Cosa vedere a Pordenone

VISITARE PORDENONE: ARTIGIANATO IN CUCINA E NON SOLO

Scritto da Ivan Burroni on . Postato in Destinazioni, Food&Drink

Un viaggio enogastronomico in Friuli Venezia Giulia non può prescindere dal suo prodotto di punta, l’orgoglio della produzione lattiero-casearia della regione, il Montasio DOP. Visitare Pordenone e la sua provincia, centro geografico e storico della regione del Montasio, è un bel modo per approfondire la conoscenza di questo simbolo della gastronomia italiana e per conoscere un territorio ancora poco presente nelle mappe mentali del turista.

Pordenone, Italia.
Le malghe del gruppo del “Jof del Montasio” e le pendici del Monte Asio, nella zona di Vito D’asio, si sono contese per anni la patria potestà dell’orgoglio gastronomico regionale, il solo formaggio a denominazione d’origine protetta del Friuli Venezia Giulia, il Montasio DOP. Recenti scoperte hanno dissipato ogni dubbio: è dalla zona di Monte Asio che, oltre 300 anni fa, nasce questo speciale formaggio, più costoso degli altri, che si conserva asciutto e “può essere trasportato anche oltre il mare” (da uno scritto del dottor Paolo Beorchia Nigris risalente al 1874). Dalla sua zona d’origine la tradizione del Montasio si è diffusa in tutto il territorio dell’odierno Friuli Venezia Giulia, nelle provincie di Treviso e Belluno e in alcune zone del padovano e del veneziano.

Pordenone natura e montagne

Lo scorso giugno i migliori caseifici veneti e friulani si sono dati appuntamento alla 26esima edizione del Concorso Nazionale Montasio per proclamare i 3 formaggi vincitori nelle categorie fresco, mezzano e stagionato.

Formaggio Montasio DOP Pordenone

Il meglio del meglio del Montasio era tutto lì, al Palazzo Montereale Mantica, nel pieno centro cittadino della bella e vivace Pordenone, famosa per i suoi portici, tra i più lunghi d’Europa, per le linee gotiche del Palazzo Comunale e del Duomo di San Marco, per gli eleganti e imponenti edifici di Contrada Maggiore e per la bella natura del parco fluviale, che accoglie ancora i resti degli opifici che hanno modellato la modernità industriale della città.

cosa vedere a Pordenone

È anche e soprattutto nel pordenonese che si è fatta la storia del Montasio DOP, una storia che s’interseca in maniera imprescindibile con la storia delle comunità contadine dell’epoca e della società friulana in generale.

Come dire: il Friuli ha creato il Montasio, ma il Montasio ha contribuito a creare il Friuli. Pensiamo alle latterie turnarie friulane, che dagli anni ’80 del XIX secolo diventarono il centro di un nuovo sistema di cooperazione sociale nel quale tutti i piccoli allevatori univano le proprie forze per produrre il latte a lunga conservazione di una volta, il formaggio stagionato. In questo modo ogni famiglia con almeno una mucca, e all’epoca praticamente ogni famiglia ne possedeva una, poteva avere la sua dose di nutrienti per affrontare i periodi di magra. La distribuzione del formaggio ebbe all’epoca un grande impatto sociale, contrastando la povertà e contribuendo a debellare malattie derivanti dalla denutrizione, come la temutissima pellagra.

Pordenone-latterie-casari

Nel pordenonese venne poi fondata la prima scuola per Tecnici Caseari, nel 1923, a San Vito del Tagliamento, piccolo comune di origini medievali, ancora circondato dall’antico fossato, dalla cinta muraria e dalle tre torri difensive. La fondazione delle scuola cambiò il mondo del Montasio: grazie ad essa le varie tradizioni locali vennero studiate e codificate, per arrivare all’odierno disciplinare, documento fondante del marchio DOP.

cosa vedere nella provincia di Pordenone: san Vito del Tagliamento

Il mondo delle latterie, e per estensione l’intero mondo della civiltà contadina, saranno poi negli anni, complici la guerra e il terribile terremoto del ‘76, risucchiati dall’inesorabile flusso della storia, della tecnologia e dell’economia globale. Delle centinaia latterie censite negli anni ’50 ne resistono oggi solo alcune, cimeli di un passato che non vuole scomparire, simbolo scolpito nella memoria di un territorio che non vuole dimenticare le sue origini e che è in cerca di una strada per coniugare le necessità dell’economia contemporanea e le tradizioni che per secoli hanno plasmato l’anima di questi territori.

Friuli Venezia Giulia natura

Il concorso in ogni caso è solo la punta dell’iceberg: è l’incoronazione dell’eccellenza in un territorio che si contraddistingue non solo nell’arte della produzione casearia, ma anche nei più vari campi dell’enogastronomia e dell’artigianato in generale.

Cuochi, casari, allevatori, vinai. L’esercito degli artigiani del cibo trasforma le materie della terra in esperienze indimenticabili. È la magia che consegue all’uso e al rispetto del sapere tramandato. Nell’attività artigianale le logiche di economicità sono sottomesse all’osservanza dei dettami della tradizione. La sfida odierna è rendere competitivi dei prodotti sani e ricchi di storia senza alterarne le radici e l’essenza.

Montasio diventa, nel XXI secolo, una sorta di rappresentante dell’eccellenza gastronomica regionale, raccolta in un cibario regionale di circa 150 tipicità, tra cui una ventina di prodotti caseari e alcune primizie che un food lover dovrebbe assaggiare almeno una volta nella vita.

Prodotti tipici friulani

Pordenone e i suoi territori diventano così ispirazione per un viaggio gustativo attraverso primizie casearie, dal Montasio DOP al formaggio caprino stagionato, oppure scoprendo i vegetali della tradizione, dalla Cipolla rosa di Cavasso Nuovo, dal sapore dolce e leggermente piccante, al radicio, che condito con le cicciole (il lardo) diventa il “Radicio co le frisse”; altri piatti tipici da non perdere sono il Frico, il piatto friulano per eccellenza, preparato con Montasio, patate e pancetta, o la broade, rape fermentate, tagliate a listarelle, che si mangiano assieme al musèt, il cotechino. Senza dimenticare il mondo degli affettati, di cui i friulani sono maestri: dal salame friulano al culatello di Sauris fino all’indimenticabile Pitina (nella foto qui sotto), una polpetta solitamente a base di carne di ovino e maiale, da mangiare cruda a fette.

Cibo friulano Pitina

Dalla carne al pesce: la trota è l’animale d’elezione dei fiumi friulani, primatista dell’economia regionale, prima in Italia nell’allevamento di questo pregiato salmonide (nella foto in basso. Crediti Associazione Allevatori Trota Friulana). Ricette friulane a base di trota ce ne sono per tutti i gusti: da un bel risotto primaverile con trota affumicata e asparagi (magari bianchi, tipici del territorio friulano e veneto, oppure verdi), fino alla classicissima trota ai sapori, preparata con un mix di erbe aromatiche e cotta a tegame o alla griglia. E per chi volesse pesce di mare ci sono le classiche sardellate con polenta tipiche della tradizione veneziana.

Trota friulana

Non solo food: a cavallo del fiume Tagliamento, tra i territori di Pordenone e Udine, si estendono Le Grave, terreni caratterizzati da depositi di materiale calcareo dolomitico di origine alluvionale. I vini di queste terre nascono letteralmente dai sassi. Il risultato è ottimo: dalle uve aromatiche di questi luoghi arrivano vini profumati, spesso fruttati, sempre eleganti, sia rossi che bianchi, dal Refosco dal Peduncolo Rosso al Friulano. Per scoprire le particolarità dei vini friulani esiste un percorso enoturistico nella provincia di Pordenone, grazie al quale scoprire tutto ciò che nel territorio parla di vino: dalle barbatelle di Rauscedo, giovani piante di vino già innestate, esportate in tutto il mondo, altro grande primato friulano, passando per la scoperta di antichi vitigni autoctoni riscoperti da viticoltori locali, come il Piculìt neri o il Forgiarìn, arrivando fino a Maniago, alla scoperta di cavatappi, lame e accessori per il vino, nel distretto della coltelleria più famoso d’Italia. Una strada, quella del vino, che passa addirittura attraverso due luoghi riconosciuti come patrimonio dell’umanità dall’UNESCO: le Dolomiti (foto in basso, crediti Gaudenzio Turismo FVG)  e l’abitato palafitticolo preistorico di Palù di Livenza.

visitare le Dolomiti friulane

Pordenone e la sua provincia non raccontano solo di tradizione, buon cibo e natura. L’antica Portus Naonis, definita la Manchester d’Italia, è un concentrato di storia industriale che ha pochi eguali in Italia: dai già citati opifici settecenteschi fino ai moderni colossi industriali tipo Zanussi e Locatelli. Nel suo territorio si concentrano tradizioni artigiane che rappresentano l’eccellenza italiana nel mondo. Già dicevamo prima di Maniago. È dai laboratori di questa piccola cittadina che, sin dal Medioevo, vengono creati alcuni tra i coltelli più belli del mondo (nella foto il Metamorphosis della Lionsteel, vincitore al Blade show di Atlanta 2016, la fiera di lame più importante al mondo). Per la cronaca, il piccolo paese friulano appartiene alla ristretta cerchia delle capitali mondiali del coltello, assieme alla vulcanica Thiers e all’iberica Albacete.

miglior coltello del mondo 2016 Metamorphosis LionSteel

Ci si sposta di qualche chilometro verso est e dalla capitale del coltello si passa alla città del mosaico. Siamo a Spilimbergo, e qui sorge quella che probabilmente è la scuola del mosaico più importante al mondo, famosa per aver diretto alcuni dei più grandi lavori mosaicali del mondo moderno: dalle realizzazioni al Foro Italico a quelle del Santo Sepolcro di Gerusalemme, sino alla realizzazione de La Saetta iridiscente, il mosaico di Ground Zero in memoria del dramma dell’11 settembre. La scuola organizza, oltre ai classici corsi di durata triennale per diventare mosaicista, anche corsi speciali per famiglie, hobbisti o semplici appassionati. Per info visita il sito scuolamosaicistifriuli.it

Mosaico scuola di Spilimbergo Pordenone

 

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IL TACCUINO DI AGENDA VIAGGI

Dove mangiare a Pordenone
Prosciutteria Fratelli Martin: nel pieno centro di Pordenone un posto caldo e informale dove gustare le bontà del territorio, dal classico Frico e polenta con Montasio e patate fino ai migliori prosciutti DOK Dall’Ava.
Il Bosco di Arichis: a San Martino Al Tagliamento, vicino a Spilimbergo, sorge una piccola oasi dove ricaricare le batterie nel bel mezzo della campagna friulana. Oltre alle 11 camere il Bosco di Arichis ha un’osteria e un ristorante di grande qualità.
Agriturismo Lago Orzaie: un paradiso naturale all’interno della Val Grande, territorio ricco di sorgenti e corsi d’acqua, con ristorante specializzato nella cucina della trota, rigorosamente servita senza spine. Il laghetto è aperto anche per la pesca sportiva. Con area pic-nic con barbecue, giochi per bambini e ampi spazi verdi. Si trova a Fontanafredda e apre solo dal venerdì alla domenica (gradita prenotazione); telefono 0434 569766

Le latterie pordenonesi che hanno partecipato al Concorso Nazionale Montasio 

Lattebusche – 5 stabilimenti di cui 2 nel pordenonese, a San Pietro in Gù e Camazzole. Possibilità di acquistare online dal sito internet

Caseificio Fratelli Badin – Fiume Veneto

Caseificio Dalla Torre di Burato A. & C. – Rivarotta di Pasiano

Caseificio Sociale Coop. Di Fontanafredda – Fontanafredda

Latteria sociale di Marsure – Castello d’Aviano

Latteria sociale di Maron – Maron di Brugnera

Latteria di Visinale – Pasiano di Pordenone

 

Ivan Burroni
ivan@agendaviaggi.com

 

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Ivan Burroni

Ivan Burroni

Personaggio dai mille interessi, la maggior parte dei quali ha una vita breve quanto quella di una farfalla Effimera. In mezzo al marasma di entusiasmo per le cose della vita tuttavia esistono delle costanti, tra le quali il viaggio e la scrittura. Sogna di unire alle sue due passioni anche l’altro grande amore: quello per la sociologia e lo studio dell’uomo. Cosa ama fare in vacanza? Affittare una vespa e girare senza meta, perdersi nella giungla cittadina o nella natura inesplorata di un luogo esotico e registrare impressioni su carta, magari su un tavolino che dà direttamente sull’oceano, con un bicchiere di vino in mano e la luce del tramonto che lentamente affievolisce per lasciare il posto all’ebbrezza della notte.