Il futuro del settore si scrive a Milano: la conferenza GatewAI svela come l’intelligenza artificiale stia riscrivendo le regole del viaggio tra record di fiducia digitale e nuove strategie di mercato. Dalla “vibe economy” della Gen Z alla sfida della prossimità umana lanciata da Bluvacanze, ecco come dati, politica e consulenza si fondono per disegnare il turismo del 2035.
Milano, Italia.
L’intelligenza artificiale non è più una promessa, ma il presente che ridisegna le abitudini di chi viaggia. Durante la seconda Conferenza nazionale GatewAI, organizzata da Turismi.AI in collaborazione con Guida Viaggi e il supporto di Repower e Bluvacanze, è emerso un punto di non ritorno: il 59% dei giovani tra Gen Z e Millennial pianifica i propri itinerari affidandosi agli algoritmi. Ancora più sorprendente è il fattore fiducia: il 41% dei viaggiatori dichiara di fidarsi più dell’AI che dei propri amici, mentre il 60% la utilizza abitualmente per scegliere il ristorante perfetto.
Benvenuti nell’era della “Vibe Economy”
Oggi la scelta non è più guidata solo da parametri oggettivi, ma dalla cosiddetta “vibe economy”: un mix di affinità percettive e narrative dove il viaggiatore cerca un’esperienza coerente con un immaginario spesso costruito algoritmicamente. Come sottolineato da Mirko Lalli ed Edoardo Colombo (Turismi.AI), siamo passati dalla logica della “ricerca” a quella della “richiesta”. L’impatto è nei numeri: i tassi di conversione dell’AI sono oggi i più alti del mercato, con una ricerca su tre che si trasforma in prenotazione, contro l’1% scarso dei canali web classici.
Il caso Bluvacanze: l’AI come leva di prossimità
In questo scenario, il Gruppo Bluvacanze si colloca in una posizione controintuitiva rispetto alla narrativa della disintermediazione: l’adozione dell’AI non è una minaccia, ma una leva per amplificare la prossimità con il cliente. Marco Orlandi (Digital Consumer Experience Officer del Gruppo) evidenzia come il portale Bluvacanze.it sia un ambiente di contenuto e interazione: il tempo medio di permanenza di 15 minuti e il fatto che il 60% degli utenti ponga domande attive indicano una ricerca di consulenza, non solo di acquisto. L’utente non vuole solo una risposta, ma un interlocutore affidabile che interpreti il bisogno.
Investimenti istituzionali e il progetto Reg4IA
Anche la politica si muove: il Sottosegretario Alessio Butti ha annunciato un investimento governativo di 20 milioni di euro per sperimentare modelli basati su AI e dati attraverso l’iniziativa Reg4IA. L’obiettivo è creare modelli territoriali replicabili, un impegno condiviso dalla Regione Lombardia, dove l’Assessore Barbara Mazzali ha confermato lo sviluppo di un chatbot conversazionale per il portale inLombardia.
La sfida del 2035: efficienza e valore umano
Sebbene l’automazione sia una necessità strutturale (l’Ocse stima che serviranno 40 milioni di nuovi lavoratori entro il 2035), il fattore umano resta centrale. L’AI servirà a liberare il personale dai compiti ripetitivi per restituirlo alla relazione: il 75% dei turisti desidera ancora il contatto umano una volta arrivato a destinazione. Il White Paper curato da Repower sottolinea infine come le infrastrutture energetiche siano pilastri del valore territoriale. L’obiettivo finale, come ricordato dalla Presidente di Enit Alessandra Priante, è usare i dati per “attrarre il turista giusto nel momento giusto”, governando un mercato dell’AI stimato oggi in 14 miliardi di dollari.
Photo courtesy of Bluvacanze




