KOBIDO, IL BENESSERE DEI SAMURAI PRIMA DI COMBATTERE

Scritto da Elena Bianco on . Postato in Alberghi e Spa, Beauty Travel

Un Samurai in una stampa di Hokusai

Milano, Italia.
Che cosa, prima della battaglia, rende invincibile un combattente?
Oggi potremmo azzardare l’ipotesi di uno stuolo di psicoterapeuti per aiutare la gestione dello stress, oppure di duri allenamenti in tecniche di combattimento estreme o ancora di complesse tecnologie legate a sofisticati armamenti. Certo non si penserebbe al Kobido.

Ma così non era per i Samurai, e non è solo per il fatto che parliamo di un’altra epoca. In realtà infatti questi aristocratici guerrieri del Giappone feudale lavoravano, prima di andare in battaglia, sulla propria mente, dimostrando così una modernità di approccio sorprendente. Intervenivano infatti molto prima che lo stress agitasse il loro animo, che doveva restare sereno come le acque tranquille di un lago, perché solo così, con animo non agitato dall’odio e dalle passioni, potevano essere micidiali armi da guerra contro i nemici. Questo insegna il  bushidō , la via del guerriero, il codice d’onore militare che seguivano.

Il Ryōan-ji, considerato il più perfetto giardino Zen al mondo

Come dunque mantenere la calma di fronte alla morte? Come non odiare chi potrebbe infliggercela? Il controllo della mente e delle sue emozioni, secondo la filosofia Zen, passa attraverso la meditazione, e uno dei modi tradizionali per meditare dei Samurai era di farlo seduti davanti ai giardini  karesansui , cioè “secchi”, solo di ghiaia, pietre e muschio, che erano contemporaneamente rappresentazione astratta del mondo e luogo della mente.

Un altro rituale di preparazione alla guerra avveniva attraverso tecniche di manipolazione chiamate Anma, che significa letteralmente pressione (an) e frizione (ma), atte a ristabilire il libero movimento del corpo grazie al fluire dell’energia in esso. Nato 7.000 anni fa in Cina e introdotto in Giappone nel V secolo d.C., questo massaggio è il progenitore del Kobido, noto dal 1472 come “Massaggio dell’Eterna Giovinezza“. Fu infatti l’imperatrice giapponese dell’epoca a chiedere una cura che mantenesse la sua bellezza nel tempo, utilizzando le tecniche dei Samurai che creavano l’equilibrio fra corpo e mente. Quindi bellezza dall’armonia e dalla quiete.

Un trattamento di Kobido

Il Kobido, l’antica via della bellezza, oggi è un insieme calibrato di pratiche di massaggio combinate su collo, viso e testa che producono un effetto lifting naturale subito visibile e che, armonizzando fisicità e spiritualità, sono fonte di benessere. Si ottiene dunque una bellezza della pelle e dell’aspetto profonda, che nasce anche dal sentirsi in forma, energetici, rilassati.

Il Salotto di Corso Venezia 8

E’ così che si esce dalle sapienti mani di Daniela Biros, slovacca con un passato nel fashion, che dopo approfonditi studi in Italia e visite in Oriente ha aperto Corso Venezia 8, un piccolo delizioso centro estetico a Milano, un salotto di bellezza dove, solo varcando la soglia, si incomincia subito a lasciar andare le tensioni. Durante una seduta di Kobido, nell’arco di un’ora, molti sono i vantaggi: migliore circolazione, rigenerazione dei tessuti, eliminazione delle tossine, riduzione dello stress e delle rughe, movimentazione dei muscoli profondi, aumento della luminosità della pelle. « In Giappone la bellezza è legata al buono stato di salute», spiega Daniela, «su questo si basa il Kobido. Seguendo questo principio, inoltre, dedichiamo un’intera linea di trattamenti specifica per pazienti oncologici, che hanno una pelle più fragile e necessitano di prodotti delicatissimi, ma soprattutto hanno bisogno di cura dal punto di vista psicosomatico, per accettare i cambiamenti del fisico e limitare i danni». Una vera battaglia, quella dell’introduzione del trattamento estetico come contributo alle terapie oncologiche, che Daniela ha combattuto e combatte con lo spirito del Samurai.

Daniela Biros


Elena Bianco

elena@agendaviaggi.com

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Elena Bianco

Elena Bianco

Piemontese, cresciuta a Milano e vissuta a Venezia per un tot di anni, è laureata in Filosofia e diplomata all’Accademia di Belle Arti di Brera. Giornalista dal 1991 e membro del GIST (Gruppo Italiano Stampa Turistica), scrive sulle sue vere passioni: cibo, vino, viaggi su DOVE, Style del Corriere della Sera, Food & Beverage, Confidenze ed altre ancora. Per sette anni si è dedicata alla pubblicità, come Amministratore Delegato di un’agenzia di advertising e ha lavorato come consulente per il turismo della Provincia di Venezia. Quando non scrive per i vari magazine e non naviga in rete con il suo blog (www.enogastronomiablog.it) coltiva altre passioni: il giardino della casa in campagna, le arrampicate sulle Dolomiti, la cucina per gli amici, la fotografia.

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