Lo “mountain dream” hotel della Val di Sole trasforma il soggiorno in un’esperienza da vivere e condividere: dalle colazioni con gli alpaca nella Treehouse alle cene nel bosco, fino alla spa musicale e alle proposte di matrimonio. Un nuovo modello di ospitalità alpina dove camere, servizi ed esperienze diventano parte di un racconto pensato anche per i social.
Vermiglio (TN), Italia.
Per arrivare allo Chalet al Foss, si percorre tutta Val di Sole fino quasi a giungere al Passo Del Tonale che, se oggi segna il confine tra la provincia autonoma di Trento e la Lombardia, fino al secolo scorso rappresentava la frontiera tra due culture, il Regno d’Italia e l’Impero Austro-Ungarico. La strada è lunga, ma il paesaggio di meleti, vigneti e piccoli villaggi ripaga la vista fino a che, oltrepassato Vermiglio, a cui è stato dedicato un omonimo film del 2024, lo scenario si apre sulla sinistra sul ghiacciaio della Presanella e sulla destra, in una conca naturale baciata dal sole, sullo Chalet la cui piscina sospesa a sfioro invita il viaggiatore alla sosta.
Tuttavia il primo impatto con la struttura, che reinterpreta il classico chalet di montagna in chiave contemporanea, non deve trarre in inganno: lo Chalet Al Foss è tutto fuorché un tradizionale hotel alpino. Qui non ci si immerge nella natura, non si pratica forest bathing, non si prende parte a escursioni guidate in vetta, non si vive la spa in religioso silenzio dopo le attività all’aria aperta e non si cena necessariamente con polenta, canederli e zuppa d’orzo visto che l’offerta enogastronomica, pur non tralasciando percorsi più tradizionali, è fondamentalmente italiana con un respiro internazionale. Seguendo il logo della struttura, lo Chalet si propone di essere un “mountain dream”, un hotel che realizza sogni da vivere prima di persona e poi da condividere sui social.

Hotel destinazione
Allo Chalet al Foss si sceglie di venire per dedicare tempo a sé, riposarsi, lasciarsi coccolare da una cucina in continua evoluzione e da una sorprendente head spa di ispirazione asiatica, e soprattutto per vivere, in hotel, esperienze ad alto tasso di fotogenia. Gli ospiti, gran parte internazionali, guidano per ore per arrivare in questo piccolo eden della Val di Sole lontano da centri urbani, stazioni e aeroporti, ma capace di realizzare sogni instagrammabili,e rimangono per lo più all’interno della struttura, godendosi certo il paesaggio circostante, ma soprattutto i servizi tailor made. Allo Chalet al Foss ogni aspetto della vacanza, dal cibo, ai trattamenti in benessere fino a H2O, la prima Music Spa delle Alpi, diventa prima immagine e poi memoria nella costruzione di un racconto condiviso.
Anche per questo sono in molti coloro che scelgono lo Chalet per le proposte di matrimonio creando, con la complicità dello staff, un palcoscenico unico per il “marry me”: 60 proposte solo a luglio 2026. Si tratta quindi di un nuovo modello di ospitalità alpina, un vero e proprio hotel destinazione riservato a persone di età superiore ai 16 anni e dedicato per lo più alle coppie. Il progetto è stato ideato nel 2019 da Alberto Pangrazzi, terza generazione alla guida della struttura, e dalla moglie Carlotta Menon, sui format visti a Ibiza, Mykons e Santorini. Il prossimo passo? L’apertura a novembre di un maso nel bosco dedicato, questa volta, a un pubblico famigliare e con servizi esclusivi dedicati, compresa una pista di atterraggio per elicotteri.

Le origini
“Quando abbiamo preso le redini di questo storico hotel a tre stelle dedicato a un pubblico famigliare, abbiamo considerato che la struttura è lontana dalle stazioni alpine più note e a qualche chilometro dalle piste da sci. Per questo abbiamo deciso di scommettere su un progetto di ospitalità montana di lusso a cinque stelle fondato sulle esperienze personalizzate. Per farlo, finora, abbiamo perso il 70% circa della precedente clientela e abbiamo investito intorno ai 16 milioni per ristrutturare le 38 camere e suite tutte con vista sul ghiacciaio, le lounge, la sala ristorante e la spa” sostiene Alberto Pangrazzi per poi proseguire: “Non si è trattato tuttavia solo di un investimento finanziario seppure consistente e ancora in evoluzione. Ci siamo infatti impegnati nella creazione di proposte distintive ed esclusive in grado di attrarre proprio qui, tra Vermiglio e il Passo del Tonale, un nuovo pubblico di coppie, per lo più giovani e medio-alto spendenti”.
E, per mettere in atto questa metamorfosi, l’idea di partenza è stata quella di allestire l’hotel come un set cinematografico instagrammabile, dove tutto, ogni singolo angolo, è pensato per la migliore ripresa delle emozioni vissute dai clienti, stimolando creatività e condivisione social. “Abbiamo immaginato la struttura e le esperienze partendo dalla realizzazione delle fotografie a corredo delle stesse” spiega Carlotta Menon che sottolinea poi come tutti i servizi siano stati provati dai proprietari in prima persona, rivedendo eventuali aspetti migliorabili e adattandoli alle richieste dei clienti. “Le nostre proposte vogliono suscitare emozioni e benessere. Anche per questo, per riuscire nell’intento, l’offerta delle esperienze è in continua evoluzione, si può quasi dire che si sta evolvendo con noi. Gli ospiti sanno che ogni volta che tornano allo Chalet possono provare nuovi servizi o, comunque, chiederci di realizzare i loro desideri e noi faremo di tutto per rendere il soggiorno indimenticabile” conclude Menon.

La colazione sull’albero o con gli alpaca
Cuore dei servizi dell’hotel è la colazione che, diversamente da quanto avviene normalmente nelle strutture alpine focalizzate su una proposta adatta a un pubblico sportivo, si può consumare in tutta tranquillità, fino alle 11, scegliendo i piatti preferiti da un menù apposito costruito su una ventina di proposte dolci e salate, oltre alla vetrina di pasticceria servita al tavolo. A firmare la “Foss Patisserie” di livello decisamente elevato tra sfogliati, maritozzi e cartellette, è il giovane pasticcere Andrea Shao Wei, mentre la brigata prepara sul momento uova, pancake, crepes e un imperdibile french toast con frutti di bosco. Per rendere indimenticabile un soggiorno allo Chalet, gli ospiti possono scegliere di fare colazione con i beniamini della struttura, gli alpaca, prendendo posto intorno al tavolo allestito sul prato proprio di fronte alla stalla o nelle “hot tube” sulle terrazze e nell’infinity pool con vista sulla Presanella dove cappuccino e croissant arrivano galleggiano sull’acqua.
L’effetto meraviglia è assicurato. Tra i set pensati per le colazioni non manca, in inverno, un letto riscaldato immerso nella neve. La colazione nella Treehouse è forse l’esperienza più incredibile: nel minuscolo rifugio costruito sugli alberi con vista sul ghiacciaio, a disposizione esclusiva degli ospiti, la tavola è imbandita con fiori, succhi di frutta, centrifughe e tutta la linea di pasticceria del mattino, mentre bevande e vivande calde arrivano direttamente alla finestra in funivia. E, mentre la musica si diffonde dalle casse, si dimentica la quotidianità con la sensazione di essere protagonista di una fiaba dei fratelli Grimm.

Lo chef Simone Tognetti
Cene nel bosco, in cabinovia o allo chef table
L’ampio ventaglio di proposte enogastromiche è il fiore all’occhiello dello Chalet al Foss che, a luglio con l’apertura della stagione estiva, ha aperto le porte a Elementa, il nuovo ristorante di fine dining accessibile anche agli esterni e incentrato sull’unione tra la materia prima di eccellenza e i quattro elementi della natura (terra, aria, acqua e fuoco) per un viaggio sensoriale senza frontiere. Qui si può cenare su uno spettacolare tavolo che ricrea l’effetto di una lingua di lava, assistendo alle performance tra i fornelli dello chef Simone Tognetti e della sua brigata. Gli ospiti della struttura possono poi scegliere anche tra il Bistrot aperto dalle 12.00 le 18.00, Il Tipico che propone la cucina di montagna e le ricette identitarie del territorio, e La Dolce Vita, un ristorante che porta in tavola con eleganza il meglio della cucina italiana in chiave contemporanea.
A completare l’offerta dello Chalet concorrono anche le cene nella Treehouse con menù selezionati, in una cabinovia privata con una cucina dedicata e ricette tipiche del Trentino e in una tavola imbandita nel bosco illuminato da migliaia di lucine con l’Alpine Chef dove i sapori della tradizione prendono vita realizzati da un private chef su una stufa a legna. A fare la differenza è, infine, lo staff, a iniziare dal maître Salvatore Maggiore al barman Diego Marins capaci di portare l’esperienza professionale acquisita a servizio del cliente nella personalizzazione, spesso inattesa, della proposta all’ospite.
Photo courtesy of Chlet Al Foss




