Giamaica, la terra delle primavere

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Ma è la semplicità disarmante del modo di vivere che stupisce appena arrivati. Qui nulla è stressante, perchè "i soldi non possono comprare la vita", come ebbe a dire Bob Marley,  simbolo della musica reggae che dà il ritmo all'isola.

Dalle Montagne Azzurre, alle bianche spiagge di Montego Bay, Negril, e Ocho Rios. Il mito intramontabile di Bob Marley

Giamaica.
E’ l’isola più bella che occhio umano abbia mai veduto“. Era il 1494. A scrivere queste parole nel diario di bordo fu Cristoforo Colombo. E nella lingua arawak dei nativi Taino, Xaymaca (Giamaica) significa “terra delle primavere”. Il fascino, oltre alle bellissime spiagge di sabbia bianca bagnate da un mare che va dall’azzurro allo smeraldo, con una ricca vegetazione ed il sole temperato, lo si deve anche ai sorrisi dei suoi abitanti, radiosi e cordiali che trovano in ogni occasione una scusa per cantare e ballare. La vivacità nelle tinte domina l’isola caraibica dove, dalla bandiera al vestiario, dai pesci sgargianti ai fantasiosi prodotti dell’artigianato, tutto è colore ed esuberanza. Merito del collage storico che permea questa terra dal passato coloniale (spagnoli, inglesi) e della popolazione che conserva orgogliosa la resistenza e la forza scaturita della lotta per l’indipendenza.

Ma è la semplicità disarmante del modo di vivere che stupisce appena arrivati. Qui nulla è stressante, perchè “i soldi non possono comprare la vita”, come ebbe a dire Bob Marley, simbolo della musica reggae che dà il ritmo all’isola. L’idolo con le sue canzoni ed i suoi messaggi di pace contribuì al riscatto della Giamaica dalla pesante eredità del colonialismo. A Bob si contrappone James Bond, lo 007 nato dalla penna di Ian Fleming, che nell’isola ambientò una delle missioni dell’agente con licenza di uccidere, facendone scoprire l’intrigante sensualità. Qualsiasi sia l’idea di vacanza, la Giamaica va prima scoperta. Nella parte orientale si erge il massiccio delle Blue Mountsins (Montagne Azzurre), al centro e a ovest si estende un altopiano calcareo in cui si sono sviluppate formazioni carsiche che creano paesaggi spettacolari. Suddivisa in contee (retaggio inglese), nella punta occidentale vi è Negril, località prediletta dagli italiani. Lungo la Seven Mile Beach impossibile non cedere alla tentazione di una giornata di relax. Per gli sportivi c’è lo snorkeling sulla barriera corallina o l’escursione in catamarano.

Sulla costa settentrionale s’incontrano le spiagge coralline di Runaway Baym, Ocho Rios e Port Antonio. Non si è vista la Giamaica se non si è fatto un tuffo nelle Dunn’s River Falls, cascate formate da gradoni risalibili a piedi. Circondate dalla rigogliosa foresta pluviale tropicale, da gigli rossi, orchidee, palme, felci e bambù. Le cascate, alte oltre 180 metri, sono tra le poche cascate fluviali al mondo che sfociano direttamente nel mare e rappresentano un fenomeno in continua evoluzione. Da provare lo “zipline”, il percorso di funi che attraversa la foresta tropicale e sovrasta le cascate. La capitale Kingston, nel centro storico, conserva ancora un’impronta coloniale. Qui il Natale si festeggia a casa di Bob Marley intonando strofe delle sue canzoni. Da fare il tour (un’ora) del Bob Marley Museum. Montego Bay è la capitale turistica. E’ un centro di vacanza cosmopolita, con una vasta scelta di servizi.

Passeggiando per le strade si viene coinvolti dai suoni caldi della musica popolare che rispecchiano il battito del cuore della gente. Le origini di questi suoni risalgono ai villaggi africani, dove gli antenati piangevano la scomparsa di un familiare, accoglievano un figlio o celebravano la fine del raccolto. La catena Blue Mountain si estende da Portland all’ Half Moon Bay, la Baia della Mezza Luna.
Qui si trova il migliore hotel dell’isola, l’Half Moon Luxury – Resort,
diretto dal vicentino Sandro Fabris. Esteso su 160 ettari, coniuga l’incanto del vecchio mondo con tocchi di modernità, ben rappresentata dall’agio e dalle raffinatezze delle 197 camere e suite e delle 24 ville di cui dispone. Dislocate in strutture dalla tipica architettura coloniale inglese candida e leggera, accolgono l’ospite con arredi di pregio e stanze dal carattere arioso che aprono la visuale sui curatissimi giardini tropicali, con vista sull’oceano. Non si ha colto lo spirito della Giamaica se non si ha gustato il vero rum. La Appleton Estate è la più antica piantagione di zucchero e distilleria della Giamaica. La prima documentazione in cui si registra la produzione di rum all’interno della tenuta è datata 1749. Frances Dickinson, i  cui nipoti Caleb e Ezekiel furono i primi proprietari della Appleton Estate, prese parte nella conquista della Giamaica e si ritiene che la tenuta sia stata il premio ricevuto da Dickinson per il servizio reso. La tenuta si trova nella Nassau Valley nella parrocchia di St. Elizabeth. I campi fertili della Nassau Valley, le piogge pomeridiane e il tiepido sole sono le condizioni ottimali per la crescita della canna da zucchero. Il processo di lavorazione ed invecchiamento è lento, meticoloso secondo le tecniche antiche. Per questo i rum Appleton Estate, prodotti solo in Giamaica, hanno un profilo unico.

Raggiungere la Giamaica è facile con i comodi voli diretti, partenze settimanali, di Neos che per chi abita del Nord Italia partono da Milano Malpensa e da Verona, aeroporto Valerio Catullo.


Donato Sinigaglia

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