CALABRIA TRA SANTUARI E AREE NATURALI

Scritto da Beatrice Caldovino on . Postato in Itinerari, Spazi & Natura

Aurea – Borsa del turismo religioso e naturalistico. Un tour alla scoperta di monasteri, santuari, abbazie e aree protette della Calabria

Calabria, Italia.
Il nostro viaggio parte dal Santuario dedicato a San Francesco di Paola, rinomata meta di pellegrinaggio ai piedi dell’Appennino calabro. Proprio in questo luogo mistico è stato inaugurato Aurea 2016, il progetto di vacanza che sposa il turismo religioso a quello naturalistico, attraverso un tour alla scoperta di una delle perle del mezzogiorno, la Calabria, e in particolare dei luoghi della comunità etnico-linguistica albanese.

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Questa basilica minore, elevata a santuario nel 1921, ha origine nel 1435 con la prima cappella edificata da San Francesco, fondatore dell’Ordine dei Minimi, santo patrono della Calabria e degli uomini di mare. Trovandosi davanti al grande piazzale che accoglie i numerosi pellegrini provenienti da ogni parte d’Italia, si intuisce chiaramente l’imponenza del santuario ancor prima di varcarne l’accesso. Infatti, a partire dalla piccola grotta dove San Francesco trascorse l’adolescenza, ci sono stati diversi ampliamenti, l’ultimo risalente al 2000 con la costruzione di una nuova sala liturgica.
Dopo aver visitato il suggestivo santuario, a pochi minuti d’auto si trova la città di Paola, tra i più importanti centri della Riviera dei Cedri. Oltre alle ampie spiagge dal mare cristallino, la cittadina si estende verso l’entroterra con una rete di viuzze strette e ripide dove, insieme alle numerose chiese che fanno capolino tra i vicoli, l’attrazione principale è la casa natale di San Francesco, visitabile grazie all’aiuto di una gentile signora che, abitandovi di fronte, la cura e conserva amorevolmente.
scorcio-di-belmonte-300A circa trecento metri di altitudine, a pochi chilometri da Paola, si trova il paese di Belmonte, fondato dagli Angioini nel XIII secolo, da cui si può godere di una vista spettacolare sugli scogli di Isca, oasi marina protetta dal Wwf e, addirittura, con la fortuna dalla propria parte, le coste dell’Aspromonte e la silhouette dell’Etna. Il suo caratteristico centro storico è ricco di testimonianze artistico-religiose come la Collegiata di Santa Maria Assunta, unica sede parrocchiale del comune, la Chiesa dell’Immacolata Concezione, il Convento e la Chiesa del Carmine, il Convento e la Chiesa dei Cappuccini, la Chiesa dell’Annunziata, Palazzo Pignatelli e il Castello, che domina l’intero paese dal punto più alto del colle. Ma soprattutto Belmonte è un paese dalle case diroccate, panni stesi alle finestre e donne sedute fuori dall’uscio di casa che chiacchierano durante un lavoro a maglia e un buon caffè. Accompagnati dal miagolio dei numerosissimi gatti in cerca di coccole, ci si può aggirare in perlustrazione tra le scalinate del paese, circondati dalle pareti dei palazzi accese dai caldi colori della vite americana.
Riprendendo l’auto e dopo un susseguirsi di curve, tra ampie distese di boschi e prati a pascolo nel territorio di Cerchiara di Calabria, alla pendici del monte Sellaro (meglio noto come Monte Santo), a poco più di mille metri di altitudine, sorge il Santuario di Santa Maria delle Armi. Non tragga in inganno il nome: “delle Armi” non ha un significato “bellico” come potrebbe sembrare, ma deriva dal termine greco Tōn armōn, che vuol dire “delle grotte, degli anfratti”. Più che un santuario sembra un villaggio del XV secolo inerpicato sulla roccia con archi e giardini a terrazza da cui si può ammirare un panorama mozzafiato. In primavera, ogni 25 aprile, il santuario è protagonista della suggestiva processione, con vista sul mar Ionio, che richiama pellegrini da tutto il Sud Italia.

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Arrivata a San Demetrio Corone, caratteristico borgo dai pittoreschi tetti rossi e dagli eleganti edifici gentilizi, si trovano due chiese particolari: la basilica normanna di Sant’Adriano, eretta tra il X e il XII secolo, e la chiesa madre intitolata al protettore San Demetrio. Gli interni della basilica – che fu la prima tra le chiese italo-albanesi ad avere l’iconostasi e l’altare greco – meritano una visita per il bel pavimento marmoreo con serpenti a mosaico. In questo borgo ogni anno si svolge la festa del Sabato Santo, quando per tutta la notte la popolazione festeggia la Resurrezione ballando intorno a un grande fuoco, cantando le tipiche canzoni albanesi, e indossando il tipico costume tradizionale arbëreshë, con le sue tinte di raso verde, rosso corallo, blu e viola, che lo hanno fatto diventare uno dei più bei costumi popolari d’Europa.
“… e lucemi da lato/ il calavrese abate Giovacchino/ di spirito profetico dotato”: sono questi i versi che Dante nella Divina Commedia dedica a Gioacchino Da Fiore. L’abate, originario del paese di San Giovanni in Fiore, all’epoca un centro economico e culturale di notevole importanza, trovò qui l’ispirazione per fondare sia l’Ordine Florense che l’imponente Abbazia, uno degli edifici religiosi più grandi della Calabria, che tra la nebbia sembra ancora più austera di quanto non sia già, edificata nel XII secolo e dedicata a San Giovanni Evangelista.

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NATURA E TANTO DIVERTIMENTO
L’ideale è visitare questi territori circondati dalla pittoresca cornice dell’autunno avanzato: il verde bottiglia dei pini, il giallo dei faggi, l’arancio dei cerri, il verde scuro degli abeti e tutte le altre gradazioni di giallo e rosso dei pioppi e degli aceri… Non si tratta di un tipico paesaggio delle Dolomiti ma dell’Altopiano della Sila! Infatti, sin dall’800 geografi e geologi spiegarono che gli Appennini terminano con il massiccio del Pollino e dell’Orsomarso, mentre la Sila e il resto delle montagne centro-meridionali della Calabria vengono chiamate Alpi Calabresi, proprio per la loro somiglianza geologica con le ben più famose originali. Infatti la Calabria è anche soprannominata “La montagna nel mare”, oltre che “La penisola della penisola”, data la conformazione del suo territorio, quasi completamente montuoso e incastonato tra i mari Tirreno e Ionio.
Il Parco della Sila comprende la Sila Greca, la Sila Grande e quella Piccola. Immense distese di pascoli solcate da fiumi e laghi, che sono andati a colmare le valli più ampie, circondati da fitti boschi pieni di alberi giganteschi, e gole, canyon e cascate che cadono a strapiombo dall’orlo dell’altopiano. Questo è lo scenario di Lorica, conosciuta anche come “La Perla della Sila”, con la sua valle intorno il Lago Arvo, sovrastato dalle vette più alte dell’altopiano silano, Botte Donato e Monte Parillo, che costituisce certamente un’interessante meta turistica in tutte le stagioni, soprattutto grazie al percorso naturalistico, incorporato nel progetto Aurea 2016, che si rivolge al turismo nelle aree naturali protette, non solo per quanto riguarda il settore educativo, ma anche mirando al divertimento di una vacanza attiva, sempre però salvaguardando la tutela di questi luoghi ancora incontaminati.
Nel Parco Nazionale della Sila è infatti possibile cimentarsi in escursioni a piedi, in mountain-bike o a cavallo, fare gite in barca a vela o in canoa, mentre i più intrepidi potranno addirittura lanciarsi in un percorso avventura degno di Indiana Jones.
Per andare alla scoperta del territorio sono a disposizione dei veri e propri centri di eccellenza dove è facile ottenere informazioni sull’Area Protetta, acquistare gadget, prenotare servizi con guide sul territorio e quant’altro, ma soprattutto, si possono avvistare i veri protagonisti della foresta come il lupo, il capriolo, il cervo, la lepre, la volpe e il gatto selvatico.

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…ED ORA LE SPECIALITA’ GASTRONOMICHE!
Da sempre celebrato dagli esperti di cucina, il prelibato e famoso Pane di Cerchiara (come per esempio quello prodotto dal panificio Vito Elisa) non è altro che il frutto della terra, del fuoco, dell’aria, dell’acqua, del lievito, del tempo e della manualità, che si sposano perfettamente per creare una meraviglia culinaria. Come ci hanno insegnato le nonne il pane è una tradizione che si tramanda di generazione in generazione, secoli di segreti mai trascritti ma svelati oralmente durante la preparazione degli impasti. Così anche il pane diventa di Denominazione comunale di origine (De.c.o.), emblema di un territorio e di un comune.
Altri prodotti De.c.o. sono l’enorme pomodoro di Belmonte e i fichi di Belmonte con cui si producono le tipiche crocette, favolosi bon-bon con fichi secchi, noci, zucchero, scorza d’arancio, cannella e liquore all’anice, acquistabili presso l’Azienda dolciaria artigianale Colavolpe, prelibatezze famose in tutta la Regione e che fanno venire l’acquolina in bocca solo a parlarne.
Naturalmente, il modo migliore di concludere un pranzo a dir poco luculliano, dopo una sfilza di portate tra cui non sarà certamente mancata la ‘Nduja – perché come affermano i calabresi doc “…quando in Calabria ti offrono un pranzo non è un invito ma una sfida…”- è con un buon bicchierino di Amaro Silano.

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TACCUINO DI AGENDA VIAGGI
DOVE DORMIRE
Hotel Best Western Premier Villa Fabiano Hotel è ottimo come base di pernottamento, dato che gode di una posizione strategica a pochi minuti d’auto dall’imbocco dell’autostrada. Un ospitale quattro stelle dove, dopo aver percorso chilometri per il tour, sarà una gioia potersi rilassare nella spa.

DOVE MANGIARE
Ristorante Orto della Signora a Villapiana dove le numerose e favolose portate a base di carne concludono in bellezza con il particolare dolce: due praline di gelato una all’olio di bergamotto e l’altra all’olio d’origano.
Come ristorante con specialità pesce, invece, il Lupus in fabula restaurant con il gustoso hamburger di trota su purea di patate.

Testo e foto di Beatrice Caldovino
beatrice@agendaviaggi.com

Beatrice Caldovino

Beatrice Caldovino

Nata a Frascati, deliziosa cittadina dei Castelli Romani dove è inevitabile lasciarsi incantare dalla cultura, dall’arte e dalla buona cucina. Ama viaggiare alla scoperta di cose sempre nuove, da raccontare con le parole e con le immagini. E’ felicemente sposata e impegnata nel volontariato (ma le due cose non sono collegate). Adora andare per mercatini dell’antiquariato con la speranza, spesso vana, di scovare qualche tesoro nascosto. L’unica cosa di cui si sorprende è di potersi ancora sorprendere.