
Milano, Italia.
La scena è quella del chiostro del convento di Santa Maria Maddalena, dove la leggenda dice sia giunta in volo durante la notte. L’epoca, un Medioevo umbro di santi, roghi e di assassini. Al centro lei, travolta da un destino di violenza e di miracoli. L’incredibile storia di una donna, di e con Laura Marinoni, viene portata in scena al Teatro de Gli Incamminati . L’attrice, che è stata diretta da registi come Giorgio Strehler, Giuseppe Patroni Griffi, Luca Ronconi, Antonio Latella, ha deciso di proporre la vicenda di Santa Rita e confida: «ho scelto la storia della santa umbra per questioni personali, sia perché frequento da anni una comunità in Umbria, terra in cui sono vissuti moltissimi santi, sia perché mia nonna era molto religiosa e devota a Santa Rita così, durante la mia infanzia, ha trasmesso a me e prima a mia madre la devozione per Santa Rita, santa degli impossibili. Mia mamma, che non è cattolica praticante, ogni volta che succede qualcosa di difficile e doloroso mi dice: “non ti preoccupare ci pensa Santa Rita”. Così, quando ho colto l’opportunità di misurami nella scrittura e messinscena di un testo teatrale inedito sulla Santa.»
La Marinoni si è dedicata così con passione alla lettura delle biografie della Santa: «il mio interesse era di riuscire a ricostruire la storia di una donna, prima che di una santa, – prosegue – ho studiato, documentandomi attraverso le fonti, in particolare mi sono concentrata sulla sua vita precedente alla scelta monastica. Rita, in una Cascia dilaniata dalle lotte tra opposte fazioni, ha passato metà della sua vita come sposa e come madre, e l’altra metà in convento. La sua storia è simile a quella di Sant’Agostino, al cui ordine appartiene, come monaca agostiniana. Rita ha conosciuto il peccato, ha sopportato dolori incredibili, era moglie di un assassino, che poi è stato ucciso, ha invocato la morte dei suoi figli (purché non si macchiassero della colpa di vendicare il padre), morte che poi drammaticamente si è verificata. È conosciuta come figura taumaturgica potentissima, è la santa italiana più conosciuta al mondo, ha tantissime richieste di aiuto ed ex voto per miracoli riconosciuti, si trovano molte testimonianze di guarigioni e miracoli; insomma è la santa degli impossibili, cioè dei casi disperati, venerata anche dalle donne sole con figli o dalle donne infelici in amore, così ho voluto raccontare anch’io la sua vicenda unica, attraverso il suo cammino spirituale.»
Un aspetto infatti che l’attrice nel suo testo ha voluto mettere in evidenza è la forza di volontà che ha portato la Santa ad affrontare le difficoltà che via via incontrava: «volevo raccontare di Rita che già da quando è nata da genitori anziani, apparentemente impossibilitati a mettere al mondo figli, sembrava un prodigio, poi, quando decide di entrare in convento, incontra molte ostilità: per quattro anni la rifiutano perché era moglie di un delinquente, poi, come in un sogno miracoloso, Agostino, Giovanni Battista e Nicola da Tolentino la portano in una nube di fuoco nel chiostro del convento di Santa Maria Maddalena. Da qui inizia il mio racconto, una biografia romanzata, ma, basata su fonti storiche, scritta sotto forma di monologo: faccio rivivere, con le mie parole, una Rita spaesata, che non sa dove si trovi, che porta i segni dell’isolamento a cui è stata costretta per anni, prima di essere accettata nel convento in cui prenderà i voti, momento in cui finisce il mio racconto. Vorrei che apparisse chiaro che Rita sente dentro di sé la chiamata, porta in sé già i segni della santità, ma vive la vita di tutti, mentre spesso i santi sono considerati come in un’immagine intoccabile, stereotipata e, a volte, addirittura bigotta.»
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Sabato ore 19.30
Domenica ore 16.30
Foto Giacomo Vanetti
Luciano Riella




