Il Teatro Binario 7 di Monza ha ospitato Fahrenheit 451, capitolo finale della trilogia distopica diretta da Corrado Accordino. La produzione rilegge il capolavoro di Bradbury con riferimenti pop e una scenografia multimediale di forte impatto. Tra coreografie e luci suggestive, il cast guida il pubblico in una riflessione attualissima sulla libertà di pensiero. Un adattamento vivido e coraggioso che conferma l’eccellenza della compagnia monzese tra professionisti e giovani talenti.
Monza, Italia.
Da giovedì 26 febbraio a domenica 1 marzo, è andato in scena al Teatro Binario 7 di Monza Fahrenheit 451, la nuova produzione della Compagnia Teatro Binario 7, tratta dal romanzo di Ray Bradbury.

Testo di grande attualità
Il testo del 1953, di clamorosa attualità, immagina una società americana ambientata in un lontano Ventunesimo secolo, in cui la tecnologia ha preso il sopravvento e il vero pericolo sono i libri, tanto che è stato istituito un corpo speciale di pompieri, che anziché spegnere gli incendi li appicca a danno della cultura e salvaguardia della “pace della mente”. “In fondo un libro cos’è? – dice il Capitano – Un’arma carica che un uomo può usare contro un altro uomo per distruggere la sua felicità. E noi siamo i custodi della felicità del mondo e della pace della mente“.
Trilogia della distopia
Lo spettacolo completa la trilogia della distonia, con 1984 di George Orwell, andato in scena a ottobre e Il mondo nuovo di Aldous Huxley, in scena a dicembre.

Compagnia di professionisti e allievi
Come sempre, la Compagnia del Binario 7, professionisti e allievi (bravissimi), con la drammaturgia e regia di Corrado Accordino, non delude.
Scenografia
In scena due bidoni, che richiamano la sensazione di situazioni limite di periferia urbana e schermi a tutta altezza sullo sfondo, che diventano decine e decine di televisioni accese su messaggi pubblicitari oppure fiamme impazzite oppure ancora prati fioriti, a seconda del momento.
I personaggi
I personaggi, estremizzati nella loro caratterizzazione, netta come è netta nel romanzo di Ray Bradbury, risultano comunque credibili e mai stucchevoli.
Intensa l’interpretazione del travaglio di Daniele Ornatelli/Guy Montag che piange la morte della giovane amica Clarisse (Carolina Maglione), ultimo scorcio di innocenza in un mondo anestetizzato, legge come un forsennato, in una notte, tutti i libri messi in salvo con un’istintiva presa di posizione e infine sceglie la libertà, costi quel che costi.
Indelebile la folle danza sulle macerie del capitano/Giancarlo Latina, che su una musica trascinante balla con gioia feroce durante l’incendio della casa del “traditore” Guy Montag.
Brillante l’interpretazione di Silvia Rubino/Millie, dinamica, divertente, drammatica, nuova, una presenza scenica eccezionale. Si presenta sul palco in pattini a rotelle e una parrucca alla Marilyn in testa, corpo e mente in continuo movimento: fermarsi a pensare è vietato, è nocivo. Snocciola spot pubblicitari come una novella Meryl Burbank (la moglie di Truman in The Truman Show) al contrario e risponde alle domande di senso del marito con le frasi fatte propinate dalla televisione. Una tensione che strappa al pubblico più di una risata senza nulla togliere alla drammaticità della situazione.

Adattamento
Corrado Accordino attualizza il romanzo degli anni Cinquanta con riferimenti pop contemporanei, che rendono ancora più viva e comprensibile la trama visionaria di Ray Bradbury.
Geniale l’adattamento scenico dei segugi meccanici, addestrati per fiutare i possessori di libri.
Musica e danza
Se la musica in Fahrenheit 451 è fondamentale, come in altre produzioni di Accordino, in questo spettacolo gioca un piccolo ma decisivo ruolo anche la danza, con la coreografia di Sarah Joy Balasini, allieva della Scuola di recitazione del Binario 7, in scena come attrice e danzatrice.
Luci
Anche la particolare scelta nell’uso delle luci, che ha lasciato la platea debolmente illuminata per buona parte dello spettacolo, ha contribuito a creare un rapporto ancora più stretto con il pubblico, che ha partecipato intensamente alla rappresentazione (preferendola addirittura alla finale di Sanremo, come ha sorriso sabato sera a fine spettacolo Corrado Accordino, applauditissimo).

Fahrenheit 451
Con
Giancarlo Latina
Daniele Ornatelli
Silvia Rubino
e con
Sarah Joy Balasini
Valerio Cantù
Matteo Contini
Carolina Maglione
scene e costumi
Maria Chiara Vitali
video design e editing
Davide Carafoli
assistente alla regia
Valentina Paiano
drammaturgia e regia
Corrado Accordino
produzione
Compagnia Teatro Binario 7
Photo Elena Borravicchio. Courtesy of Teatro Binario 7 Monza




