Il Museo Bagatti Valsecchi di Milano ha presentato ieri sera, mercoledì 13 maggio 2026, la sua nuova produzione teatrale “Persempremai”. Inserito nella rassegna “Stasera al Museo”, lo spettacolo propone una riflessione sul valore dell’osservazione e della memoria, ispirandosi alla poetica di Fortunato Depero. Tra riferimenti storici e suggestioni contemporanee, la rappresentazione apre il nuovo ciclo di appuntamenti serali della casa-museo milanese, coniugando l’approfondimento culturale a momenti di accoglienza e convivialità.
Milano, Italia.
Il Museo come centro di produzione
L’attività del Museo Bagatti Valsecchi si conferma orientata alla produzione teatrale diretta. Con il debutto di ieri, mercoledì 13 maggio, l’istituzione prosegue un percorso iniziato nelle ultime tre edizioni di Stasera al Museo, che ha visto la realizzazione di ben quattro spettacoli originali concepiti specificamente per dialogare con gli spazi delle sale. Quella di ieri è la prima delle due rappresentazioni in programma per il 2026, un’annata che vede il Museo impegnato nel trasformare il proprio patrimonio storico in uno spazio scenico vivo e narrante.

L’ispirazione deperiana: “Lasciami mezz’ora per vedere”
La programmazione di quest’anno trae origine dalla mostra “Depero Space to Space. La Creazione della Memoria”, curata da Nicoletta Boschiero e Antonio D’Amico, aperta al pubblico fino al prossimo 2 agosto. Il titolo della rassegna stessa, “Lasciami mezz’ora per vedere”, riprende un’espressione utilizzata da Fortunato Depero negli anni Quaranta. Si tratta di un invito a concedersi il tempo necessario per osservare e comprendere la realtà, un concetto che è diventato il fulcro attorno a cui ruota lo spettacolo appena presentato.

Un monologo tra mito e contemporaneità
“Persempremai” è un monologo a struttura complessa, interpretato da Nika Perrone, la quale ha curato anche la drammaturgia insieme a Michele Di Mauro (che ne firma anche la regia). All’interno di un perimetro temporale definito, lo spettacolo esplora temi quali l’azione, la memoria e la prospettiva soggettiva. Grazie al supporto sonoro di Riccardo Alemanni e ai costumi di Agostina Imperi, l’attrice attraversa diverse figure e immaginari: da Orfeo ed Euridice a Maria e la Maddalena, passando per Teresa d’Avila e Frida Kahlo, fino a richiamare icone come Amy Winehouse e la Signora delle Camelie. Il linguaggio si muove tra registri differenti, alternando il quotidiano all’assurdo, il sacro al profano.

Abitare il tempo e la consapevolezza
L’opera si articola come una riflessione laica sul rapporto tra la dimensione del quotidiano e la trascendenza. Al centro della messa in scena emerge l’esigenza di riconoscere e abitare il tempo prima che esso prevalga sull’individuo. Attraverso la parola scenica, lo spettatore viene stimolato a considerare la “mezz’ora” evocata da Depero come uno spazio di sospensione, utile a recuperare una condizione di consapevolezza rispetto al flusso continuo delle esperienze odierne.
Il rito dell’accoglienza
Come previsto dal format della rassegna, la serata è iniziata con un momento di accoglienza dedicato agli ospiti. Prima di assistere allo spettacolo nelle sale del Museo, i partecipanti hanno preso parte a un aperitivo offerto dai partner dell’iniziativa: Altemasi Trentodoc, Amaro Alpino e Valverde. Un connubio tra cultura e ospitalità che caratterizza l’identità degli eventi serali del Bagatti Valsecchi, offrendo un’esperienza completa nel cuore di Milano.
Photo courtesy of Ufficio stampa Museo Bagatti Valsecchi Maria Chiara Salvanelli




