
Foto piccola in alto, Cappello, bastone e clarino. la statua sulla tomba di Dalla a Bologna.
È uscito da pochi giorni, scritto dal giornalista milanese Massimo Iondini che lavora nel quotidiano “Avvenire” nella redazione cultura occupandosi prevalentemente di musica, il libro “PAOLA E LUCIO – Pallottino, la donna che lanciò Dalla”. Nel 77° anniversario della nascita del grande cantautore, il libro racconta retroscena e aneddoti dell’inizio carriera dell’indimenticabile Lucio.
Milano, Italia.
Era l’estate del 1964, nei dintorni di Rimini. Io avevo 18 anni, lui pochi anni in più. Era una mattinata piovosa e a quei tempi, per consentire gli incontri tra sessi opposti che non potevano avvenire in spiaggia causa maltempo, i romagnoli avevano ideato le “matinée”. praticamente aprivano le discoteche con musica dal vivo alle 11 del mattino e si ballava fino alle 13/14 quando era ora di tornare in albergo o in pensione per il pranzo. E così si poteva broccolare (o, meglio, cercare di broccolare) anche in jeans e maglietta.
Entrando con i miei amici in quella discoteca (non ne ricordo più il nome), mi colpì subito uno dei componenti del gruppo: bassottello, in bermuda, grassottello e pelosissimo, suonava il clarino, strumento che poche band utilizzavano. Lo tenni d’occhio per un po’ e mi accorsi che ogni tanto, mentre il suo strumento non serviva per la musica, lui addentava voracemente un panino. Al primo intervallo (allora si suonavano sei/sette canzoni e poi c’erano una decina di minuti di intervallo) mi avvicinai e gli dissi: “Cavolo, che fame che hai!”. E lui, che stava appunto addentando il panino, mi rispose con accento emiliano: “Ho finito di suonare con loro all’una di notte, abbiamo caricato gli strumenti sul furgone e siamo venuti qua da Riccione. Ho un sonno boia, ma la fame è ancora di più”.

Lucio Dalla e Paola Pallottino ai tempi del loro sodalizio.
“Come ti chiami?”, gli chiesi. “Lucio, Lucio Dalla”.
Ecco, i miei aneddoti su Dalla finiscono qui, ma se volete saperne di più, soprattutto sull’inizio della sua sfolgorante carriera, non potete non leggere il libro “PAOLA E LUCIO -Pallottino, la donna che lanciò Dalla”, disponibile in versione fisica e in e-book su Amazon (https://amzn.to/2PlQsQx).
Dentro ci trovate la prefazione di Gianni Morandi e le testimonianze di Gino Paoli, Renzo Arbore, Ron, Angelo Branduardi e di molti altri colleghi e amici di Lucio, oltre che della stessa Pallottino.
Ma chi è Paola Pallottino? Storica dell’arte, illustratrice e paroliera, ebbe con Lucio una breve ma intensa collaborazione grazie alla quale videro la luce canzoni come “4 marzo 1943”, “Un uomo come me”, “Il gigante e la bambina” e “Anna Bellanna”.
«Fu una pionieristica e fondamentale collaborazione quella tra Dalla e l’allora illustratrice di fiabe Paola Pallottino. – dice Massimo Iondini – Un incontro decisivo per la carriera di Lucio a partire dal testo di “Gesubambino”, talmente personale e autobiografico da indurlo a intitolare il brano, complice anche la censura della Rai e degli organizzatori del Festival di Sanremo1971 che non volevano una canzone con quel titolo -che qualcuno giudicò blasfemo-, con la sua stessa data di nascita, 4 marzo 1943».
Una collaborazione breve ma intensa (in tutto solo 8 canzoni, ma che canzoni!), fino alla prematura e definitiva rottura del rapporto con Paola Pallottino, che aprì la strada alla collaborazione di Lucio con il poeta e intellettuale bolognese Roberto Roversi. Il libro è edito da Edizioni La Fronda (edifronda@libero.it).



