Il matrimonio delle terre calienti, tra due sponde d’oceano si svolge a Milano, parallelamente all’Expo.
Milano, Italia.
L’occasione è una serie di incontri a tema gastronomico che portano nella città internazionale dell’Esposizione universale chef stellati provenienti dalle regioni centro e sud americane che, presso il Ristorante Daniel di via Moscova, preparano piatti peruviani per tutta l’estate.
Siano in un ambito particolare di gusti e culture, tra approcci e connubi sostenibili e creativi. E’ quindi a tavola che i gusti autentici della cucina peruviana incontrano felicemente i fluidi enologici della nostra Trinacria in un gioco di terre, con i nostri e loro migliori prodotti di territori e selezionate tradizioni. In particolare è la Valle dell’Acate che presta i suoi vini per accompagnare le creazioni d’oltreoceano.
Chi pensa che il Perù e le altre regioni limitrofe siano solo una lunga e alta catena montuosa, sottovaluta il mare che la bagna, che racchiude patrimonio ittico esportato in tutto il mondo. In questo momento sta esportando anche il modo di cucinare valorizzando questa risorsa. L’incontro di sapori dei due Paesi lontani diviene anche e soprattutto scambio culturale e coinvolge anche le economie di altri Paesi del Centro America, vicini nell’esposizione universale per intenti comuni.
Dell’Italia apprezzo molto la tecnologia che serve al nostro Paese afferma ad esempio Augusto Aninat, Direttore dell’Ufficio
Commerciale del Chile in Italia presentando la rassegna assieme agli esponenti peruviani. Se il connubio si fonda sulla convivialità, la sensazione è che l’affiancamento dei diversi Paesi possa risultare prolifico anche in vari altri cambi dell’economia, coinvolti direttamente o indirettamente al sistema enogastronomico. L’incontro dunque si approfondisce partendo da storia e
accordi commerciali per studiare risorse e arrivare a progetti creativi che guardano verso il futuro prospettando sinergie e collaborazioni.
Ma l’occasione che mostra le eccellenze oltreoceano consente anche di riscoprire quelle nostrane. I vini della Valla dell’Acate
rappresentano infatti un fiore all’occhiello italiano. Si tratta della continuazione dell’antichissima tradizione vitivinicola della provincia di Ragusa, nel territorio compreso tra Acate, Comiso e Vittoria.
Valle dell’Acate è un marchio di produzione espressione della cultura enoica della terra impegnata nell’adozione di metodi
ecosostenibili spiega Gaetana Jacono, rappresentante della sesta generazione di viticoltori locali. L’imprenditrice siciliana è stata nominata Ambassador di We-Women for Expo, un progetto di Expo Milano 2015 in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori.
L’organizzazione è un network di donne di tutto il mondo che agiscono insieme sui temi dell’alimentazione per migliorare il diritto al cibo.
Valle dell’Acate fa parte del percorso Strade del Vino Cersasuolo di Vittoria dal Barocco al Liberty, in un’area
ricca fra l’altro di ricchezze artistiche millenarie e testimonianze di dominazioni antiche.
Nell’estremità sud orientale della Sicilia si producono il D.O.C.G Cerasuolo di Vittoria, i D.O.C Il Frappato, Bidis-Chardonnay, Zagra-Grillo, gli I.G.T. il Moro-Nero d’Avola, Rusciano-Syrah e Tanè.




