Se anche per voi viaggiare è portarsi dietro le abitudini e applicarle nei luoghi in cui ci si viene a trovare per sentirsi bene e godersi il viaggio, meglio portarsi dietro le abitudini migliori, no? Così ci si sente virtuosi, si apre un nuovo ciclo e una volta ritornati a casa si cercherà di attenersi alle buone regole”.
Scrive così Benedetta Spada nella prefazione al suo libro Yoga in Viaggio (Eifis). Qui l’autrice suggerisce una serie di esercizi à porter (per gli amanti dello yoga ma non solo) da ripetere in metropolitana, in treno, in aereo, in hotel, in pullman. Si riduce così lo stress aiutandoci a vivere con più serenità il viaggio (soprattutto quando le tratte da percorrere sono molto lunghe o gli imprevisti mettono a dura la nostra pazienza).
Se poi siete in giro per il mondo e volete fare una pausa yoga tra una meta e l’altra anche in aeroporto, è possibile! Come al San Francisco International Airport. Qui le sale le yoga rooms sono due, accoglienti, insonorizzate, con grandi specchi e luce soffusa. L’accesso è gratuito e a disposizione per i passeggeri ci sono materassini o poltrone piehevoli per chi desidera semplicemente rilassarsi prima della partenza.
O come l’O’Hare di Chicago, il Dallas-Forth Worth and Burlington nel Vermont e il Crown Plaza JFK in Giamaica: tutte con salette per fare esercizi in totale relax.
In Italia è l’aeroporto di Venezia il primo a proporre sessioni di yoga ai passeggeri. A introdurle è appunto Benedetta Spada.
Anna C. Alemanno
anna@agendaviaggi.com
www.alamerciduvoyage.wordpress.com




