Dal 20 al 26 aprile 2026 Milano si è accesa della creatività più prestigiosa: brand di design ed eccellenze dell’artigianalità italiana hanno animato la città accanto a installazioni artistiche ed eventi culturali a ciclo continuo. I quartieri Porta Nuova e Turati sono stati centri nevralgici del Fuorisalone 2026.
Milano. Italia.
Dal 20 al 26 aprile 2026 Milano si è accesa della creatività più prestigiosa: brand di design ed eccellenze dell’artigianalità italiana hanno animato la città accanto a installazioni artistiche ed eventi culturali a ciclo continuo.
I quartieri Porta Nuova e Turati sono stati centri nevralgici del Fuorisalone 2026.
Andrea Olivari
Le opere dell’artista e designer di Modena Andrea Olivari Blooming Imperfection: Relationships in Progress disseminate per tutta Porta Nuova sono state una riflessione sull’importanza del rispetto per le proprie emozioni e le proprie fragilità, che fanno rima con preziosità.
A partire dal 3D e passando attraverso l’intelligenza artificiale, i progetti di Olivari giungono nella realtà, interagendo con il variegato e numerosissimo pubblico che in questi giorni è transitato da piazza Gae Aulenti e dintorni, che ne ha potuto fruire, oltretutto, personalizzandole con lo smart phone a proprio piacimento.

Biblioteca degli Alberi Milano (BAM)
Passeggiando attraverso il tripudio di colori e fiori selvatici del giardino chiamato Biblioteca degli Alberi si giungeva al Palazzo della Regione Lombardia con la sua piazza coperta, piazza Città di Lombardia, la più grande d’Europa, teatro di molteplici installazioni.
Oasi Life experience
La piazza è sede dell’Oasi Life experience di Casa Lombardia, un’eredità delle Olimpiadi 2026 prontamente trasformata in un’arena culturale in cui sono stati esposti oggetti d’arte e di design e ospitati talk con i protagonisti del Fuorisalone 2026. La sua ideatrice è Letizia Fontanelli, la Art Director Adriana Lohmann che aveva dichiarato: “Oggi in questa piazza si sente profumo di verde, di bellezza, di star bene. Il nostro obiettivo è far conoscere le chicche dell’artigiano italiano e lombardo, non solo i grandi brand per cui l’Italia è famosa all’estero”.
Nella oragerie trasparente numerosi gli artisti e i designer in mostra, molto interessanti le opere del fotografo Antonio Schiavano e la sua “fotomorfia”, neologismo coniato dallo stesso Schiavano per indicare un linguaggio visivo nuovo che contamina la fotografia con la pittura, le abrasioni, le sovrapposizioni e la trasforma in un oggetto artistico fisico e concettuale.
All’interno dell’arena, si trovava anche il Banco di Cannavacciulo.
Bruno Munari
Tutto intorno alla “serra” le divertenti sculture di animali realizzate in erba sintetica, il Giardino della Pace firmato Gianni Birardi con piante provenienti da tutto il mondo, simbolo del dialogo e della pace tra i popoli, le sculture arredo di Franco Cervetti Studio, lavorate sul posto, laboratori culinari per bambini e vari concept: il giardino cromatico Lympha, la piscina di Bio.design, gli arredi da giardino, le lampade e gli oggetti d’arredo dal design sinuoso di Andrea Battivello di Bottega Ventisei e le due semisfere che accolgono la Collezione Bruno Munari Città di Cantù.

Elend Zyma
Puramente artistica era invece l’installazione del monzese Elend Zyma, dal sapore filosofico: il totem Pelle del Mondo: sogni cristallizzati e Carpe diem, scultura in ferro e palloncini in lattice naturale. Il totem a sezione triangolare è realizzato con lenzuoli, supporto metaforico di vita e memoria, tinti e “ricamati” con colle a caldo pigmentate: “Tu pensa ai ricami che si sono creati sul tessuto come alle increspature del mondo, della superficie della terra, a tutta l’umanità che abita la superficie – ha spiegato l’artista – La scultura Carpe Diem, ispirata a una persona molto speciale, che me lo ripeteva sempre, è in continuo mutamento, mi piace pensarla come la vita che all’inizio è piena di cose, di desideri, di aspirazioni e poi si svuota; non ce ne rendiamo conto e le occasioni sono volate via, come i palloncini”.

Moncler
Il 10 Corso Como dominava la via omonima con la spettacolare installazione Have a puffy summer firmata Moncler: si potevano visitare i vari piani dello store fino alla collezione Moncler dell’ultimo piano e alla terrazza panoramica, giocando, man mano che si saliva, a scovare scorci di tentacoli del polipo gigante.
Nel palazzo di Corso Como anche la mostra Sonnambulo lucido di Verter Turroni: “Si può avere chiarezza nell’oscurità?“, si chiedeva e ci chiedeva l’artista.
Kia
Kia ha presentato due installazioni presso il Museo della Permanente in via Turati 34 e il Salone dei Tessuti in via san Gregorio 29/a, rispettivamente Journey of Reflection e Journey of Projection.
Per il quarto anno consecutivo, Kia partecipa alla Milano Design Week esplorando in questa edizione il tema Resonance of Opposites: “La mostra Journey of Reflection racconta la filosofia di design di Kia, il processo che porta l’artista alla creazione di design – ha spiegato la guida –La prima installazione esprime l’energia creativa del designer che viene riflessa o bloccata dal mondo esteriore, il momento storico, il contesto, le culture, restituisce la diversa luce che viene assorbita ed emanata tutto intorno; la seconda fase della mostra riguarda l’atto del pensare e la terza quello di prendere decisioni, assumersi delle responsabilità, scegliere una via, questa fase è rappresentata dalle colline dell’ispirazione; infine c’è l’ultima sala che rappresenta il momento della meditazione, in cui tutti gli stimoli sono rielaborati dall’interiorità dell’artista, i visitatori sono invitati a godersi lo spettacolo, lasciarsi coinvolgere, lasciare che si formino nuove connessioni“.

Journey of Reflection
Nonostante la spiegazione esauriente non si arrivava preparati al percorso immersivo che si apriva oltre la tenda bianca. Un abbraccio onirico fatto di suoni, luci soffuse, pavimento soffice, forme che si dilatavano e si restringevano come seguendo un respiro naturale accompagnava i visitatori attraverso varie sale fino all’ultima in cui come su una immaginaria spiaggia lunare, tutta circondata di vera sabbia, si contemplava il passaggio di esplosioni visive e sonore ancestrali che necessariamente inducevano lo spettatore a lasciar correre mente e cuore alla ricerca di una connessione più profonda con se stesso e con il mondo esterno.
Journey of Projection
L’installazione Journey of Projection, al Salone dei Tessuti, raggiungibile con una navetta messa a disposizione gratuitamente ogni dieci minuti, includeva una selezione speciale di sei concept car, tra cui Kia Vision Meta Turismo, esposta per la prima volta al pubblico. Un’anteprima che raccontava la ricerca di Kia verso nuove possibilità di mobilità e design.
Photo Elena Borravicchio




