
Una costruzione semplice, “Il Paese Ritrovato” sembra un pezzo di città, una vera e propria cittadina con vie, piazze, giardinetti, negozi, il teatro, la chiesa, l’orto e gli appartamenti, dove tutto induce alla scoperta di un luogo suggestivo. Un progetto innovativo che rivoluziona il modo di intendere la cura e l’assistenza.

Monza. Italia
.…E poi incappi in un cartello che sembra un’indicazione per il “Paese delle meraviglie”, con tanto di freccia e disegno stilizzato con casette e chiesa, e ti sembra di aver sbagliato posto. E invece no, ti trovi davvero in via Casanova a Monza, a poche centinaia di metri dalla Villa Reale. E il posto non si chiama “Paese delle meraviglie” ma “Paese ritrovato”. All’ingresso ci accoglie Rosella Molinari, della cooperativa sociale la Meridiana, responsabile delle visite guidate e delle consulenze, che ci accompagna alla scoperta di un paese, dove le cose non sono più grandi o più piccole del normale, come accadeva, per magia, nel romanzo di Lewis Carroll, bensì aumentate di realtà. Il villaggio nel quale ci troviamo, lungi dall’essere una finzione, è una piccola porzione di mondo, nella quale ci si può muovere senza equivoci: tutto è chiaramente riconoscibile e tutto è al suo posto. In breve ci affiancano due gentili ed eleganti signore che, a braccetto, fanno quattro passi per le vie del paese.

Ci salutano cordialmente e passano oltre. Sono persone con demenza, come tutti i 64 cittadini del “paese”. Liberi di uscire, camminare, partecipare a laboratori vari, andare al cinema, bere un cappuccino, fare la spesa, fermarsi in chiesa a recitare una preghiera. Come erano liberi, a casa loro, di organizzare la propria esistenza. “La prima reazione che vivono i famigliari al presentarsi della malattia è di ansia e timore – ci spiega Rosella – La persona inizia a perdere la memoria, poi ad avere problemi di sequenza logica, operazioni che faceva automaticamente non le riescono più (sono in bagno con uno spazzolino in mano: a cosa serve? Forse a spazzolare i capelli!), magari non si ricorda quali movimenti occorrono per abbottonare un bottone oppure perché si trova improvvisamente davanti a uno scaffale del supermercato pieno di prodotti. Il rischio è allora che la famiglia chiuda la persona in un bozzolo, al fine di proteggerla, inibendo anche le competenze che sarebbe ancora capace di esprimere”. Un altissimo numero di operatori, discretamente inseriti nella vita della comunità, garantisce la sicurezza dei residenti, che, senza forzature, hanno “ritrovato” una vita normale, compatibilmente con le loro difficoltà. Il “Paese ritrovato”, infatti,nasce dall’idea di La Meridiana 2, attiva sul territorio da oltre 40 anni, di offrire alle persone con demenza la possibilità di condurre, nonostante tutto, una vita dignitosa. “Anche stare in un luogo bello è una forma di cura” sottolinea Rosella, mostrandoci il giardino, con i vialetti, le cassette colorate per le piante e un rigoglioso piccolo orto curato dagli ospiti stessi. Come darle torto?
Testo e foto Elena Borravicchio
Per informazioni consultare il sito: https://ilpaeseritrovato.it/



