Alla scoperta della Svizzera: un viaggio tra borghi, incantevoli paesaggi, parchi naturali e piatti deliziosi

Alla scoperta della Svizzera: un viaggio tra borghi, incantevoli paesaggi, parchi naturali e piatti deliziosi

Scritto da Alessandra Chianese on . Postato in Destinazioni, Itinerari

In Svizzera è iniziata la Fase 2: la riapertura è stata suddivisa in 3 differenti momenti, ossia nelle date 27 aprile, 11 maggio e 8 giugno, giorni in cui avverrà gradualmente la riapertura di attività scolastiche, produttive e commerciali. L’11 maggio è scattata l’ora della riapertura per mercati, negozi, ristoranti, bar e musei con l’obbligo, ovviamente, di adottare misure protettive. Quando sarà possibile tornare a viaggiare, esplorare, visitare, la Svizzera offre alcune interessanti proposte da tenere fortemente in considerazione.

Svizzera.
Per gli amanti della cultura, l’abbazia di Romainmôtier, risalente a circa 1000 anni fa, è uno degli edifici in stile romanico più grandi e antichi di tutta la Svizzera. Sono tanti i motivi per visitarla: la movimentata storia della sua costruzione, l’imponente architettura e gli splendidi affreschi. Inoltre, l’abbazia ospita costantemente concerti di organo a cui è possibile assistere, immersi in un’atmosfera medievale. Il centro storico gode di una posizione paesaggistica stupenda: adagiato nella valle del fiume Nozon, è uno strategico punto di inizio per numerose escursioni alla scoperta del Giura vodese regalando gioie ai propri occhi, nutrendosi dei panorami mozzafiato delle pianure, del lago di Neuchâtel, del lago di Ginevra e delle imponenti Alpi. Per chi desidera fare una sosta e gustare qualche prodotto locale, ci sono diverse trattorie dove ricaricare le energie, gustando un pezzo di «Tête de Moine» o la specialità regionale: il «Saucisson».

Nei pressi di Romainmôtier, Cédric Chezeaux possiede il ristorante «Au Gaulois», vivendo secondo i suoi ideali: 15 anni fa ha abbandonato l’agricoltura tradizionale, decidendo di coltivare secondo procedure biologiche dei tipi di grano quasi dimenticati. Oggi tantissimi sono i visitatori da ogni parte dell’Europa, alla ricerca di cibi autentici e originari, di una qualità impeccabile, senza compromessi. Ipnotizzati di fronte al paesaggio unico del Giura vodese, il più delle volte i viaggiatori decidono di prolungare la propria sosta. Cédric Chezeaux rispetta la natura e punta sulla biodiversità. Nei suoi campi dai riflessi dorati, punteggiati di papaveri e colorati fiori selvatici, crescono piccolo farro, spelta, grano saraceno, frumento, farro medio, segale, camelina e lenticchie. «A mio avviso, questa è l’unica forma di agricoltura che ha senso», afferma Cédric Chezeaux. Il suo ristorante «Au Gaulois» di Romainmôtier vanta 14 punti GaultMillau ed è uno dei migliori della regione. Nel suo locale, Cédric delizia i suoi ospiti con un menù a 3 portate, per il quale impiega esclusivamente grano, formaggio di capra e carne della fattoria «Ferme Arc-en-Ciel». Prima di mangiare, gli ospiti più curiosi possono visitare la fattoria nelle immediate vicinanze. Lì, Cédric Chezeaux in persona racconta ai visitatori del ristorante in cosa consiste il segreto dei suoi prodotti. Un modo per conoscere direttamente ciò che poi delizierà i vostri palati.

Per chi è alla ricerca di luoghi incontaminati, di totale immersione nella natura, ideale è la Val Piora, in cui tre sono i laghi più grandi: il famoso Lago Ritom, il misterioso Lago di Cadagno e il piccolo Lago di Tom. Nel Lago di Cadagno ci sono dieci volte più pesci rispetto agli altri laghi di montagna: l’acqua è di un colore particolarmente scuro, emana odore di zolfo e si distingue notevolmente quella in superficie. Il lago di Cadagno ha infatti una composizione di tre strati d’acqua che non si mescolano tra loro: lo strato inferiore viene alimentato da sorgenti situate sul fondale del lago, arricchito da sali di rocce dolomitiche, è più pesante e rimane privo di ossigeno; lo strato d’acqua superiore contiene minerali di granito ed è molto ricco di ossigeno, una condizione ideale per i pesci; quello centrale è caratterizzato dalla presenza di un batterio dello zolfo molto particolare, di un colore rosso chiaro. La Val Piora è un posto indubbiamente ideale per chi ama esplorare e avventurarsi tra i sentieri. Gli oltre 20 laghi alpini incastonati in posizioni idilliche nel paesaggio montano rendono l’altopiano un vero paradiso per gli amanti delle escursioni. Oltre al misterioso Lago di Cadagno, merita una visita soprattutto il Lago Ritom, di natura artificiale, creato oltre cento anni fa per soddisfare il fabbisogno di energia per la costruzione del tunnel del Gottardo. Sul versante destro del lago, un sentiero didattico naturale invita i visitatori a scoprire la regione con altri occhi. Anche una sosta presso il piccolo Lago di Tom è particolarmente consigliata per i visitatori più attivi. Le lunghe camminate potrebbero favorire anche l’appetito: ideale una sosta nell’accogliente Capanna Cadagno, dove è possibile ammirare il panorama, costernato da laghi, prati, animali, degustando eccellenti specialità ticinesi, come gli gnocchi fatti in casa o il tagliere ticinese con il formaggio di Piora e il prosciutto dell’alpe.

Se siete amanti del buon vino e curiosi di scoprire i luoghi incontaminati in cui viene prodotto, da non perdere è il parco naturale Pfyn-Finges, nel cuore del Vallese: si estende da Gampel fino a Siders (Sierre) e dai vigneti terrazzati nei pressi di Salgesch fino al Bishorn. I dodici comuni ricoprono una superficie complessiva di 277 km2 e si trovano a un’altitudine compresa tra 530 e 4153 metri. L’area naturale è nota per le sue numerose ore di sole e i suoi vini pregiati. La viticoltura ha qui una grande importanza: nessun altro parco naturale svizzero conta così tanti vitigni e produttori di vino come il Pfyn-Finges. La maggior parte si trovano nei comuni di Salgesch e Varen, annessi al parco naturale. Oltre 80 viticoltori invitano a soffermarsi, a godersi la natura e a assaporare i prodotti regionali in questo panorama naturale e culturale. Tra questi, nel villaggio vinicolo di Salgesch, cuore del parco naturale Pfyn-Finges, Luc Mounir produce insieme alla famiglia vini eccellenti. La famiglia coltiva soprattutto vitigni tradizionali, in armonia con la natura e in modo sostenibile, scelta molto apprezzata dai figli, dagli amanti del vino e dagli ospiti del parco naturale. Il vigneto Cave du Rhodan è considerato una delle aziende vitivinicole più grandi nel Vallese a operare secondo metodi biologici. Una parte delle viti viene lavorata con procedimenti biodinamici. La famiglia definisce il proprio impegno a favore della sostenibilità la «filosofia di un’agricoltura sostenibile dal punto di vista generazionale». Gli impianti fotovoltaici riforniscono di energia il vigneto. Inoltre, molti veicoli e macchine per la viticoltura sono a trazione elettrica. Un proprio impianto di compostaggio con vermi, a base di vinacce e letame di cavalli, produce humus di alta qualità. Questa e molte altre misure dimostrano l’approccio responsabile e sostenibile da parte della famiglia con le preziose risorse naturali. «La sostenibilità è un aspetto che riguarda l’azienda intera. Dai vigneti alla cantina», spiega Luc, sottolineandone la fondamentale rilevanza.

Tanti quindi sono i motivi per scegliere la Svizzera come meta quando si apriranno le frontiere e si potrà tornare a viaggiare liberamente: una vacanza a contatto con la natura, ammirando incantevoli paesaggi, visitando particolari borghi e gustando prelibatezze locali, bevendo anche dell’ottimo vino. Una combinazione perfetta di elementi che non vi deluderanno ma vi permetteranno di trascorrere favolosi e indimenticabili momenti di relax, scoperta, piacere, bellezza.
Credit foto dall’alto: Switzerland Tourism, Copyright-by-Switzerland-Tourism—By-Line-swiss-image.chMarkus-Buehler, Copyright-by-Switzerland-Tourism—By-Line-swiss-image.chSilvano-Zeiter, Switzerland-Tourism—By-Line-swiss-image.chAndre-Meier,

Info: https://www.myswitzerland.com/it-it/
Ufficio Federale della Sanità pubblica.

Alessandra Chianese

Alessandra Chianese

Nata e vissuta a Giugliano in Campania, in provincia di Napoli, è da sempre appassionata di arte, di cultura, di moda e del buon cibo italiano. Amante delle lingue e studentessa di Economia, adora viaggiare per scoprire nuovi posti e allargare i propri orizzonti. La frase che più la rispecchia è un passo scritto dal grande poeta Dante: “Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”. L’interesse per l’attualità e la politica sono sempre stati una costante nella sua vita fin da piccola: non a caso, è un’aspirante giornalista di cronaca presso un giornale della sua città.