
Il mondo di Dora Maar, donna intelligente, fragile e sensibile, grande fotografa, non marginale la sua appartenenza al mondo dei Surrealisti. Figura principale della passione erotica di Picasso e il suo smisurato “io”.
Milano, Italia.
Uno spettacolo al Teatro Filodrammatici di Milano (fino al 17 febbraio), che mette in luce la personalità di Dora Maar, una delle più celebri donne di Picasso. Persona definita bella e intelligente, dal fascino austero e misterioso che esibiva con teatrale nonchalance. L’incontro con l’artista spagnolo al cafè des Deux Magots ha sancito una tappa importante per l’arte mondiale; la loro relazione fu una passione tormentata che terminò nel 1943 con l’abbandono della donna per un’amante più giovane, Francois Gilot. Dora si rifugerà in una casa di campagna affermando “Dopo Picasso solo Dio” e diventando una figura carismatica, che reclama un posto nel panorama delle avanguardie artistiche del novecento. Era nata a Parigi nel 1907 e morirà 90 anni dopo, con una carriera fotografica, breve ma intensa che si colloca fra il 1931 e il 1937, anno in cui, spinta da Picasso, abbandonerà la fotografia per la pittura, dimostrando una faticosa mediocrità. Egli la incontra per la prima volta in un ristorante mentre gioca con un affilato coltello e conserverà per tutta la vita il suo guanto di pizzo nero sporco di sangue, come una reliquia che attestava il loro colpo di fulmine. Dora era una donna realizzata, dalla bellezza prorompente, che era stata l’amante di Bataille, amica di Eluard, di Prévert, di Bunuel. Le sue foto raffiguravano una Parigi proletaria dell’epoca, una sorta di bidonville o a Barcellona, il popolo della Boqueria, attestando la sua appartenenza non marginale al gruppo dei surrealisti. Cinque anni dopo la fine della relazione con Picasso,
Dora è una donna spezzata che si aggira nuda nell’androne di casa sua, vittima di una crisi psicotica, che trovò due strade per superare l’abbandono: la pittura e la religione. Un’esistenza fatta di meditazione, di preghiera e di una clausura che durò quasi cinquant’anni. Ginestra Paladino ha lanciato una sorta di provocazione, coinvolgendo per la scrittura del testo Fabrizio Sinsi che ha avuto il linguaggio efficace per costruire un trittico: tre facce, tre maschere, tre momenti di un percorso esistenziale unico, in cui la musica di Carlo Boccadoro accompagna la voce di Dora, immersa in un fluire di immagini che scorrono su uno schermo, riproponendo le tre tappe della sua lunga vita. Un viaggio davvero coinvolgente nei misteriosi meandri esistenziali di un personaggio dal carisma alquanto inquietante.
Informazioni:
Teatro Filodrammatici Milano
DATE E ORARI DI RAPPRESENTAZIONE
martedì, giovedì e sabato 21.00
mercoledì e venerdì 19.30
domenica 16.00
BIGLIETTERIA
La biglietteria è operativa in via Filodrammatici 1 da lunedì a venerdì dalle 15.00 alle 18.00.
Nelle giornate di spettacolo dalle 15.00 fino all’inizio della replica.
Tel. 0236727550
biglietteria@teatrofilodrammatici.eu
Giuseppina Serafino




