LA LENTEZZA RIMA CON ECCELLENZA

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Tre proposte che arrivano dal Sudtirol che hanno in comune la riscoperta di valori tradizionali e che hanno bisogno di “calma”, perché la lentezza è un valore assoluto che va valorizzato e soprattutto vissuto.

 

 

Milano, Italia.
Storie Eccel-lenti. Si intitola così, in maniera evocativa, la proposta di alcuni rappresentati delle eccellenze del Sudtirol, presentata, mercoledì 13 giugno, nella suggestiva cornice del chiostro del Museo Diocesano di Milano, in corso di Porta Ticinese 95. Rallentare, respirare a pieni polmoni i profumi del bosco e godere dello slow food della cucina locale gli spunti della serata. A presentarli tre personalità di spicco del territorio, che rappresentano altrettante zone geografiche: la zona di Brunico, quella di Bolzano e quella di Merano.

Dalla Val di Funes arriva la proposta di Oskar Messner, classe 1973, chef del ristorante Pitzock,  che presenta le cosiddette “pecore con gli occhiali da sole”, le Villnosser Brillenschafe, con due grandi macchie nere attorno agli occhi.  “Dodici anni fa ho incontrato questa razza ovina autoctona – racconta Messner – Con due amici ho cominciato a lavorare la sua carne, più tenera rispetto a quella dell’agnello. Da cinque anni, inoltre, abbiamo cominciato a investire in piccoli progetti di acquisto della lana dai nostri contadini: oggi sono molto orgoglioso di  poter dire che abbiamo venduto tutto, non abbiamo sprecato nulla della nostra materia prima“. Una scommessa vinta quella dell’intraprendente chef altoatesino, che ha ribaltato le sorti della razza ovina delle Dolomiti altrimenti destinata all’estinzione e sostenuto il lavoro di oltre 50 contadini della valle, grazie ai quali la Villnosser Brillenschafe è Presidio Slow Food dal 2011.

Il Sudtirol offre anche ottime varietà di vini locali ottenuti, anche in questo caso, rispettando la tipicità e i ritmi della natura. A parlarne è Hayo Loacker, proprietario, insieme al papà Rainer e al fratello Franz Josef, del trecentesco Maso Schwarhof, che domina la conca di Bolzano e i suoi 7 ettari di vigneti. “Negli ultimi Anni ’70 mio papà decise di rallentare il suo stile di vita, lasciò l’azienda paterna e acquistò una vigna vicino a Bolzano. Iniziò subito una viticultura molto diversa dai canoni standard. Convertì l’azienda in biologica e poi biodinamica. Questa è la quarantesima vendemmia con metodo biodinamico. Sono convinto che le forze vere che ci aiuteranno a sopravvivere proverranno dalla natura stessa; i nostri vini raccontano questa storia“. Loacker si avvale anche del metodo omeopatico: “Mio padre iniziò i primi studi sull’omeopatia a inizio Anni ’80: le vigne sono esseri viventi e come ogni essere vivente vanno capite e interrogate per scoprire i loro bisogni. I prodotti omeopatici, a base di sali minerali, curano le piante in caso di siccità, malattie, grandine o tempeste“.

Infine, un tuffo nella natura, con i suoi incanti e la sua energia, è proposto da Klaus Aber, titolare del Boutique Hotel Miramonti, ad Avelengo, vicino a Merano, a due passi dal bosco. “Quindici anni fa mi fu diagnosticata una malattia autoimmune – racconta Aber – Dovetti lasciare lo sport. Un ospite dell’hotel, medico, mi prescrisse di andare regolarmente nel bosco! Da allora lo faccio con gli ospiti dell’albergo. Ricordo che fu una giornalista di Padova a coniare l’espressione “Forest Therapy”. Nacque così l’idea di farne una proposta ben precisa”. L’idea è accolta con calore: “Gli ospiti che tornano con me hanno un sorriso bellissimo, mi ringraziano. Usciamo il mercoledì mattina, per circa un’ora: camminiamo, respiriamo, stiamo a piedi nudi sul muschio, qualche volta avvistiamo un capriolo, abbracciamo gli alberi. Se piove è ancora più bello: affiorano aromi che altrimenti non sentiresti“.

Insomma, tre motivi in più, se ce ne fosse bisogno, per inserire il Suntirol tra le mete da mettere in agenda.

InfoSudtirol 

 

Testo e foto Elena Borravicchio