Hotel Papadopoli Venezia

Scritto da Ivan Burroni on . Postato in Alberghi e Spa

Venezia, Italia.
I Papadopoli erano un’importante famiglia greca che ebbe un posto di rilievo all’interno dell’aristocrazia veneziana nel XIX. Il loro ricordo vive ancora attraverso i nomi dei palazzi di cui sono stati proprietari. Tra questi troviamo il Palazzo Foresti Papadopoli, con il suo splendido parco all’inglese, su una parte del quale oggi sorge l’elegantissimo Hotel Papadopoli Venezia.

Hotel Papadopoli Venezia

L’albergo sorge in una delle zone più strategiche della città, all’ingresso del sestiere di Santa Croce, a poca distanza dal Canal Grande e dal Ponte della Costituzione e a poche centinaia di metri dalla stazione e dai parcheggi di via Roma. Posizione perfetta sia per evitare scomodi spostamenti in città con armi e bagagli al seguito, sia per chi da qui vuole iniziare un’esplorazione atipica e controintuitiva della città.

L’Hotel è infatti sufficientemente protetto dalla Venezia di Piazza San Marco e del Ponte di Rialto, quella che ama stare sotto i riflettori e che ogni giorno accoglie migliaia di turisti a caccia di simboli da comprare, immortalare, collezionare. Dal sestiere di Santa Croce si può vivere e respirare una parte di città ancora al di fuori dai radar del turista mordi e fuggi, una zona che appartiene orgogliosamente ancora ai veneziani e a tutti coloro che vogliano cogliere l’anima della Città dei Dogi, perdendosi tra calle e fondamenta meno note, scoprendo ponti e canali senza la solita ressa, respirando il profumo della laguna immersi in un silenzio irreale.

Chi volesse comunque raggiungere i più gettonati sestieri di Rialto e San Marco, emozionarsi sul Ponte dei Sospiri, fare foto dal Ponte di Rialto o perdersi nella maestosità di Piazza San Marco, non ha che da prendere il traghetto e navigare il Canal Grande fino a destinazione. Oppure farsi una passeggiata di venti minuti. Un nulla, soprattutto quando si cammina per Venezia.

Hotel Papadopoli Venezia sorge nel sestiere di Santa Crocce
Il Canal Grande a Santa Croce. credits by Mario Roberto Durán Ortiz (creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/deed.en)

Il Papadopoli è un lussuoso boutique hotel che racchiude dentro di sé la tradizione artigiana del XVIII secolo e la modernità tipica dello stile MGallery by Sofitel, il marchio di lusso del gruppo AccorHotels. In particolare, dopo i lavori di ristrutturazione del 2017, l’hotel si è completamente rinnovato, con un intervento volto a valorizzare lo stile classico in stile settecentesco che lo caratterizzava integrandolo con elementi di contemporaneità. Oggi l’albergo conta 96 tra camere e suite, un bel lounge bar con terrazza e un elegante ristorante Giardino d’Inverno dove assaggiare prevalentemente ricette d’ispirazione veneziana

Tra le suite, fiore all’occhiello dell’hotel, basti menzionare La Vivaldi, romanticissima con i toni rosso veneziano e il caminetto dorato, e la Jacqueline, con la sua grande terrazza panoramica dotata di Jacuzzi.
Eleganza, bellezza, intimità, livello dei servizi: questi alcuni dei motivi che hanno portato l’hotel alla vittoria, nell’ambito dei Luxury Hotel Awards 2017, di ben due premi nelle categorie Luxury Contemporary Hotel per l’Italia e Luxury Boutique Hotel per il Sud Europa.

L’hotel Papadopoli propone anche attività ed esperienze per vivere le tipicità di Venezia. Tra queste Memorable moment, un itinerario in gondola alla scoperta dei luoghi più insoliti e particolari della città, che si conclude con sorseggiando un Corto Maltese, signature cocktail all’interno del Salotto Veneziano, luogo che combina l’atmosfera intima ad una magica vista sui canali.


Ivan Burroni

Ivan Burroni

Personaggio dai mille interessi, la maggior parte dei quali ha una vita breve quanto quella di una farfalla Effimera. In mezzo al marasma di entusiasmo per le cose della vita tuttavia esistono delle costanti, tra le quali il viaggio e la scrittura. Sogna di unire alle sue due passioni anche l’altro grande amore: quello per la sociologia e lo studio dell’uomo. Cosa ama fare in vacanza? Affittare una vespa e girare senza meta, perdersi nella giungla cittadina o nella natura inesplorata di un luogo esotico e registrare impressioni su carta, magari su un tavolino che dà direttamente sull’oceano, con un bicchiere di vino in mano e la luce del tramonto che lentamente affievolisce per lasciare il posto all’ebbrezza della notte.