La Vigna e il vino di Leonardo: storia, ricerca e innovazione da scoprire nel cuore di Milano

La Vigna e il vino di Leonardo: storia, ricerca e innovazione da scoprire nel cuore di Milano

Scritto da Alessandra Chianese on . Postato in Cultura

UN GIOIELLO DA SCOPRIRE NEL CUORE DEL CENTRO STORICO DELLA CITTA’ MENEGHINA: LA VIGNA DI LEONARDO FU DONATA AL CELEBRE ARTISTA DA LUDOVICO IL MORO E NEL 1498, MOMENTO CHE SEGNA L’INIZIO DI UNA SERIE DI LEGGENDE CHE COINVOLGONO IL GENIO, LE SUE OPERE, I SUOI SEGUACI. UN LUOGO ANCORA OGGI DI GRANDE RILIEVO, DOVE VIENE PRODOTTO IL VINO PIU’ UNICO AL MONDO: LA MALVASIA DI MILANO, ANNO I.

Milano, Italia.
Leonardo Da Vinci è legato alla città di Milano: una correlazione consolidata, storica, segnata da tanti segni ancora oggi visibili. C’è anche una storia dimenticata che unisce l’artista alla città meneghina: quella di una vigna. La vigna che nel 1498 Ludovico il Moro, duca di Milano, regalò a Leonardo e intorno alla quale corrono leggende che coinvolgono il genio, le sue opere, i suoi seguaci; la vigna che rinasce oggi nel rispetto dei filari e del vitigno originari.

La vigna di Leonardo: la storia

Dalla Firenze di Lorenzo il Magnifico, Leonardo da Vinci arriva a Milano, alla corte di Ludovico Maria Sforza, detto il Moro, nel 1482. Nel 1495 Ludovico gli assegna l’incarico di dipingere l’Ultima Cena nel refettorio di Santa Maria delle Grazie. Nel 1498, Ludovico concede a Leonardo la proprietà di una vigna di circa 16 pertiche, che fu impiantata e coltivata nei campi in fondo al giardino della Casa degli Atellani, ultima traccia esistente del quartiere residenziale che il duca di Milano sognava per i suoi uomini più fedeli. Nell’aprile del 1500, le truppe del re di Francia sconfiggono e imprigionano il Moro e anche Leonardo lascia Milano, non smettendo mai di occuparsi della sua vigna: la riconquisterà quando i Francesi gliela confischeranno e in punto di morte, nel 1519, la citerà nel testamento, lasciandone una parte a un servitore e un’altra parte al suo allievo prediletto Gia Giacomo Caprotti, detto il Salaì.

La rinascita con Expo 2015

La Vigna di Leonardo da Vinci rinasce con Expo 2015, per volontà della Fondazione Portaluppi e degli attuali proprietari di Casa degli Atellani, grazie al contributo decisivo dell’Università degli Studi di Milano. Nel 2007, sono partite le ricerche condotte dalla genetista Serena Imazio e dal professor Attilio Scienza, massimo esperto del DNA della vite, mediante scavo manuale, dei residui biologici vivi della Vigna Originale all’interno del giardino della Casa degli Atellani: ricerche che hanno portato al reimpianto della Malvasia di Candia Aromatica (la vite di Leonardo). Il 12 settembre 2018, per la prima volta, l’uva de La Vigna di Leonardo è stata vendemmiata dando vita al vino più unico al mondo: La Malvasia di Milano, Anno I.

Il vino di Leonardo

La collaborazione nata tra ADI Museum, Casa Platform, Gruppo Censeo e la Vigna di Leonardo, con la partecipazione di Le Grand Mag, ha portato la Malvasia di Milano ad essere esposta nell’ambito delle celebrazioni per la Biennale di Venezia il giorno 22 luglio 2021. Un viaggio durato un mese, da Milano a Venezia, che ha visto il prezioso Decanter essere raccontato e ammirato alla Scuola Grande della Misericordia. 

Il successo dell’operazione tra le due realtà museali milanesi ha fatto sì che il progetto del Vino di Leonardo legasse il suo alto valore ad una nobile causa: così è stato. 

Mercoledì 15 settembre 2021, presso la Casa degli Atellani, il Comitato Maria Letizia Verga, grazie alla generosa ospitalità della famiglia Castellini Baldissera e della Fondazione Piero Portaluppi, ha ospitato la serata charity a sostegno dei progetti, realizzati grazie al laboratorio di Ricerca Matilde Tettamanti, per la diagnosi ed il monitoraggio delle anomalie genetiche nei bambini leucemici italiani. Questa iniziativa è stata resa possibile grazie alla piccola grande Anita, in cura presso il Centro Verga e che ha unito la cultura alla ricerca scientifica. 

Al centro della serata, il Vino di Leonardo da Vinci: la Malvasia di Milano, ottenuto dalla prima vendemmia della Malvasia di Candia Aromatica reimpiantata nel 2015 nel giardino di Casa degli Atellani, grazie alle ricerche condotte dagli studiosi della Facoltà di Scienze Agrarie dell’Università degli Studi di Milano, sotto la guida del professor Attilio Scienza, massimo esperto al mondo del DNA della vite. 

La Vigna, donata da Ludovico il Moro a Leonardo nel 1498, si trovava nella grande area allora compresa fra le basiliche di Santa Maria delle Grazie e di San Vittore. L’unica parte della Vigna sopravvissuta alla storia si trova oggi proprio presso Casa degli Atellani. 

Nel 2018, la prima vendemmia ha dato i suoi frutti, poi vinificati in anfore di terracotta ipogee secondo il metodo medievale; “La Malvasia di Milano”, il prezioso vino prodotto, è stato quindi raccolto in 330 Decanter, riprodotti da Alberto Alessi per Cascina Eugenia sul disegno di Leonardo da Vinci presente al folio 12690 del Codice Windsor. 

Durante la serata il Professor Andrea Biondi (Direttore della Clinica Pediatrica dell’Università Milano Bicocca e Direttore Scientifico della Fondazione MBBM) e Piero Maranghi (uno degli artefici della riscoperta del Vino di Leonardo) hanno parlato dell’importanza della ricerca in entrambi i campi e dell’unicità assoluta del rapporto tra il sommo artista e il mondo dell’infanzia: “Leonardo guarda alla meraviglia del mondo sempre con gli occhi di un bambino, con la purezza e la sorpresa con cui l’infanzia guarda la natura”. 

La serata e l’asta sono state condotte dalla Responsabile della comunicazione del Comitato Verga, Lorella Marcantoni, con la generosa partecipazione dell’attrice Orsetta Borghero.
In un’atmosfera di grande partecipazione, sono state battute in anteprima mondiale le prime 3 bottiglie (significativamente numerate 79/330 – anno di nascita del Comitato Verga, 94/330 – anno di nascita della Fondazione Tettamanti, 15/330 – anno di nascita dell’Ospedale Verga-Tettamanti). Le Opere sono state assegnate rispettivamente a 8mila, 10mila, 10mila, per un incasso complessivo 28mila euro. 

L’intero ricavato dell’evento è stato destinato al progetto di ricerca sul passaporto genetico che mira ad individuare il profilo genetico di Ogni bambino malato di leucemia e linfomi, al fine di studiare una terapia personalizzata più mirata e offrire quindi un’opportunità di guarigione in più dalla malattia. 

INFO

Il museo è aperto dal martedì alla domenica, orario continuato dalle 9:00 alle 18:00: ultimo ingresso alle ore 17:30. Per tutti i dettagli e prenotare un’incredibile visita nella storia e nella bellezza, consultare www.vignadileonardo.com

Alessandra Chianese

Nata e vissuta in provincia di Napoli, è da sempre appassionata di arte, di cultura, di moda e del buon cibo italiano. Giornalista, fin da piccola mostra un costante interesse per l’attualità e la politica, determinanti nella sua scelta di vita professionale. Amante delle lingue, adora viaggiare, scoprire nuovi posti e allargare i propri orizzonti. La frase che più la rispecchia è un passo scritto dal grande poeta Dante: “Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”.