L'Armadillo bianco della Val Ferret vi aspetta a Courmayeur

L’Armadillo bianco della Val Ferret vi aspetta a Courmayeur

Scritto da Elena Borravicchio on . Postato in Food&Drink, Weekend

Un locale di nicchia, nella incantevole cornice della catena del Monte Bianco, proprio all’imbocco della Val Ferret, dominata dall’inconfondibile profilo della Aiguille Noire. All’Armadillo atmosfera speciale, ironia, cura del dettaglio, vino ricercato e musica dal vivo.

Courmayeur, Italia.
L’Armadillo è il locale migliore di Courmayeur. Senza alcun dubbio. Almeno per gli amanti della buona musica e dell’ottimo vino.

La “conca in vivo smeraldo” cantata da Giosuè Carducci, con un comprensorio sciistico che affaccia sul Monte Bianco, la vetta più alta d’Europa con i suoi 4.810 m, talmente vicino che sembra di toccarlo e un’offerta mondana decisamente glam, con negozi griffati, locali per l’aperitivo, ristoranti e night, di proposte ne ha molte ma questa è un’eccezione.

Originale fin dal nome, l’Armadillo Vino Cibo Musica, in Strada La Palud, apre i battenti a fine dicembre 2014, grazie alla passione per la musica e per il vino di Luciano Angelini (nipote di Armandina, che diede il nome allo storico ristorante che sorgeva poco lontano e che nessun villeggiante di Courmayeur over 60 può dire di non conoscere) e Alessandro Maggiori. Autoctono, come molto del suo vino, il primo, milanese l’altro, entrambi accomunati da una sconfinata passione per la musica che li ha portati spesso negli States: “Austin, in Texas, era una tappa obbligata dei nostri viaggi alla ricerca di musicisti sconosciuti. (Luciano e Alessandro avevano un’etichetta discografica, che ha prodotto più di 60 artisti, ndr). L’Armadillo è l’animaletto simbolo del Texas. E poi c’era un locale a Austin negli anni Settanta che si chiamava appunto Armadillo Bar, dove hanno suonato tutti i più grandi musicisti americani e non solo. Da lì il nome. Inoltre Alessandro ne aveva uno tatuato sul braccio”. Un nome un destino insomma, con una differenza: a Courmayeur l’armadillo è “bianco per mimetizzarsi e sfuggire ai cacciatori” e “gran bevitore di vino per scaldarsi lo stomaco e il cuore”, come narra la leggenda (scritta col sorriso dallo stesso Luciano).

Il senso del locale è tutto in questa leggenda. Sorge in quello che era stato un negozio di souvenir, a due passi dalla vecchia funivia che, prima dell’avveniristica Skyway, portava a Punta Helbronner. Qui ogni dettaglio è curato con ironia e amore: dall’armadillo riproposto in tantissime divertenti varianti alla poesia dell’omonimo Sebastiano Angelini incorniciata all’ingresso, dalla musica sceltissima ai poster di icone del rock, dai piatti curatissimi del giapponese Satoru Ueda (per 10 anni chef al ristorante stellato La Gardenia, di Caluso) abbinati a una cantina d’eccezione, sino addirittura ai saponi per le mani con i profumi della montagna, in bagno.

All’Armadillo ci vai se vuoi rilassarti con il bello: il piatto giusto, il vino che ogni volta è una sorpresa, la musica che non delude mai e ti fa subito sentire meglio.

Un locale piccolo, pochi tavoli e uno spazio perfettamente attrezzato per la musica live, dove si sono esibiti artisti – magari poco conosciuti ma di grande qualità – italiani, americani, inglesi, in concerti rock, blues, jazz e cantautorali. E un pubblico di intenditori che nel frattempo sono diventati amici.

Sono contentissimo – spiega Luciano, che ora conduce il locale con il figlio Luca, ventenne (“esperto di musica, non ancora di vino. Diamogli tempo!” scherza il padre) e l’inesauribile Carmine Aquila, mitico collaborare di sala. – I clienti sono contenti, tornano. In occasione dell’ultimo concerto c’era tanta di quella gente che non ci si stava. È gente bella, viene qua per il piacere della buona musica e di bere un buon bicchiere di vino: forse grazie alle nostre proposte non troppo commerciali c’è una sorta di selezione naturale”.

La band dell’ultimo concerto è un trio calabrese: i formidabili Markus Minus and Peter Blind. Il chitarrista del gruppo, Vincenzo Tropepe, è un musicista navigato, che ha partecipato ai festival blues più importanti del mondo.

Di meno di un mese fa il concerto dei Gospel Book Revisited, band torinese del 2004 (con il nuovo batterista Stefano Prezzi, che ha esordito proprio all’Armadillo), che ha proposto pezzi rock, soul e blues, con il timbro suadente e i gesti sinuosi della cantante Camilla Maina, la quale ha sottolineato: “Amo cantare in Val d’Aosta. Veniamo da una grande città dove è più facile che vengano ai concerti in tanti: ma qui, paradossalmente, chi c’è c’è davvero e ha voglia di ascoltarti”. Le fa eco Gianfranco Nasso, bassista: “È sempre un piacere e un onore essere invitati da Luciano, lui conosce e ama davvero la musica”. 

Non da meno è l’amore per il vino, soprattutto naturale. La cantina vanta più di 200 referenze, che cambiano frequentemente: “La bottiglieria dell’Armadillo è in continua evoluzione in base alle annate e all’umore del sottoscritto – ironizza Luciano. – Mi lancio sul Borgogna poi torno sui piemontesi: ora ho un grande amore per il Jura francese”. Precedenza ai piccoli produttori, locali ma non solo: Fabrizio Priod e Mmm Maison Maurizio Creta, valdostani; Cascina Baricchi, piemontese; la Fattoria San Lorenzo e Collecapretta, delle Marche; Elisabetta Foradori, del Trentino; Emilio Pepe, dell’Abruzzo; La Stoppa, vicino a Piacenza; Podere Luisa, toscano. Per citarne alcuni.

Insomma, chi bazzica dalle parti del Monte Bianco e ancora non ha messo piede nel regno dell’animaletto bianco delle Alpi deve assolutamente rimediare.
Foto e video Elena Borravicchio

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Elena Borravicchio

Elena Borravicchio

Torinese di nascita e monzese di adozione, avendo vissuto, nel mezzo, un pezzo di vita a Milano e uno ad Abu Dhabi, prende la vita con filosofia, come la sua laurea. Appassionata di sociale, educazione, teatro, danza e viaggi, non esce mai di casa senza penna e taccuino e pensa di non aver vissuto fino in fondo un’emozione se prima non l’ha trasferita sulla carta. Circondata di amici monzesi, ma soprattutto stranieri, si dedica con gioia alla sua famiglia e al mestiere di freelance.