I 101 Platinum Award della Guida The WineHunter incoronano le eccellenze assolute della viticoltura e dell’enogastronomia, tra grandi maestri dell’enologia, premi alla sostenibilità, debutti internazionali e una scintillante serata di gala.
Merano (BZ), Italia.
Il Teatro Puccini di Merano si è trasformato nel cuore pulsante dell’enologia d’autore per l’apertura del 35° Merano WineFestival. Sullo storico palcoscenico altoatesino, il patron Helmuth Köcher e il coordinatore delle commissioni d’assaggio Andrea Radic hanno guidato la consegna dei WineHunter Award Platinum, il riconoscimento più ambito assegnato ai prodotti che hanno valicato la soglia dei 96 punti su 100 nella selezione della Guida The WineHunter.
La cerimonia ha visto sfilare ben 101 eccellenze capaci di conquistare la giuria, affiancate quest’anno da cinque prestigiosi allori internazionali attribuiti a etichette provenienti da Sudafrica, Francia e Georgia. Un momento speciale è stato dedicato ai quattro vini incoronati con i 100/100, la massima perfezione premiata con sculture in meranite: il Perlé Ferrari Trento DOC 2002 di Ferrari Trento, l’Alto Adige Terlano DOC Rarity 2013 di Cantina Terlano, la Vernaccia di Oristano DOC Riserva 1998 di Attilio Contini e il Vin Santo di Montepulciano DOC “Occhio di Pernice” 2012 di Avignonesi.

I grandi interpreti del calice: dai Cult Oenologist alle stelle della ristorazione
Ad aprire la sequenza delle celebrazioni è stato un tributo toccante a Franco Bernabei, colonna portante dell’enologia italiana scomparso ad inizio estate, seguito dal conferimento dei riconoscimenti agli 8 Cult Oenologist: Riccardo Cotarella, Carlo Ferrini, Luca D’Attoma, Gianni Menotti, Paolo Caciorgna, Alessandro Cellai e Gabriele Gadenz.
Spazio anche agli Honour Award, estesi da quest’anno oltre il vino fino a raggiungere i mondi del cibo e dei distillati. Tra i premiati spiccano Nonino Distillatori (Loyalty Award), Calvisius Caviar (Innovation Award), Sapori Vesuviani (Tradition Award), Riccardo Pasqua (Creativity Award), José e Cristina Rallo di Donnafugata (Vision Award), Consorzio Vini Sannio (Soul of the Land Award), Ippolito 1845 (Family Heritage Award), Marco Caprai (Pioneer Award) e Rosset Terroir (Research & Innovation Award).
I Dolcissimo Award hanno premiato il Rosenmuskateller Mitterberg IGT 2024 di Ansitz Waldgries e il Juvelo Gewürztraminer Passito 2024 di Cantina Andriano, mentre l’associazione GRASPO, guidata da Aldo Lorenzoni, si è aggiudicata il premio speciale Radici Sostenibili per la tutela della biodiversità viticola.

Da sinistra: Sonia Leonardi, Giuseppe “Peppone” Calabrese, Jörg Trafoier, Helmuth Köcher, Lola Toscani, Filippo Felluga, Cristina Mercuri, Luca D’Attoma, Roberto Cipresso e Beppe Palmieri.
Un Gala tra grande cucina, alta moda e WineHunter Stars
La festa si è poi spostata negli sfarzosi spazi del Kurhaus, dove la cena di gala curata in collaborazione con l’associazione Teritoria ha proposto un itinerario sensoriale orchestrato dagli chef Sarah Bertocchi, Fabrizio Molteni, Massimo Spigaroli, Arcangelo Tinari, Giacomo Devoto ed Anna Ghisolfi.
Nel salone del Kursaal, la moda ha dialogato con il vino attraverso la sfilata “The Birth of Beauty”, tra le svariate creazioni d’alta sartoria e gli innovativi abiti realizzati in biomateriale da vinaccia firmati da Fiorella Ciaboco, arricchiti dalla voce soul di Sherrita Duran e dalle note della giovane cantante Anjes Çobo.
A coronare la serata, la consegna delle WineHunter Stars 2026 ai protagonisti del settore: Roberto Cipresso (Wine Producer Star), Beppe Palmieri (Wine Manager Star), Giuseppe “Peppone” Calabrese (Wine&Food TV Host Star), Filippo Felluga in memoria del padre Livio (Wine Artist Star), Jörg Trafoier (Food Star), Cristina Mercuri MW (Communication Star) e Luca D’Attoma (Winemaker Star), con l’incoronazione della modella e conduttrice Elisa Scheffler come Madrina dell’Eleganza e della Bellezza.
L’energia di una kermesse che guarda al futuro
Il trentacinquesimo traguardo del Merano WineFestival conferma come l’enogastronomia di qualità non sia soltanto un esercizio di stile o una celebrazione del lusso, ma un settore in costante evoluzione culturale. Intrecciando la memoria dei grandi maestri con l’innovazione dei biomateriali, la kermesse altoatesina dimostra che il vino e il cibo d’eccellenza sanno farsi interpreti del paesaggio e ambasciatori di un’Italia capace di rinnovarsi senza mai recidere le proprie radici.
Photo courtesy of SMS Studio Ufficio Stampa




