La Leo Galleries, luogo di cenacoli culturali oltre che galleria d’arte contemporanea, offre, in occasione del finissage della mostra “Ugo Zovetti. Buntpapiere/Carte colorate”, una lezione di storia dell’arte e non solo, a cura di Alberto Crespi. Zovetti, per lunghi anni insegnante della scuola d’arte ISIA di Monza, si inserisce di diritto nell’ambiente culturale di Vienna a inizio ‘900, dove studia fino all’età di diciotto anni e collabora con artisti del calibro di Gustav Klimt.
Monza, Italia.
Il curatore Alberto Crespi, in occasione del finissage della mostra su Ugo Zovetti, ha offerto al numeroso pubblico presente alla Leo Galleries l’occasione di immergersi nel fermento culturale della Vienna di inizio Novecento.
Vienna città cosmopolita
Il curatore ha sapientemente tratteggiato l’aspetto della allora città più cosmopolita di Europa, di oltre due milioni di abitanti, con i suoi mille caffè, il Cabaret Schläger (che significa pipistrello), la rete ferroviaria urbana progettata dall’architetto Otto Wagner, che collegava Vienna alle principali città d’Europa, un’opera bellissima oltre che avveniristica, il Palazzo della Secessione, con la cupola dorata e il fregio pittorico di Gustav Klimt lungo 34 metri, dedicato a Ludwig van Beethoven.

A destra Alberto Crespi
Gesamtkunstwerk
“Vienna era un’esplosione di Art Nouveau o Art Decò o Liberty, come veniva chiamata a seconda delle latitudini – ha spiegato Crespi – Gli architetti della Secessione volevano fondare una nuova arte intorno al concetto di Gesamtkunstwerk, l’opera d’arte totale, su cui converge ogni disciplina: libri, manifesti, arredo, oggetti d’uso, abbigliamento.
La musica
Richard Strauss e Gustav Mahler rendono la musica un flusso grandioso, aprono la via della musica moderna, la dodecafonia. Mahler compone la cosiddetta Sinfonia dei 1000, per il grandioso numero di voci e strumenti che richiede. Di quegli anni è anche il poeta e librettista Hugo von Hofmannsthal.
La psicanalisi e la filosofia
Vienna era multidisciplinare, piena di afflati e afferenti che arrivano da tutta Europa: germoglia la psicanalisi di Sigmund Freud e Friedrich Nietzsche vede la nascita di una nuova temporalità che confonde l’attuale con l’inattuale, il tempo è ciclico, è l’eterno ritorno del tempo.

Le arti figurative e Zovetti
Non era ancora definita la distinzione netta tra le arti figurative: Mario Sironi disegna anche tessuti, per esempio. Ugo Zovetti, che studia a Vienna, si inserisce perfettamente in questo clima: ha un maestro per le vetrate, uno per lo smalto, uno per i tessuti, uno per la legatoria, disegnerà gli abiti per gli attori del Cabaret Schläger. Cura il primo libro dedicato a Klimt.
Lo Jugendstil
Le forme sono fluide, gli abiti in bianco e nero o linee dorate dalle forme fogliari, fino all’espressione astratta. Gustav Klimt e altri artisti fondano la rivista Ver Sacrum, l’organo ufficiale della Secessione, una meraviglia della grafica, una rivista innovatrice, che utilizza schemi di impaginato mai visti prima.
L’ambiente di Vienna è collegato con l’ambiente di Parigi e l’ambiente britannico: il wiener moderne ha un’eccezionale importanza per la decorazione delle case inglesi. Viene fondata anche la Wiener Werkstätte, l’officina viennese della moda, il primo brand del lusso viennese con cento artigiani circa. Zovetti porta in Italia questo campionario di cose splendide che ha visto realizzare a Vienna. Porta in Italia il proto design viennese”.
La fine dell’Impero
Nel 1918 crolla l’Impero Austro Ungarico, la guerra infrange il sogno di quegli intellettuali e quelle famiglie dell’alta borghesia che avevano creduto a una rivoluzione culturale possibile ma i semi gettati dal sincretismo delle arti, nel segno dell’innovazione, condizionarono tutta la creatività successiva.

Una Babele
“Nella Vienna tra fine Ottocento e inizio Novecento esiste una coesistenza pericolosa ma stranamente pacifica di una densità eccezionale di diversità che vive nel gioco delle differenze – conclude Crespi – È una babele: arti figurative, poesia simbolista, grandi romanzi, ricerca scientifica, arti plastiche, letteratura, cinema, musica, scienze umane. Freud aveva raccomandato una comunità di idee che poteva fondare una cultura basata sulla capacità di tenere insieme tutte le differenze“.
Personalità della cultura monzese
Presenti alla conferenza anche Daniele Astrolabio e Massimo Gianquitto che hanno arricchito la lezione di Alberto Crespi con due suggestioni rispettivamente sulle città di Barcellona e Berlino che, pur molto meno cosmopolite e popolate di Vienna a inizio Novecento, hanno seguito la stessa ispirazione di modernità che animava la città austriaca, condizionando l’impianto urbano in un modo ancora riscontrabile oggi.
Photo Elena Borravicchio




