Dalle passeggiate nei boschi della Valchiavenna alle vette d’Alta quota verso Livigno e Bormio. La Valtellina reinterpreta l’arte dell’accoglienza alpina con un’offerta raffinata ed esperienziale pensata per chi desidera esplorare la natura insieme al proprio compagno a quattro zampe.
Livigno (SO), Italia.
Il piacere di rallentare: la montagna vissuta insieme
Il viaggio contemporaneo si veste di nuova consapevolezza. Condividere le proprie esperienze con gli animali domestici non è più una semplice scelta logistica, ma una vera e propria cifra stilistica: il cane diviene compagno di esplorazione, lente d’ingrandimento attraverso cui osservare la natura con ritmi più lenti e autentici. In questo panorama, la Valtellina e la Valchiavenna si impongono come destinazioni di elezione per il turismo pet-friendly. Complice un microclima fresco che regala ristoro durante i mesi estivi, l’intero arco valtellinese offre un intreccio sinuoso di specchi d’acqua, boschi d’alta quota e rifugi alpini dove l’ospitalità si declina al plurale.
Dalla Valchiavenna a Madesimo: cultura della natura e cinofilia consapevole
Il viaggio ha inizio tra le pieghe della Valle Spluga. A Campodolcino, i percorsi si snodano lungo il corso del fiume Liro, come nella suggestiva Via dei Lamponi, un’oasi ombreggiata perfetta per trovare refrigerio nelle giornate più calde. Gli amanti del trekking possono avventurarsi lungo gli itinerari che collegano Fraciscio, Gualdera, Starleggia e San Sisto, fino a raggiungere le acque terse del Lago Azzurro e la storica frazione di Vho. L’impronta accogliente della valle si riflette anche nei suoi presidi di montagna, come il celebre Rifugio Chiavenna all’Alpe Angeloga.
Proseguendo verso Madesimo, il paesaggio si apre su altipiani e bacini incantati. Qui l’offerta si arricchisce di una visione pedagogica ed esperienziale grazie al debutto di Trekking a 4 Zampe, ciclo di appuntamenti estivi guidati dall’educatrice cinofila Karen Prevostini (con l’incontro conclusivo fissato per domenica 23 agosto). Tra passeggiate sull’Altopiano degli Andossi, trekking verso il Lago d’Emet, i Laghi del Baldiscio e il Lago Bianco, i partecipanti apprendono le dinamiche della conduzione in quota, la gestione dei flussi e si cimentano in attività di ricerca olfattiva, trasformando la camminata in un momento di profonda collaborazione interspecifica.

Tra i boschi di Aprica: percorsi d’autore e frescura alpina
Spostandosi verso oriente, Aprica offre un perfetto connubio tra accessibilità e bellezza paesaggistica. Dal centro abitato si dirama una rete di sentieri immersi in una vegetazione rigogliosa, ideale per chi cerca itinerari rilassanti ma immersivi. Il Sentiero Valentina rappresenta il paradigma di questo approccio: una passeggiata semplice, quasi interamente protetta dalla chioma degli alberi, capace di garantire frescura costante.
Per chi desidera estendere la camminata verso contesti di pregio naturalistico, da Aprica si raggiungono agevolmente le riserve di Pian di Gembro e Trivigno. Gli escursionisti più esigenti, invece, possono orientarsi verso i rilievi del Monte Padrio o la conca incontaminata di Campo Vecchio, dove l’orizzonte si allarga su pascoli e alpeggi di grande suggestione.
Bormio e le altitudini dell’Alta Valtellina: cura, benessere e laghi glaciali
L’Alta Valtellina spinge ancora più in alto la qualità dei servizi dedicati. A Santa Caterina Valfurva, il Dog Summer Camp (attivo fino al 6 settembre) ideato in collaborazione con Avventure da Cani, propone un palinsesto strutturato di escursioni, momenti ludici, servizi di dog sitting e consulenze nutrizionali personalizzate per gli ospiti a quattro zampe. L’infrastruttura del territorio si completa con aree sgambamento, centri di addestramento come quello di Sondalo e servizi dedicati alla toelettatura.
Dal punto di vista paesaggistico, una delle escursioni di maggior fascino parte da Monte in Valdisotto e conduce al Lago di Campaccio, situato a 2.301 metri di altitudine. Il tracciato, della durata di oltre due ore, risale dolcemente tra pascoli alpini e rinfrescanti corsi d’acqua, fino ad aprirsi su una maestosa conca glaciale che ripaga ampiamente la salita.
A Livigno, invece, la passeggiata si fa contemplativa e fruibile da chiunque. Lasciando l’auto nei pressi della celebre Latteria di Livigno, si percorre la ciclopedonale asfaltata e interdetta al traffico automobilistico che costeggia il lago artificiale alimentato dal torrente Spöl. In circa 50 minuti di camminata pianeggiante, tra scorci sulla Val Federia, sul Motto, sulle Corna dei Cavalli e sulla Cima del Fopel, si raggiunge il Ristoro Valle Alpisella.
Vademecum per un’esperienza consapevole in alta quota
Vivere la montagna in armonia con l’ecosistema richiede rispetto e conoscenza delle regole locali. Molte delle aree più preziose della valle ricadono all’interno di parchi e riserve protette. Nel Parco Nazionale dello Stelvio (versante lombardo), ad esempio, l’accesso ai cani è consentito esclusivamente nelle Zone B, C e D, con l’obbligo tassativo di mantenere l’animale al guinzaglio lungo i sentieri autorizzati.
L’uso del guinzaglio è una misura di tutela fondamentale che previene il disturbo alla fauna selvatica, come marmotte e caprioli, e protegge il cane stesso da potenziali pericoli legati al bestiame al pascolo, all’incontro con i cani da guardiania o alla presenza di vipere. Per vivere un’esperienza in totale serenità è indispensabile avere sempre con sé la museruola, obbligatoria sui mezzi di trasporto pubblico e sugli impianti di risalita, i sacchetti per la raccolta delle deiezioni e una scorta d’acqua adeguata, consultando preventivamente il portale www.valtellina.it per verificare eventuali regolamenti specifici.
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