Dal 29 febbraio al 3 marzo 2024, al Teatro Binario 7 di Monza, va in scena lo spettacolo “1984”, scritto e diretto da Corrado Accordino e tratto dall’omonimo romanzo di George Orwell

Monza, Italia.
Lunedì 26 il Teatro Binario 7 si è fatto tempio. Si è realizzata una di quelle sinergie che producono la necessità di comunicare, la voglia di sviscerare con creatività tematiche del vissuto personale e sociale , nonché la macchina teatrale capace di realizzare progetti inizialmente utopici. Il Teatro in questi casi diventa una sorta di liturgia che ti afferma nell’atto e ti invita a vivere il dubbio e la grandezza dell’evento. Un po’ troppo direte voi per delle semplici “prove aperte”; penso di no per coloro che non hanno l’idea del Teatro quale passatempo più o meno intellettuale, ma del mai terminato confronto rielaborativo del reale, della Tragedia.
La dittatura del pensiero unico
Il testo epocale di Orwell, grazie all’iniziativa, si è reimmerso nel confronto con l’attualità, nella percezione generazionale, nel gesto significante. Il Pubblico si è fatto attore mettendosi in gioco ed è ritornato Pubblico dopo essere passato nelle acque dell’immedesimazione. “La dittatura del pensiero unico, massificato, uniformato, regolamentato da leggi politiche totalitarie. Nel testo di Orwell il nemico era riconoscibile, ma oggi chi è il Grande Fratello? Nel confronto in sala ci si cala nel senso/gesto/significato dell’odio: quasi un bisogno, un giustificativo, un riempimento del propio vuoto. Quell’odio che con la compagna paura detta molto delle scelte storico sociali, che crea il nemico e genera il bisogno dell’ alienazione come sottomissione alla rinuncia, all’obbedienza. E’ lui che partorisce il traditore, bloccando inesorabilmente ogni possibilità di scambio, confronto. Sempre lui che reprime il verbo, il bisogno di dare un nome alle cose perché questo ottunde la memoria e la rende manipolabile, priva di riscontri. “Si controlla il presente trasformando il passato “.
Riducendo i lemmi sparisce il termine gentilezza e la possibilità di ricercare forme riconosciute come tali: il benessere nei rapporti, il rispetto, l’alterita’… Eppure il Pubblico riconosce la speranza che spezza la monolitica barriera: il dubbio, “possibile che nessuno ricordi più niente”, la contaminazione virale che ne segue rimette tutto in gioco. E così, in una serata uggiosa, un lunedì che sembrava offrire poche speranze, il libero pensiero si è dato spazio, funzione e momento formativo.
Grazie Binario 7, grazie a Corrado Accordino per aver aperto le porte alla creazione del suo spettacolo ed all’infinità disponibilità e pazienza di tutto lo staff.
Pippo Biassoni
INFO
“1984“
da George Orwell
drammaturgia e regia Corrado Accordino
con Luigi Aquilino, Daniele Crasti, Daniele Ornatelli, Silvia Rubino e Alessia Vicardi
movimenti coreografici Romina Contiero
aiuto regia Valentina Paiano
produzione Compagnia Teatro Binario 7
Teatro Binario 7 di Monza
Photo courtesy of Teatro Binario 7 di Monza




