La sorprendente Fondazione Barbanera 1762 a Spello in Umbria racconta la storia dell’almanacco più celebre e longevo d’Italia.

Milano, Italia.
Un mondo incantato, sospeso nel tempo é quello che ci attende a Spello alla Fondazione Barbanera 1762, nome evocativo di misteri, enigmi, congiunzioni astrali, oroscopi.
Siamo nel mondo legato al famoso Almanacco Barbanera, l’almanacco più celebre e longevo d’Italia, riconosciuto nel 2015 “Memoria del mondo” dall’Unesco con questa motivazione “Il suo valore è universale e deriva dal suo essere simbolo di un genere letterario che ha contribuito a creare la cultura e l’identità di intere nazioni, prima dell’avvento delle più moderne forme di comunicazione di massa”.
Dal 1762 il Barbanera ci esorta a guardare alle cose del mondo con incanto, gentilezza e un pizzico di ironia, offrendo un annuncio sull’anno che verrà.
Un successo continuo e longevo, che arriva oggi a tre milioni di copie vendute.
Pur cambiando formato, colori e grafiche, ha conservato negli anni, anzi nei secoli, la sua impostazione.
Oggi riserva più spazio al mondo “green”, seguendo saggiamente le tendenze di attualità. Rispetto al passato, la nuova edizione si arricchisce di tanti nuovi e utili consigli – ben quattro pagine in più ogni mese – dedicati al verde, alle attività in casa e al benessere personale, con il recupero di antiche tecniche e metodi naturali, qualche gioco per allenare la mente e tenere lontana la pigrizia e pillole per “amarsi un po’”. Sono piccole idee contro lo spreco, antichi rimedi per la cura del corpo e dello spirito, buone e consolidate pratiche per svolgere, al momento giusto e nel modo migliore, i lavori in casa e in cantina, nell’orto e nel frutteto, in giardino e sul balcone.
Rimangono le ricette, i santi del giorno, i proverbi tramandati di generazione in generazione, gli orari del levare e calare del sole e della luna, le fasi lunari, secondo l’idea che il tempo è ciclico e i suggerimenti devono seguire le stagioni e i movimenti del cielo.
Fin dalle origini, infatti, l’Almanacco Barbanera si basa sull’idea di una profonda armonia cosmica che lega la terra, il cielo e tutti gli esseri viventi.
Se l’Almanacco e il Calendario lunario dell’edizione 2024, nell’elegante veste grafica firmata da Roberta Pinti e con le sognanti illustrazioni di Monica Zani, si possono trovare in edicola e in libreria in tutte le città d’Italia, la Fondazione Barbanera 1762 merita il viaggio a Spello.
Custodisce oggi la più ricca collezione di lunari e almanacchi al mondo consultabile online (www.bibliotecabarbanera.it), ed è anche un luogo di ricerca, volto a sviluppare un pensiero critico sul futuro della tradizione.
Ci accolgono un orto e un giardino curati con passione e sapienza, basati sulla coltivazione biologica attenta al recupero di antiche varietà di ortaggi e frutta.
E poi, nei cassetti dell’archivio, si apre un mondo incantato e suggestivo.
Ritroviamo l’Italia popolare in cui spesso solo un familiare alfabetizzato leggeva ad alta voce l’Almanacco davanti al camino, l’Italia della grande emigrazione che portava in America il libricino come un prezioso vademecum.
L’Italia degli anni ‘50 liberata e desiderosa di vivere, che si appassionava alle canzoni e ai fotoromanzi.
Non dimentichiamo infatti che l’Editore Campi, proprietario del marchio Almanacco Barbanera, fu anche un visionario nell’editoria italiana, lanciando negli anni ’50 i fogli con i testi delle canzoni più in voga e poi creando il periodico “Sorrisi e canzoni” di grande successo e popolarità.
Si esce dalla Fondazione con il desiderio di rileggere fogli, almanacchi e periodici per intero e ritrovare lì il profumo delle belle cose che abbiamo dimenticato.
Foto Franca Scotti




