Daniele Silvestri– Acrobati (Sony Music), data di uscita: 26 febbraio 2016.
Milano, Italia,
“La mia casa è in un ostello di Berlino chiaramente riadattato come tutto in questo splendido casino organizzato dove niente è come sembra, o perlomeno niente è più com’era stato; e tutto quanto intorno me lo insegna che il passato, che è già stato fatto a pezzi come un muro, qualcosa ne è rimasto per orgoglio tutto il resto invece è proiettato nel futuro.“
Ho in mente una scena ben precisa ed è quella di Alice, che cercando di seguire il Bianconiglio, si affaccia in quella grande buca nel terreno che da li a poco l’avrebbe catapultata nel suo Paese delle Meraviglie. Immagine piuttosto surreale certo, surreale come la copertina di Acrobati, l’ultimo album di Daniele Silvestri. Sapientemente realizzata da Paolo De Francesco, grafico musicale italiano, l’immagine è un racconto surreale sul reale. E’ la traduzione perfetta in soggetti, forme e colori dei suoni, delle parole e delle basi del disco.
Affacciandomi alla copertina ho raggiunto un mondo tanto familiare quanto distorto. Vedevo cose che conosco e posti che frequento, ma ci trovavamo tutti sospesi su fili costretti a camminare costantemente in punta di piedi. Improvvisamente tutto sembrava buffo e complicato allo stesso tempo, in costante bilico tra la noia di seguire la retta via del filo e la voglia di provare a cadere.
Curiosità, paura, intraprendenza, timore, condivisione sono le sensazioni e le emozioni perfette per questo viaggio tra generi diversi che, agili come funamboli e trapezisti, spaziano dal cantautorato, all’elettronica, al rock e al funky.
Ci si ritrova ad essere ballerini nella stessa coreografia. Tutti i danzatori hanno sequenze ben precise da seguire, ma ognuno balla per se stesso, per sentire se stesso. I movimenti di ognuno nascono da un centro, da un nucleo, per esplodere in un caotico ordine in cui il tempo si dilata, poi si ferma, poi fugge e ancora implode, ed ognuno ritorna al proprio posto per i saluti finali.
Daniele Silvestri, in questo album, racconta di un padre e di un amore finito, dell’altra metà e della giustizia mancata, di quelli che si fanno chiamare politici e di chi ha ancora delle idee, del primo monolocale e di chi si perde tutte le sere nei fondi dei bicchieri sempre vuoti. Parla di noi acrobati su questi fili così spaventosi quanto dolcemente intricati a formare il gomitolo di lana più bello e caldo di tutti: il nostro mondo, la nostra casa.
Ascoltare questo disco è vivere un’esperienza tra situazioni e collaborazioni, differenze e sperimentazioni che le diciotto tracce fondono in una vera e propria storia.
Camilla Castellani
Scrive Daniele Silvestri nel booklet del disco:
“La creatività- ha scritto Philippe Petit- è il crimine perfetto. Sicuramente il più bello. A compiere questo crimine mi hanno aiutato in tanti, alcuni dall’inizio, altri coinvolti in corso d’opera. Tutti-credo-accesi da un fuoco di passione potentissimo che per qualche fortunata alchimia ha permeato questo viaggio dall’inizio alla fine. Solo la passione può spiegare tutte quelle ore in più, tutte quelle attenzioni in più, tutto questa voglia, tutto questo desiderio e infine tutta questa gioia.
[…] Questo disco è dedicato a Lucio Dalla.“
Tracklist dell’album:
La mia casa
Quali alibi
Acrobati
Pochi giorni [feat. Diodato]
Un altro bicchiere [feat. Dellera]
La mia routine
Così vicina
La verità
Pensieri
Monolocale
La guerra del sale [feat. Caparezza]
A dispetto dei pronostici
Come se
L’orologio [feat. Diego Mancino]
Bio-Boogie [feat. Funky Pushertz]
Tuttosport
Spengo la luce [feat. Dellera]
Alla fine [feat. Diodato]





