Nel cuore della Giudecca, il ristorante fine dining dell’Hilton Molino Stucky Venice riapre per la stagione 2026 svelando la nuova filosofia dello Chef Ivan Fargnoli. Un menu che si propone come un ponte sensoriale tra la tradizione lagunare e le suggestioni d’Oriente, dove la tecnica sopraffina esalta materie prime d’eccellenza. Dall’incanto della terrazza sospesa sull’acqua fino alla cura meticolosa per i pairing enologici, ogni dettaglio è pensato per trasformare la cena in un racconto d’autore tra radici veneziane e orizzonti internazionali.
Venezia, Italia.
Venezia non finisce mai di stupire, specialmente quando la si osserva dalla prospettiva privilegiata della Giudecca. Con l’arrivo di aprile 2026, l’iconico Hilton Molino Stucky riapre le porte del suo gioiello gastronomico: il ristorante Aromi. Non è solo una riapertura stagionale, ma lo svelamento di un nuovo capitolo creativo firmato dallo Chef Ivan Fargnoli, che consolida la sua visione di una cucina contemporanea, colta e profondamente personale.

Un palcoscenico tra cielo e laguna
L’esperienza da Aromi inizia ancor prima di sedersi a tavola. L’ambiente, intimo e raffinato, trova il suo naturale prolungamento nella terrazza sospesa sul Canale della Giudecca, dove il riverbero dell’acqua accompagna il rito del fine dining. Qui, la cucina diventa un racconto identitario che parte dagli elementi primari di Venezia — il mare, gli orti, la laguna — per spingersi verso orizzonti lontani. Quella di Fargnoli è una vera “Via della Seta del gusto”, un percorso che intreccia la solidità mediterranea con le fragranze dell’Asia e del Medio Oriente.
La tradizione veneziana incontra l’esotico
Il nuovo menu si presenta come un itinerario fatto di contrasti audaci e armonie millimetriche. Emblema di questa filosofia sono i Tortelli ripieni di fegatini di pollo alla veneziana. In questo piatto, la memoria storica del territorio viene nobilitata da un brodo di pollo ristretto per 72 ore, dal sapore avvolgente e profondo. A rompere gli schemi interviene la Mano di Buddha, un agrume raro che dona note dolci e profumate, mentre la liquirizia chiude il cerchio con una sfumatura amaricante che evoca l’anice e il finocchietto selvatico. Un piatto che è, al tempo stesso, un omaggio alla terraferma e un salto nell’ignoto.

Lo Chef Ivan Fargnoli
Il pesce perfetto: tecnica e purezza
Tra i grandi classici dello Chef che tornano a grande richiesta troviamo il Glaciar 51. Questo pesce straordinario, celebre per la sua purezza e la texture raffinata, viene proposto con una salsa all’aglio dolce e limone salato. L’accompagnamento con gli agretti aggiunge una nota salmastra e lievemente piccante, mentre una soffice spuma di insalata ha il compito di rinfrescare il palato, esaltando la complessità aromatica della portata in un equilibrio perfetto tra tecnica e intuizione.
Materia prima e collaborazioni locali
Al centro del progetto Aromi rimane la cura maniacale per la stagionalità e il legame con il territorio. La filosofia di Fargnoli si nutre del dialogo costante con selezionati produttori locali, garantendo che ogni ingrediente porti con sé la verità del luogo. Ogni piatto nasce da un processo di studio e sperimentazione dove la ricerca tecnica non è mai fine a se stessa, ma serve a rendere l’esperienza gastronomica riconoscibile, sorprendente e, soprattutto, emozionale.

L’arte dell’accoglienza e del pairing
Un grande viaggio culinario richiede una guida esperta. La sala, coordinata dal Restaurant Manager Giovanni Burrafato, offre un servizio discreto e sartoriale, capace di interpretare i desideri di ogni ospite. La carta dei vini segue la stessa filosofia del menu: un’accurata selezione che celebra le eccellenze del Veneto e del Nord Italia, senza rinunciare a incursioni internazionali e influenze orientali. Il risultato è un pairing studiato per valorizzare ogni singola sfumatura dei piatti, confermando Aromi come una destinazione dove la cucina si fa linguaggio universale, in bilico tra radici profonde e nuove, luminose visioni.
Photo courtesy of Barbara Manto & Partners




