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ERIKA ON THE ROAD: RACCONTI DI VIAGGIO AGLI ANTIPODI

Da Roma all’Australia via Londra. Erika, romana di nascita, londinese d’adozione, cittadina del mondo, sceglie di partire per impossessarsi della libertà di riscrivere il proprio destino. Il viaggio come metafora della vita.

Italia, paese di migranti. Siamo quotidianamente sommersi da notizie di cronaca che raccontano di sbarchi e città assediate. Questo tipo di retorica tende a farci dimenticare della doppia natura del fenomeno migratorio. C’è infatti chi arriva e chi se ne va. C’è chi sceglie l’Italia come paese di destinazione e chi in Italia ci nasce e, ad un certo punto della propria vita, decide di partire per altri lidi. Erika, nata e vissuta nel quartiere romano di Tor Bella Monaca, a 19 anni sceglie di dare una svolta alla sua vita.  Londra, tentacolare e multietnica, rappresenta la speranza di cambiamento e riscatto per molti giovani come lei.  Ed è proprio la capitale inglese che Erika elegge a luogo da cui ripartire, in una parentesi che dura ben nove anni. Tuttavia nella vita nulla è per sempre. L’amore per Londra lentamente sbiadisce lasciando il posto a nuove curiosità, nuovi desideri, nuovi sogni. Riemergono la voglia di viaggiare, il desiderio di ricominciare ancora, il bisogno di tagliare le vecchie radici e rimettersi in gioco. Inizia così una nuova avventura agli antipodi della vecchia Europa. Agenda Viaggi decide di seguire la sua storia e di raccontarla ai lettori. Perché un’altra vita è possibile. Perché Erika è la dimostrazione del fatto che non ci sono scelte obbligate. Perché la vita è un mosaico da comporre con coraggio e scelte ardimentose.

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Ciao Erica, 11 anni fa atterrasti a Londra per iniziare una nuova vita. Dopo 19 anni vissuti nel quartiere romano di Tor Bella Monaca, cosa ti aspettavi di trovare nella capitale inglese?

Arrivai a Londra senza grandi aspettative, con i soldi per poter rimanere un paio di settimane, un inglese scolastico, nessuna esperienza lavorativa e tanta forza di volontà. Avevo bisogno di una pausa da un quartiere, una città, un paese che già da tempo mi stavano stretti. Per poter rimanere a Londra dovevo avere un lavoro e dopo meno di una settimana mi ritrovai dietro al bancone di un pub a sorridere fingendo di capire ciò che mi veniva ordinato. Ero andata soltanto alla ricerca di un’esperienza breve ma significativa, un’avventura attraverso cui poter crescere. Presto assaporai una libertà mai conosciuta prima. Per la prima volta mi guadagnavo da vivere ed ero indipendente, lo facevo in un posto lontano da casa, circondata da persone provenienti da ogni parte del mondo. Ogni giorno sentivo di imparare qualcosa, il mio inglese migliorava, i miei interessi continuavano ad ampliarsi. Finché nove anni, una laurea e diversi lavori dopo mi ritrovai a pianificare una nuova avventura in una terra molto più lontana.

Dopo nove anni immagino tu avessi trovato una certa stabilità nella capitale inglese. Immagino anche che, dopo tutto quel tempo, tu abbia finito per considerare Londra come casa tua. Eppure, ad un certo punto, sentisti ancora il bisogno di ricominciare, di rimettere tutto in discussione, di ripartire nuovamente da zero. Cosa ti spinse a lasciare tutto per intraprendere un nuovo viaggio?
Londra era diventata casa e io, senza averla mai cercata veramente, vi avevo trovato una certa stabilità. Vivevo in una zona residenziale non lontana dal centro, avevo un lavoro interessante, buoni amici, andavo spesso al cinema, a teatro, ogni 2-3 mesi passavo qualche giorno a Roma. Eppure nella mia vita mancava qualcosa. Ero stanca della prevedibilità delle mie giornate, di Londra e del suo cielo grigio, della metropolitana, dei milioni di persone, del perbenismo inglese. Sentivo il bisogno di staccare. Un weekend in una città europea non sarebbe stato abbastanza, dovevo andare in un posto caldo ed esotico. Con un’amica prenotammo un volo per lo Sri Lanka. I pochi turisti che conobbi nella cosiddetta ‘lacrima dell’India’ erano viaggiatori: per loro lo Sri Lanka era solo una parentesi di viaggi molto più lunghi, che avrebbero toccato decine di paesi e diversi continenti. Improvvisamente mi resi conto che il mio disagio proveniva da una voglia repressa di vedere il mondo e diventare io stessa protagonista di storie simili. Tornata a casa, con un pennarello scrissi ‘non dimenticare che vuoi viaggiare’ su un pezzo di carta e lo attaccai al muro. Qualche mese dopo presi un aereo per l’Indonesia, dove passai un mese prima di atterrare a Perth, capitale dello stato del Western Australia.
Erika-on-the-road-raccconti-di-viaggio-pinnacoli-730

Solitamente la valigia che si prepara è funzione del viaggio che si sta per affrontare. Raccontaci della tua. Che cosa ci mettesti dentro?
Ero partita con lo zaino, cercando di portare il minimo indispensabile. Vestiti, cappello di paglia, creme solari, libri, macchina fotografica, carta e penna per tenere un diario di viaggio, computer per collegarmi col resto del mondo quando possibile. Essendo, dopotutto, pur sempre una ragazza, sono anche riuscita a portare ben 5 paia di scarpe!

Atterrasti a in Indonesia con pochi averi e tanti sogni. Qual è stato l’impatto con questa nuova dimensione della tua vita?
Durante il viaggio in aereo non facevo che chiedermi se quella fosse la scelta giusta. Mi stavo avvicinando a un futuro incerto e, per la prima volta, mi chiedevo se fossi veramente pronta. Una volta arrivata a Bali mi guardai attorno, stanca e titubante: d’improvviso mi sentii in pace, felice, pronta ad esplorare il posto e parlare con la sua gente. L’impatto fu rincuorante, una conferma grazie alla quale capii di trovarmi esattamente dove volevo essere. Smisi subito di pensare alle piccolezze che mi avevano afflitto durante il viaggio e mi catapultai fra gli odori, i colori e i meravigliosi abitanti di un paese completamente diverso da quello da cui arrivavo o da quello in cui sarei approdata un mese dopo.

Erika-on-the-road-raccconti-di-viaggio-Canguro-730

Poi finalmente arrivò l’Australia. Dopo essere arrivata a Perth come ti muovesti? Avevi già idea di dove andare o costruisti il tuo itinerario strada facendo?
Non avevo un itinerario predefinito, fin dall’inizio sapevo che il mio cammino sarebbe cambiato in funzione delle persone che avrei incontrato, i lavori che avrei trovato, le decisioni prese all’ultimo minuto. Volevo seguire l’estate, dopo anni di Londra non avevo intenzione di vivere neanche un minuto d’inverno, neanche quello mite australiano. Desideravo fare soltanto lavori all’aria aperta, in fattorie, piantagioni di frutta e verdura, parchi naturali. Sapevo di non voler passare molto tempo in città o in posti turistici, di voler vedere almeno un villaggio aborigeno, tante spiagge, l’outback australiano, il deserto, il nord tropicale. Poco dopo essere arrivata a Perth con degli altri viaggiatori comprammo un fuoristrada e partimmo per un road trip lungo la selvaggia costa occidentale. Ho visto gran parte del Territorio del Nord, Sydney e la gettonata costa occidentale fino a Cape York. In alcuni posti mi ci fermai più a lungo, in altri scesi a malapena dalla macchina. Cerco di non fare programmi, di andare avanti fino alla prossima destinazione e decidere se restare o meno una volta che mi sono data un’occhiata attorno. Ora mi trovo in una piccola cittadina di cowboy, Mataranka, e la mia prossima tappa sarà probabilmente Uluru, la maestosa roccia rossa al centro dell’Australia.

Progetti per il futuro?
Il prossimo anno vorrei vedere il centro, il sud dell’Australia e la Tasmania. Ne approfitterò per vedere anche la nuova Zelanda e le isole Fiji. Di progetti a lungo termine per ora non ne ho, conto di fare più esperienze possibile e magari un giorno trovare un lavoro che mi permetta di viaggiare o, ancora meglio, passare 6 mesi all’anno in Europa e 6 mesi in giro per il mondo. E’ un desiderio per ora dai contorni indefiniti. Tuttavia, per me che spesso so bene cosa non voglio e solo vagamente cosa voglio, lo considero un piccolo passo verso un futuro che sia frutto di ciò che ho imparato crescendo a Roma, vivendo a Londra e viaggiando il mondo.

Continueremo a seguire le avventure di Erika On The Road nelle prossime settimane attraverso i suoi occhi e i suoi racconti di viaggio. Non mancate! 

Ivan Burroni
ivan@agendaviaggi.com
Foto di Erika Addessi. In ordine: Un giro in canoa sul fiume Drysdale nel Kimberley, una delle regioni più remote d’Australia
Cable Beach, Broome, e uno dei suoi spettacolari tramonti
Il canyon del parco nazionale di Kalbarri, Western Australia
Restoration island, Cape York, dall’alto
Deserto dei Pinnacoli, Cervantes, Western Australia – una delle prime fermate durante il road trip da Perth a Broome
Il mio primo incontro ravvicinato con un canguro

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