Dal 6 al 29 settembre si è svolta, tra le dolci colline del Basso Monferrato, in Piemonte, la rassegna Germinale, la cui origine si deve all’amore per questi luoghi dell’artista Carlo Gloria, l’avvocato Emiliano Rossi, il giornalista e scrittore Giovanni Bressano e l’architetto ed esperta di arte contemporanea Francesca Canfora che, a inizio 2023, a Rinco di Montiglio, costituirono la Quasi Fondazione Carlo Gloria APS e iniziarono a radunare artisti, professionisti e appassionati del settore legati al Monferrato. Splendidi i luoghi che hanno ospitato le opere di 23 artisti contemporanei. Una in particolare, un murales di Tommaso Mannucci, in arte “Mono_graff”, sul fabbricato del peso della Cantina Sette Colli di Moncalvo rimarrà in loco, come uno dei germogli che ogni anno il festival genererà e donerà al territorio
Monferrato, Piemonte. Italia.
Germinale Monferrato Art Festival
Si è da poco conclusa con successo la prima edizione del Germinale Monferrato Art Fest, in Basso Monferrato, Piemonte. Il festival trae il nome dal settimo mese del calendario rivoluzionario francese, a sua volta derivato dal latino germinalis, da germen, “germoglio”. Proprio come il mese “in cui germogliano le piante”, Germinale è stato, dal 6 al 29 settembre 2024, terreno fertile di incontri, ispirazione, sperimentazioni, arte e bellezza.

Le dolci colline del Monferrato
Tra le meno conosciute colline del Monferrato, rispetto alle zone delle Langhe e del Roero, l’arte diffusa di 23 artisti in parte affermati, in parte emergenti, ha contaminato chiese sconsacrate, castelli, cantine, giardini e strade in un felice mix di antico e contemporaneo, installazioni ma anche talk, laboratori didattici e progetti di residenze d’artista, appassionati di arte contemporanea e visitatori abituali.

Dodici comuni coinvolti e sedici sedi museali
12 i comuni coinvolti per 16 incantevoli location. Ho avuto il piacere di visitare la chiesa di San Remigio, del 1500, a Villadeati, che accoglieva l’opera di Elizabeth Aro, Ulivi, simbolo di rinascita, due alberi, l’uno bianco, in broccato di cotone, l’altro nero, in velluto, collocati proprio laddove un enorme albero era cresciuto nella chiesa sconsacrata fino a sfondarne il tetto (nella stessa Villadeati anche l’interessante mostra Immagini del passato frutto del paziente lavoro di raccolta e selezione di fotografie antiche dell’associazione Madreselva, che sarà esposta l’11 ottobre, a Casale, alla fiera dell’agricoltura Monferrato Green Farm e la mostra Visagi, del fotografo Claudio Cravero, alla sua seconda edizione – l’anno scorso si tenne a Rinco di Montiglio – suggestive gigantografie in bianco e nero degli abitanti, ritratti insieme a un oggetto che li rappresenta);
La città nido, di Luisa Raffaelli, nell’ex Cinema Piemonte, di Piovà Massaia, opera onirica, visionaria, “un elemento metaforico della città, una forma di agglomerazione di nidi d’uccello, in contrasto con la città di oggi, un luogo scoagulato, con un sonoro di voci, il vociare di questo paese abitativo” come spiega la stessa artista;
l’installazione sonora di Enrico Ascoli Frinire Raccolto – Lauda a 6 Voces, nella suggestiva Pieve romanica di San Lorenzo, a Montiglio Monferrato, sei linee musicali basate sulle registrazioni di voci di grilli e cicale, usate dall’artista come spartito su cui comporre altrettante voci femminili, che si espandono tra le volte della chiesa con un effetto iptonico.

L’amore viscerale per il territorio
Il festival si distingue da altre rassegne di arte contemporanea perché nasce non solo dall’amore per l’arte contemporanea, bensì dal rapporto viscerale con questi luoghi di quattro amici e dal desiderio di farli sempre meglio conoscere e valorizzare. Ve ne siamo davvero grati!
Photo Elena Borravicchio



