
Dopo l’uscita del CD “MALEDETTI FRANCESI”(Freecom, 2019)di GIANGILBERTO MONTI con la voce e il pianoforte di OTTAVIA MARINI, primo disco italiano a vantare il patronage dell’Institut Français, ecco il nuovo singolo nato dalla collaborazione dei due artisti: “Maison Milano”, disponibile da venerdì 15 maggio su tutte le piattaforme digitali.

Milano, Italia.
E’ nato un pezzo che ben descrive i nostri momenti o quantomeno quelli di chi vive in citta’ come Brescia e Milano, a cui e’ dedicata “Maison Milano”. Lo chansonnier-scrittore Giangilberto Monti accompagnato dalla pianista-performer Ottavia Marini si chiede se sara’ possibile rivedercisi sopra quello stesso cemento, riflettendo su quanto la nostra vita assomigli sempre di piu’ a un grattacielo e dove in metropolitana si e’ felici sempre di meno. Spunti di riflessione per questa nuovo lavoro firmato dal duetto che ha saputo interpretare un momento storico rendendolo intimo; insomma sembrano aver raggiunto lo scopo nel voler ricercare nella distanza la giusta empatia, registrato tra gennaio e marzo in pieno lockdown.

Monti che ha sempre portato la bandiera della chanconniere francaise in chiave meneghina, come cantante e scrittore si rifa’ a un genere che fin dalle sue origini nel tardo medioevo, tratta in maniera ironica e con un pizzico di teatralita’ temi d’ amore, di critica sociale e politica. Tra i piu’ grandi interpreti della chanson francaise contemporanea ricordiamo Geoges Brassens, al quale molti si sono ispirati tra cui lo stesso Monti. Il nuovo singolo registrato tra Brescia e Milano mixato da Massimo Faggioni (Fonologie Monzesi), con la partecipazione di due misicisti dell’ area bresciana Emanuele Agosti (basso) e Francesco Pedrali (chitarre ed elettronica) che con la Marini hanno dato vita all’ arrangiamento del brano. Dalla fine di marzo, su Apple Music sono disponibili due album di Giangilberto Monti ispirati, ça va sans dire, alla canzone francese: Canti Ribelli e La Belle Époque della Banda Bonnot, quest’ultimo tratto dal repertorio del suo amato Boris Vian.




