Cinquantadue rappresentazioni per la lunghissima estate operistica all’Arena di Verona. Quest’anno ancora più accessibile e inclusiva.
Verona, Italia.
La Traviata Belle Époque firmata da Paul Curran è pronta a dare il via al 103° Arena di Verona Opera Festival con una doppia serata inaugurale, il 12 e il 13 giugno, diretta dal maestro Michele Spotti. “L’Arena è un luogo unico, molti spettatori qui vivono l’opera per la prima volta nella loro vita. Sento la responsabilità di rendere la loro esperienza emozionante e commovente, al punto da poter divenire per tante persone la prima di molte altre serate d’opera” ha dichiarato in merito Curran. E, grazie all’alternanza dei diversi cast, ognuna delle 52 serate in calendario quest’estate all’Arena di Verona diventa una rappresentazione unica sotto le stelle del più grande e antico Opera Festival del mondo.
Per maggiori informazioni vai su: https://www.arena.it.

La tradizione e la nuova produzione
Quella che stupisce de La Traviata di Giuseppe Verdi, tra le opere più amate al mondo per la sua storia di amore e sacrificio e il suo delicato equilibrio tra realismo e intimismo, è che al suo debutto, a Venezia nel 1853, fu un flop. E persino di ampia risonanza.
Ma tutto questo è storia. In Arena, dove il melodramma di Verdi arriva per la prima volta nel 1946, La Traviata è stata finora rappresentata ben 153 volte in diversi allestimenti e ambientazioni.
La produzione che inaugura la stagione 2026 è dichiarazione d’amore all’opera e a Parigi, città della Traviata e proietta il pubblico nella Ville Lumière di inizio ‘900. La Traviata di Curran, già collaboratore di Baz Luhrmann nel leggendario film Moulin Rouge, si avvale delle scene di Juan Guillermo Nova, degli abiti di Stefano Ciammitti, costumista delle cerimonie olimpiche in Arena e delle luci di Fabio Barettin. Sull’immenso palcoscenico dell’Arena di Verona rivivono la vita notturna di Montmartre, le tentazioni del Moulin Rouge e gli splendori della Belle Époque. Curran, al suo esordio in Arena, gioca con questa produzione a un rimando metateatrale e metacinematografico: come il musical di Luhrmann ha attinto, venticinque anni fa, alla storia di Verdi con contaminazioni, il nuovo spettacolo lirico del Festival 2026 richiama volutamente alla memoria l’amore senza tempo portato sullo schermo da Nicole Kidman ed Ewan McGregor.
Le repliche di questo nuovo allestimento vedono alternarsi sul palco come protagonista la giovane Martina Russomanno (12 e 20 giugno, 5 e 9 luglio), Gilda Fiume (13, 27 giugno), Rosa Feola (dal 6 agosto), Vasilisa Berzhanskaya ( il 16 e il 31 luglio). Attesi nei panni di Alfredo: Yusif Eyvazov , Galeano Salas, Francesco Meli, René Barbera, Enea Scala, Antonio Poli e Adam Smith, al loro esordio in Anfiteatro. Si avvicendano nel ruolo di Germont padre: Amartuvshin Enkhbat, Youngjun Park, Ludovic Tézier, Luca Salsi e Mihai Damian. Sul podio delle ultime tre recite, Francesco Ivan Ciampa.

Il cartellone 2026 e i suoi protagonisti
La stagione prosegue con altri cinque titoli d’opera. Torna l’Aida di Giuseppe Verdi in due diversi allestimenti: quello “di cristallo” firmato da Stefano Poda, dal 19 giugno al 24 luglio e la produzione immaginata da Franco Zeffirelli dal 30 luglio al 10 settembre. Nell’allestimento di Poda antico Egitto, arte contemporanea e alta moda convivono in un luminoso rito collettivo. Con la direzione di Daniel Oren, le protagoniste sono Maria José Siri e Alessandra Di Giorgio, mentre i due Radames di riferimento sono Yusif Eyvazov e Gregory Kunde, mentre le Amneris sono Agnieszka Rehlis e Clémentine Margaine.
La produzione di Zeffirelli, invece, prende vita in un Egitto dorato e pervaso di pietre multicolori e tessuti preziosi. Con la direzione di Francesco Ommassini, per tre sere la titolare è Aleksandra Kurzak, affiancata da SeokJong Baek (30 luglio) e da Roberto Alagna (9 e 23 agosto). Maria José Siri torna come Aida per altre due recite, mentre il 30 agosto è la volta di Anna Netrebko nei panni di Aida e Ludovic Tézier in quelli di Amonasro.
Il Nabucco, dramma lirico di Verdi, nell’allestimento firmato la scorsa estate da Poda, è in programma per dieci rappresentazioni dal 26 giugno al 9 settembre. Sul podio si alternano Michele Spotti e Sebastiano Rolli. L’umanità corale è raccontata dal regista come un conflitto di opposti destinati a ricongiungersi in un tutt’uno universale, mentre gli effetti di luce fanno da sfondo alle grandi voci di Amartuvshin Enkhbat (26 giugno e 4 luglio), Ludovic Tézier (12 luglio), Youngjun Park (18 e 23 luglio e 8 agosto) e Luca Salsi (1° agosto e ultime recite). Nel ruolo di Abigaille, dilaniata tra amore e ambizione, si cala Maria José Siri, in alternanza con Olga Maslova (23 luglio e 28 agosto) e Marta Torbidoni (8 e 20 agosto).
La Bohème di Giacomo Puccini è riproposta per quattro serate, dal 3 al 25 luglio, nell’allestimento curato nel 2024 da Alfonso Signorini con le scene di Juan Guillermo Nova. L’opera che racconta l’amicizia, l’amore e la giovinezza, vede protagonista nel ruolo di Mimì Eleonora Buratto (3 e 11 luglio) e Carolina López Moreno (17 e 25 luglio), accanto al Rodolfo di Yusif Eyvazov. Sul podio dell’Orchestra di Fondazione Arena debutta il maestro Francesco Lanzillotta.
Turandot, opera di Puccini che quest’anno festeggia i cento anni, è attesa per sei serate dal 7 agosto all’11 settembre, nell’allestimento da fiaba voluto da Zeffirelli con i costumi di Emi Wada. Nei panni della principessa di ghiaccio sono in cartellone Anna Pirozzi e Lise Lindstrom. Nel ruolo di Calaf Brian Jagde e Yusif Eyvazov. Sul podio torna il maestro Andrea Battistoni.
Sono poi in programma anche quattro serate speciali: Roberto Bolle and friends il 21 luglio, Paganini Paradise, nuova creazione di Balich Wonder Studio in prima assoluta il 18 agosto, i Carmina Burana di Orff il 13 agosto e, infine, il 19 agosto le Quattro stagioni con l’Orchestra di Fondazione Arena e spettacolari proiezioni tridimensionali e immersive firmate da Balich Wonder Studio. In cartellone, infine, Zorba il greco che, il 25 e 26 agosto, riporta la danza al Teatro Romano di Verona.

Accessibilità e famiglia
L’opera in Arena è sempre più inclusiva e accessibile. Per il 103° Opera Festival, torna Arena per Tutti con percorsi multisensoriali e laboratori speciali pre-opera, libri di sala digitali inclusivi in tre lingue, testi semplificati, sottotitoli per persone sorde, audio descrizioni e posti di platea riservati. Le recite accessibili per questa edizione sono 26 e 19 i percorsi multisensoriali distribuiti nei tre mesi di Festival.
Non solo. Debutta un’Area Family. Le famiglie con bambini dagli 0 ai 14 anni possono acquistare, per alcune serate, il settore di tribuna dedicato, con un biglietto simbolico da 2,50 euro per i minori e un biglietto a tariffa speciale di 68 euro (anziché 125 o 135 euro) per gli adulti accompagnatori, fino ad un massimo di sei biglietti totali. Il settore dedicato alle famiglie sarà dotato di servizi speciali come ingresso e uscita agevoli, spazi passeggini, bagni nelle vicinanze, adiacenza al palcoscenico.
Per gli Under30 sono infine disponibili biglietti di platea a 30 euro. Una novità che vuole incentivare la partecipazione dei giovani alle serate d’Opera e ai Gala e avvicinare i ragazzi al mondo dell’opera.
Credit Photo dall’alto: Ufficio Stampa Fondazione Arena di Verona. Andrej Uspensk. Ennevi (2).




