Tra le strade del Sud Italia, il viaggio a due ruote che accompagna Lorenzo Jovanotti nel suo tour estivo diventa un’esperienza di condivisione. Con Marianella Bargilli e Paolo Bettini, teatro e grande ciclismo si incontrano nel segno dell’amicizia, della squadra e dell’impegno contro la violenza di genere.
Milano, Italia.
Quando la bicicletta diventa un modo per stare insieme
Non sono soltanto i chilometri a raccontare un viaggio in bicicletta. Ci sono i paesaggi che scorrono, gli incontri, la fatica e soprattutto il ritmo che si costruisce pedalando insieme. È lungo le strade del Sud Italia che, in questi giorni di agosto, prende forma una traversata particolare, dove musica, teatro e ciclismo si incontrano sulla stessa strada.
È il Jova Giro, la carovana a due ruote che accompagna Lorenzo Jovanotti tra una tappa e l’altra del suo tour estivo. Un viaggio nel quale la bicicletta smette di essere soltanto uno strumento per spostarsi e diventa esperienza collettiva, occasione per condividere tempo, energie e relazioni.
Nella carovana ci sono anche Marianella Bargilli e Paolo Bettini, due percorsi professionali molto diversi che trovano nella bicicletta un terreno comune. Lei, attrice legata al teatro; lui, campione olimpico e protagonista della storia del ciclismo italiano. Insieme condividono non soltanto questa esperienza sulle strade del Sud, ma anche una particolare idea della bicicletta, intesa come strumento di relazione, partecipazione e impegno.

Pedalare per un messaggio
La loro presenza nel gruppo porta con sé anche un messaggio preciso. Bargilli e Bettini sono infatti figure di riferimento di Pedale Rosso, il progetto che utilizza il ciclismo per sensibilizzare sul tema della violenza di genere.
La pedalata insieme a Jovanotti diventa così qualcosa di più di uno spostamento tra una tappa e l’altra. La strada viene vissuta nelle sue dinamiche quotidiane e il viaggio assume una dimensione corale, nella quale ogni partecipante contribuisce alla vita della carovana.
Una squadra sulla strada
Qui il protagonismo individuale lascia spazio alla squadra. Ognuno porta il proprio ruolo e le proprie competenze, ma il movimento della carovana nasce dalla coordinazione e dalla collaborazione.
La chef, il fisioterapista e gli atleti partecipano alla stessa macchina collettiva, con una sintonia che ricorda, per certi versi, tanto il lavoro sul palcoscenico quanto la dinamica di una fuga ciclistica. È proprio questa dimensione condivisa a dare un significato particolare al viaggio: non conta soltanto arrivare, ma farlo insieme.
Il tempo lento per guardare l’Italia
La bicicletta impone anche un diverso rapporto con il tempo. Lontano dalla velocità degli spostamenti urbani, pedalare permette di osservare il Paese con maggiore attenzione, lasciando che siano la strada, i paesaggi e le relazioni a scandire il percorso.
Per Bargilli e Bettini, il Jova Giro diventa così un esercizio di equilibrio, tra la disciplina necessaria a sostenere la pedalata e la leggerezza di un’avventura vissuta in compagnia.
Una strada condivisa, dunque, dove la fatica non divide ma unisce e dove la squadra diventa la vera bussola del viaggio.
Photo courtesy of Elena Torre Ufficio Stampa




