Un viaggio straordinario nel cuore delle avanguardie del Novecento: la Fondazione Marguerite Arp rende accessibile online il suo prezioso patrimonio archivistico, aprendo le porte a un dialogo inedito tra arte, storia e letteratura.
Locarno, Svizzera.
Un ponte digitale nel segno delle avanguardie
Il 16 settembre 2026, giorno in cui Jean Arp avrebbe compiuto centoquaranta anni, la Fondazione Marguerite Arp (FMA) ha inaugurato una nuova stagione per la ricerca culturale, pubblicando ufficialmente il proprio inventario online sul sistema informativo ANTON (disponibile all’indirizzo anton.ch). Un’impresa imponente avviata nel 2021 grazie al prezioso sostegno della Minerva Kunststiftung e di altri enti finanziatori, pensata per offrire a studiosi e appassionati l’accesso diretto a un patrimonio d’inestimabile valore.

Sopra, Biglietto da visita di Sophie Taeuber-Arp, senza data (primi anni ’30).
Foto grande in alto, Al lavoro nell’archivio della Fondazione Marguerite Arp.
La Casa-atelier e i tesori del centro studi
Custodito nella suggestiva Casa-atelier di Jean e Marguerite Arp a Locarno-Solduno, l’archivio si estende per 33 metri lineari e raccoglie 24 fondi che documentano un arco temporale compreso tra la fine degli anni Venti e gli anni Novanta del Novecento. Ad oggi sono stati censiti poco meno di 2.000 record e ben 1.334 tra enti e persone, che vanno ad affiancarsi alla Biblioteca FMA, il cui catalogo è consultabile nel Sistema Bibliotecario Ticinese dal 2018. Questo centro studi si conferma così un punto di riferimento imprescindibile per la comprensione delle avanguardie storiche.
Una rete di relazioni d’autore
Il cuore pulsante del patrimonio archivistico è costituito da una straordinaria collezione di corrispondenza, testi letterari, fotografie e manifesti che testimoniano la parabola artistica e umana di Jean/Hans Arp (1886–1966), di sua moglie Sophie Taeuber-Arp (1889–1943) e di Marguerite Arp Hagenbach (1902–1994).
Le lettere svelano una fitta rete di scambi con i grandi protagonisti del secolo scorso. Tra i mittenti figurano giganti del calibro di André Breton, Francis Picabia, Alberto Magnelli, Meret Oppenheim, Marcel Janco, Kurt Schwitters, Max Bill e Sonia Delaunay. Non mancano i legami con il territorio ticinese — da Remo Rossi e il suo circolo ad Hans Richter — accanto a istituzioni e collezionisti di fama internazionale come il MoMA di New York, la Galleria Denise René di Parigi e Maja Sacher-Stehlin, senza dimenticare esponenti del mondo letterario e musicale come Hugo Ball, Emmy Ball-Hennings, Wladimir Vogel, Aline Valangin e Nesto Jacometti.

Dall’album fotografico del viaggio culturale “Pasqua in Terra Santa”, compiuto da Jean Arp e Marguerite Arp Hagenbach aprile 1960,
realizzato da Robert Th. Stoll, 1960.
Poesia radicale e creazioni inedite
Accanto all’epistolario, l’archivio letterario custodisce testi poetici e in prosa scritti da Arp in tedesco e in francese sotto forma di dattiloscritti, spesso arricchiti da correzioni autografe e comprendenti numerosi lavori inediti. Un corpus che attraversa sessant’anni di creazione all’insegna di una modernità radicale, spaziando dal Dadaismo al Surrealismo fino all’opera matura e ai toccanti omaggi agli amici artisti.
I protagonisti e l’eredità della Fondazione
Nato a Strasburgo e formatosi tra la Germania e Parigi, Jean Arp è stato tra i fondatori del movimento Dada a Zurigo nel 1916 e una delle voci più originali del surrealismo e della scultura moderna. Accanto a lui, la figura poliedrica di Sophie Taeuber-Arp — artista, architetta, designer e figura centrale delle avanguardie — ha segnato profondamente il percorso del movimento prima della sua tragica scomparsa nel 1943. A raccogliere e custodire questa eredità è stata Marguerite Arp-Hagenbach, che dopo aver dato vita a una delle più straordinarie collezioni private d’arte moderna e concreta (definita tale da Franz Meyer, direttore del Kunstmuseum Basel), ha istituito nel 1988 la Fondazione. Oggi il complesso di Locarno-Solduno, arricchito nel 2014 dal nuovo edificio progettato dagli architetti Annette Gigon e Mike Guyer, custodisce circa 1.700 opere — di cui oltre 900 di Jean Arp e una settantina di Sophie Taeuber-Arp —, offrendo al pubblico un parco sculture e mostre annuali di altissimo profilo.

La Casa-atelier di Jean e Marguerite Arp (sulla destra), che custodisce l’archivio.
Vademecum per la visita e contatti
Il lavoro di catalogazione prosegue e presto verranno resi disponibili online anche gli inventari dell’archivio fotografico, diari e agende. Nel frattempo, i documenti possono essere consultati in sede presso la Fondazione Marguerite Arp (Via alle Vigne 44, CH-6600 Locarno-Solduno), aperta il martedì su appuntamento. Per contatti e prenotazioni è possibile scrivere alla storica dell’arte Dr. Silke Balemi all’indirizzo archivio@fondazionearp.ch
Foto: Roberto Pellegrini, Bellinzona. Courtesy of Fondazione Marguerite Arp, Locarno.




