Sotto i filari del Monferrato batte un cuore oceanico. La marna, equilibrata sintesi di argilla e calcare, è la testimonianza di un mare antico che oggi si fa terra feconda e architettura ipogea. Germinale 2026 invita a esplorare questa stratificazione: un viaggio verticale tra il fossile e il vivente, dove il sottosuolo non è solo base geologica, ma archivio di memoria e matrice di futuro. Dall’11 settembre al 4 ottobre, in 18 comuni del Basso Monferrato.
Basso Monferrato, Piemonte. Italia
Germinale Monferrato Art Fest giunge alla terza edizione e si conferma una rassegna di arte contemporanea di crescente interesse nazionale.
18 comuni e 60 artisti
Con la formula ormai consolidata che sposa arte e territori, Germinale 2026 coinvolge 18 comuni del Basso Monferrato, quasi 30 sedi espositive e circa 60 artisti di cui 24 affermati e mid-carrer, 10 in residenza, 15 under 40 per il Premio Selva e 12 per il The Monferriner, il magazine che (non) c’è, il nuovo progetto editoriale su IG che raccoglie le “copertine” del Monferrato per una nuova narrazione del territorio.
Di marne feconde, un mare
Il tema di quest’anno è Di marne feconde, un mare, in memoria dell’origine geologica di queste colline, nel cui passato si celava un mare che ha lasciato tracce nelle conchiglie fossili che affiorano scavando nella terra e nelle rocce sedimentarie della zona, composte di argilla e carbonato di calcio, dette appunto marne.
Sotto la superficie agricola del Monferrato, rinomato per i suoi vini e i suoi prodotti gastronomici, è custodita una stratificazione che ha attraversato milioni di anni fino ad arrivare ad arricchire, oggi, la natura e la cultura di un territorio unico.
Infernot
Simbolo di questa relazione, riconosciuti come Patrimonio Mondiale UNESCO, sono gli infernot, architetture vernacolari sotterranee scavate nella pietra, che mantengono temperatura e umidità costanti indipendentemente dalle stagioni e custodiscono le bottiglie migliori, chicca di questa edizione del festival.

Un mare solido
“Con il tema Di marne feconde, un mare, Germinale 2026 invita a guardare ciò che si trova sotto i nostri piedi: un sottosuolo inteso come luogo di memoria, trasformazione e possibilità, un “mare solido” che attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea torna a raccontare storie millenarie e nuove visioni del futuro”, recita così, pregno di significato, il comunicato stampa di presentazione dell’iniziativa.
Mai come oggi, nel frenetico, distratto e confuso panorama contemporaneo, si fa urgente la necessità di guardare a ciò si trova sotto i nostri piedi, alle radici, che ci legano alla terra e a tutte le generazioni che ci hanno preceduto, culla di saperi antichi e di prospettive di futuro.
Uno sguardo dentro noi stessi
Le installazioni di Germinale 2026, ispirate alle marne, alla terra feconda, ci costringono a guardare non soltanto oltre, come sempre fa l’arte contemporanea, soprattutto quando allocata in luoghi incantevoli come le location scelte tra castelli, chiese sconsacrate, cortili e siti panoramici del Basso Monferrato, ma dentro, dentro la storia e dentro noi stessi.
Ogni artista meriterebbe una menzione a parte. Con sapienza e intuito la direttrice artistica e fondatrice Francesca Canfora (insieme agli altri fondatori Carlo Gloria, presidente di Germinale e artista in mostra, Giovanni Bressano, Emiliano Rossi e Riccardo Pietrantonio) hanno selezionato artisti capaci di declinare il tema del festival in modo originale e personalissimo.

L’arte esce dagli spazi tradizionale per abitare la comunità
“Il festival, anno dopo anno, continua a espandersi capillarmente: sono stati coinvolti 18 comuni, quasi una trentina di sedi espositive e circa 60 artisti, tra autori affermati e giovani talenti in residenza, con l’obiettivo di trasformare il Monferrato in un laboratorio culturale diffuso a cielo aperto – ha dichiarato Francesca Canfora – La forza di Germinale risiede nella solida rete di collaborazioni tra enti pubblici e privati, comuni, associazioni e fondazioni museali. È grazie a questa sinergia condivisa che l’arte esce dagli spazi tradizionali per abitare i luoghi della comunità, i borghi e il patrimonio storico, generando una rifioritura culturale in grado di dialogare con l’identità locale e contemporaneamente di aprirsi al futuro”.

Artisti
Sono 24 le presenze tramite invito diretto: Luigi Mainolfi, Richi Ferrero, Paola Anziché, Simone Benedetto, Domenico Borrelli, Boscolo-Rossetto, Chiara Capellini, Claudio Cravero, Agata Ferrari Bravo, Ferdi Giardini, Carlo Gloria, IDEM studio, Sophie Anne Herin, Marguerite Kahrl, Davide Mineo, Jessica Moroni, Johannes Pfeiffer, Paolo Piscitelli, Daniele Ratti, Tamara Repetto, Ugo Ricciardi, Raffaele Salvoldi, Enrico Tealdi e Marzio Zorio.
Tra gli ospiti più noti di questa terza edizione, Luigi Mainolfi, protagonista di importanti rassegne internazionali, tra cui la Biennale di Venezia e Documenta di Kassel.
L’opera selezionata, presso Palazzo di Città, ad Asti, è la scultura in bronzo Soltitan, della serie del Bestiario, una creatura immaginifica, che trae ispirazione dal ricco patrimonio culturale dell’artista che spazia dalle allegorie dei codici miniati medievali allo zoologia fantastica di Jorge Luis Borges.
Altro ospite speciale di quest’anno è Richi Ferrero, artista, regista e autore torinese formatosi nel teatro sperimentale, che progressivamente ha superato i confini della scena per sviluppare un linguaggio in cui teatro, arti visive, luce e spazio urbano si intrecciano. La sua installazione, composta di tre momenti: Il capitano e il mare (tecnica mista, scultura in polistirolo e video), Tersilla (tecnica mista) e Ascolta si fa mare (file sonoro) racconta antiche storie del “Mare Padano”, nell’infernot di Vignale Monferrato.

Residenze d’Artista
Gli Artisti in Residenza selezionati tramite bando pubblico sono: Alessandro Colasanto, Giacomo Feltrinelli, Giordano Tricarico, Ingeborg Tysse, Lisa De Marchi, Luca Alberti, Michela Longone, Nina Bertoletti, e Tommaso Rabino. Per tutta la durata della rassegna i talenti emergenti faranno delle rispettive location il loro atelier e spazio espositivo, nel quale incontrare personalmente i visitatori.
Comuni
Di grande valore storico e architettonico, quest’anno, le sedi di Germinale ad Asti e a Casale Monferrato: Palazzo di Città e Palazzo Mazzetti ad Asti; il Castello dei Paleologi, il Chiostro del Museo Civico Bistolfi e il Chiosco delle Visioni a Casale Monferrato.
Gli altri comuni coinvolti sono: Alfiano Natta (AL), Calliano Monf.to (AT), Camagna Monf.to (AL), Castagnole Monf.to (AT), Castell’Alfero (AT), Cocconato (AT), Frinco (AT), Moncalvo (AT), Montiglio Monf.to (AT), Murisengo Monf.to (AL), Olivola (AL), Piovà Massaia (AT), Portacomaro (AT), Viarigi (AT), Vignale Monf.to (AL), Villadeati (AL).

Opere permanenti
Come ogni edizione resteranno in modo permanente al territorio alcune opere: Andiamo e veniamo, un murale di Carlo Gloria come omaggio alla comunità di Rinco, frazione di Montiglio Monferrato, che ritrae in modo poco definito ma riconoscibile proprio gli abitanti del luogo, quelli storici e quali appena arrivati, che hanno trovato qui riposo per l’anima, e un intervento sul rosone della facciata della Chiesa della Trinità a Villadeati, che sarà realizzato a fine febbraio dal duo Boscolo-Rossetto.
Progetti speciali
Progetti speciali legati a Germinale 2026 : Selva Art Prize, per la promozione e il sostegno di artisti under 40 (i 15 finalisti del Premio saranno selezionati attraverso un bando pubblico e avranno la possibilità di esporre le proprie opere in una mostra collettiva finale, nella prestigiosa sede dell’ex Asilo Regina Elena di Castagnole Monferrato);
Micromondi sotto i piedi, laboratori per le scuole primarie di Frinco, Calliano, Montiglio Monferrato, Castell’Alfero, Cocconato, Portacomaro, la scuola primaria “G. Marconi” di Murisengo, la scuola primaria “F. Sarzano” di Moncalvo, la scuola primaria “F. Mezzadra” di Vignale, che ha coinvolto 460 bambini, guidati da Gregorio Furnari, in un percorso di sensibilizzazione alla sostenibilità ambientale e avvicinamento all’arte contemporanea;
Visagi, ritratti di un paese che vive, progetto fotografico di Claudio Cravero che coinvolge paese dopo paese la comunità del territorio. Visagi (dal Piccolo Vocabolario Piemontese-Italiano: viso, faccia, aspetto) è un progetto che indaga la relazione tra il mondo della tradizione e la società attuale. Nel 2026 il progetto abiterà le vie del centro storico di Olivola, dopo aver coinvolto gli abitanti di Rinco, Carboneri-Remorfengo, Colcavagno, Montiglio Monferrato, Villadeati, Piovà Massaia e Murisengo.

Talk, performing arts e workshop
Agli eventi espositivi si affiancherà un fitto calendario di talk su tematiche legate all’arte e alla sostenibilità ambientale, performing arts e workshop.
In continuità con quanto realizzato nella scorsa edizione, si rinnova la collaborazione con Casa degli Alfieri.
Chiara Capellini
Profondissima l’opera You are here di Chiara Capellini, artista che indaga la relazione tra interrogativi metafisici e principi della scienza contemporanea. L’installazione site specific per la bellissima chiesa sconsacrata di San Silverio a Viarigi mette in dialogo due modelli cosmologici: il modello standard ΛCDM e la Conformal Cyclic Cosmology (CCC) del Premio Nobel Roger Penrose, secondo cui il cosmo potrebbe essere un eone in una successione potenzialmente infinita, dove la fine di uno diventa l’inizio del successivo.
La scultura traduce l’ipotesi di Penrose in forme aperte che emergono l’una dall’altra; la superficie nera riflette lo spazio e la base specchiante moltiplica gli eoni all’infinito. Dietro la scultura, otto imponenti tele formano un’unica opera di 16 metri per 4, traducendo visivamente il modello cosmologico standard /CDM.
L’immagine potentissima il cui effetto è amplificato dal suono, originato dalla vibrazione fisica delle sculture stesse, realizzato con il compositore Francesco Taskayali, ingloba lo spettatore, sfumando il confine tra osservatore e osservato, individuo e cosmo. “Nel silenzio dello spazio, sono così gli universi stessi a produrre il proprio suono, evocando l’Om vedico o il Logos cristiano”.

IDEM Studio
Nella stessa Viarigi Germinale propone la divertente opera AIR – Eco, di IDEM Studio, presso la Torre dei Segnali, dalla cui sommità la vista spazia a 360 gradi sulle colline circostanti. “Per anni la geologia ha commesso un errore imperdonabile, ignorando il potenziale sedimentario dei coriandoli. Ha studiato montagne, mari scomparsi, minerali e stratificazioni millenarie dimenticando una forma diffusa e sottovalutata di accumulo: il residuo di una festa”. Il collettivo artistico composto da Ruggero Baragliu, Samuele Pigliapochi e Angelo Spatola ha posto rimedio a questa svista della storia.
Gabriele Garbolino Ru’
Zolle d’acqua, di Gabriele Garbolino Ru’, presso I Cappuccini 1624, a Moncalvo, è una affascinante scultura in resina smaltata e ossidata, grandi teste di enigmatici nuotatori che emergono dal prato come fosse una superficie liquida. Le espressioni dei volti in particolare catturano l’attenzione, il ritratto è infatti al centro della ricerca dell’artista, in cui l’analisi del viso diventa studio dell’identità. espressione di un’esistenza, linguaggio per raccontare e raccontarsi.
Boscolo/Rossetto
Tre passi dalla luce del duo Boscolo/Rossetto è uno studio sulla luce con tecnologia hardware, che indaga la relazione tra luce, corpo e spazio. Gli artisti invitano a non avere paura entrando al buio nella chiesa sconsacrata della Santissima Trinità di Villadeati e a sostare: una figura luminosa verrà loro incontro, riflesso della superficie specchiante su cui insiste la luce, accompagnata da un’atmosfera sonora che richiama elementi d’acqua.
L’intento degli artisti è di riportare l’attenzione sulla contemplazione della luce, elemento fondamentale per l’uomo e di grande importanza all’interno dei luoghi sacri, dove ha raffigurato da sempre il passaggio dal mondo fisico a quello metafisico.
INFO
Germinale 2026
Giorni di apertura: tutti i weekend dall’11 SETTEMBRE al 4 OTTOBRE 2026
Orari di visita: 10:30 – 19:00
Photo Elena Borravicchio



