La cottura sulla brace delle pietanze dona un sapore deciso ai piatti arricchendoli di un gusto e di una serie di elementi unici ed inequivocabili, che vengono inebriati dal risultato dell’affumicatura e dalla combustione che avviene all’interno dell’affumicatore. La magia della brace e i giusti tempi di cottura sono il primo segreto per rendere ogni pietanza una vera esperienza per il palato.
Milano, Italia.
La Fornace è un ristorante che si presenta ai suoi clienti attraverso un menù ricco di piatti cotti alla brace, la selezione accurata degl’ingredienti e la maestria dello storico chef garantiscono che ogni piatto sia un’esperienza gastronomica di gran gusto. Il nome deriva dal sito che lo ospitava precedentemente, una vecchia fornace, oggi questo legame è ancora vivo grazie al logo che ha nel suo design un camino stilizzato e ai vecchi carrelli posti all’esterno che venivano utilizzati per cuocere i mattoni e che oggi sono stati destinati ad essere fioriere.

Carne, pesce, primi piatti tipici del nostro bel paese, vengono preparati seguendo questo processo di lavorazione e cottura, il menù cambia periodicamente seguendo le stagioni, tra antipasti, primi, secondi e dessert alcuni piatti che hanno come protagonista il fuoco, molti di questi vengono completati al tavolo del cliente con la brace del kamado, il cannello o la pietra ollare, riprendendo sia la modalità di servizio che si usava una volta (ad esempio il pesce in crosta di sale che veniva pulito al tavolo), e più a contatto con il cliente. Iconici il “Terra e Mare nel Cartoccio alla Fiamma”, il “Cubo di Tonno alla Fiamma” e “Dalla brace all’inferno. Galletto di Bresse alla diavola con verdure inferocite”.
Sapori forti, intensi e sinceri sono quelli della filosofia della Fornace e dallo chef Vincenzo, che portano in tavola la migliore interpretazione delle tipicità italiane attraverso una visione creativa che poggia sulle solide basi della tradizione.

Piatti forti in menù
Gamberi alla carbonella cotti nel bambù con avocado, carote e zenzero.
Piovra grigliata al Kamado con salsa di soia al lime e cavolo rosso.
La Carbonara d’Oro Spaghetto trafilato in oro con briciole di carbone vegetale.
Terra & Mare nel cartoccio alla fiamma Fusillone con guanciale affumicato, tonno, crostacei e molluschi.
Cubo di tonno alla fiamma tagliata di tonno su lastra rosa di sale, burro aromatizzato alla senape in grani, lime e tempura di verdure.
Dalla brace all’inferno Il Galletto giallo baby Label Rouge “top quality” alla diavola con verdure inferocite.

L’atmosfera è intima e sobria per lasciare spazio ai sapori dei cibi e alla conversazione, dettagli di buongusto come i piccoli bonsai che presidiano ogni tavolo danno un tocco di originalità. Troviamo una clientela che ama una cucina gourmet della tradizione, che sia una clientela di business, con banchetti e meeting aziendali, vista la vicinanza con la nuova fiera di Milano.
Per chi desidera poi una maggiore riservatezza o ha un’occasione da festeggiare, è disponibile una saletta con uno Chef’s Table sospeso per un massimo di 10 persone. Oltre ai piatti alla carta, due menù degustazione, uno con quattro portate a scelta a 65euro e uno dedicato al “Buon Ricordo”, anch’esso di quattro portate.

La carta dei vini, insieme ai distillati, accoglie quasi cinquecento etichette a cui si è aggiunta una selezione di vini vulcanici che sposa perfettamente il nuovo credo dedicato al fuoco. Interessanti anche le serate a tema che propongono un percorso di degustazione con grandi etichette a un costo abbordabile, un’opportunità per tanti di pasteggiare con vini pregiati senza l’impegno gravoso del costo di una bottiglia, ad esempio “Dalla Toscana a sotto il Vulcano” con Etna Rosso sul Vulcano Donnafugata 2021, Brunello di Montalcino 2017 Col d’Orcia, Sassicaia 2013 Tenuta San Guido.
Foto courtesy Paolo Pojano Pr




