscono una “trasformazione” semantica e funzionale, diventando Musealia, ovvero oggetti da museo, del tutto decontestualizzati dalla loro funzione originaria o da quella di oggetti collezionistici posseduti da una sola persona o da una famiglia e tramandati. Ogni donazione infatti è anche un incontro tra persone che consegnano una storia, a volte di famiglia, altre volte di passaggi collezionistici, e altre ancora di puro innamoramento. 

Il progetto espositivo e grafico, affidato a Lissoni & Partners, presenta le opere isolate singolarmente o raccolte in piccoli gruppi per tipologia, all’interno di nicchie che evocano una dimensione domestica grazie a un rivestimento che evoca il gusto della casa di Gian Giacomo Poldi Pezzoli. Per tutta la durata dell’esposizione saranno organizzate numerose attività collaterali. 

INFO

Per tutte le informazioni in merito alla mostra e al Museo Poldi Pezzoli, consultare il sito www.museopoldipezzoli.it

Alessandra Chianese

Nata e vissuta in provincia di Napoli, è da sempre appassionata di arte, di cultura, di moda e del buon cibo italiano. Giornalista, fin da piccola mostra un costante interesse per l’attualità e la politica, determinanti nella sua scelta di vita professionale. Amante delle lingue, adora viaggiare, scoprire nuovi posti e allargare i propri orizzonti. La frase che più la rispecchia è un passo scritto dal grande poeta Dante: “Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”.