L’apertura a Rimini “Riviera Dream Vision-Itinerari di Moda” offre l’occasione ideale per organizzare un week end lungo alla scoperta di patrimoni Unesco, borghi storici e città marittime e ripercorrere le orme dei precursori della moda originari del territorio.
Milano, Italia.

Milano, Roma, Firenze …la moda italiana ha le sue capitale dove le collezioni vengono presentate al mercato secondo calendari internazionali. Ma poi ci sono i distretti, le filiere e le loro estensioni, dove la moda è produzione, territorio, lavoro, business e, allo stesso tempo, genio, estro, visione, arte, storia, cultura e tradizione.
Territori come l’Emilia Romagna dove dal 20 febbraio al 24 maggio i Palazzi dell’Arte di Rimini affacciati su Piazza Cavour (il duecentesco Palazzo dell’Arengo e il trecentesco Palazzo del Podestà ospitano “Riviera Dream Vision-Itinerari di Moda”, un’esposizione gratuita che rende omaggio ai 75 anni di storia del fashion nella regione.
La moda infatti è uno dei principali pilastri economici dell’Emilia Romagna, conosciuta anche come motor valley, food valley e wellness valley, ma è forse quello ad oggi meno riconosciuto al di fuori dei confini regionali.
L’iniziativa rappresenta quindi un’occasione perfetta per organizzare un week end lungo in riviera approfittando magari della bassa stagione e delle prossime giornate primaverili. Il tour ideale parte da Rimini per esplorare città patrimonio Unesco, borghi storici e città marittime, ripercorrere le orme dei precursori della moda originari del territorio e scovare i migliori spacci aziendali.

Il valore della Fashion Valley
Secondo lo studio “Il futuro del sistema moda in Emilia Romagna” pubblicato pochi giorni fa a cura di Enea, dell’Università di Bologna e della regione, il fashion made in Emilia Romagna rappresenta un giro d’affari di 7,2 miliardi complessivi e coinvolge oltre 20mila occupati. La fashion valley ha un forte posizionamento nell’alto di gamma (il 17% delle imprese sono posizionate nel lusso e un ulteriore 54% nella fascia alta del mercato) e annovera tra i suoi principali centri Carpi, Bologna e Reggio Emilia nell’ambito tessile e manifatturiero; Rimini, Ravenna e Forlì –Cesena nel calzaturiero e Modena e Bologna negli accessori e negli articoli in pelle.

Filo, finanza e arte in Emilia Romagna
A vantare origini nella regione è innanzitutto Max Mara (che opera con i brand Sportmax, Sportmax Code, Weekend Max Mara, Max Mara, Max & Co, Marella, Emme Marella, Pennyblack, Persona, iBlues, Marina Rinaldi), un colosso da quasi due miliardi di euro di giro d’affari. Il gruppo è stato fondato a Reggio Emilia nel 1951 da Achille Maramotti, lo stesso imprenditore che ha acquisito nel 1983 Banca Agricola trasformandola in Credem. A Reggio Emilia, su appuntamento, si possono ripercorrere i 75 anni di storia del gruppo visitando il Bai, Biblioteca e Archivio d’Impresa , mentre nella sede storica dell’azienda, in via Fratelli Cervi 66, è ospitata la Collezione Maramotti con duecento opere tra cui spiccano o Acconci, Francis Bacon, Jean-Michel Basquiat, Alberto Burri, Francesco Clemente, Tony Cragg, Tano Festa, Lucio Fontana, Piero Manzoni, Mario Merz, Luigi Ontani, Mimmo Paladino, Tom Sachs, Mario Schifano, Julian Schnabel e Bill Viola.
Affondano le origini nel territorio anche Aeffe Group (che opera con marchi di proprietà Alberta Ferretti, Philosophy di Lorenzo Serafini, Moschino e Pollini ) costituita nel 1980 da Alberta e Massimo Ferretti a San Giovanni in Marignano in provincia di Rimini; Furla, fondata nel 1927 a Bologna da Aldo e Margherita Furlanetto e a tutt’oggi controllata dalla famiglia; Piquadro (a cui oggi fanno capo anche i brand The Bridge e Lancel)partita da Porretta Terme nel 1987 su progetto di Marco Palmieri e Stone Island (oggi gruppo Moncler), uno dei marchi simboli degli Anni ’80 che, da sempre, ha la sede operativa in provincia di Modena, a Ravarino, dove è ospitato anche l’archivio storico con i capi distintivi che hanno contribuito a creare l’eredità del brand fin dalla sua fondazione nel 1982.
Non solo. Twinset, Gilmar Divisione Industria (che tra i brand di riferimento annovera tra l’altro Iceberg) e il gruppo Teddy (a cui tra l’altro fa riferimento il brand Rinascimento) nell’abbigliamento fino alla Società Manifattura Tessile, Millefili e al gruppo Dondi (gruppo Ermenegildo Zegna) nel tessile, sono alcune delle numerose le imprese che in Emilia Romagna gestiscono attività di produzione e confezionamento.

Le eccellenze calzaturiere di San Mauro Pascoli
A rappresentare il fashion nella regione, sono infine le calzature di lusso di San Mauro Pascoli e dintorni. Il paese oltre ad aver dato i natali a Giovanni Pascoli (di cui si può visitare la casa museo e la Torre, Villa Torlonia), è considerato a tutti gli effetti la patria del calzaturiero di alta gamma grazie allo sviluppo del settore, nato a fine ‘800 ed esploso con il boom economico degli Anni ’50, e alla presenza di brand come Baldinini, Casadei, Gianvito Rossi (gruppo Richemont), Giuseppe Zanotti, Pollini (gruppo Aeffe), Sergio Rossi (gruppo Lanvin) e Piero Zamagni. Le scarpe del distretto sono caratterizzate dall’utilizzo di materie prime pregiate e valorizzate da produzioni artigiani. Per gli amanti dello shopping, San Mauro Pascoli, Savignano sul Rubicone e Gatteo offrono numerose tentazioni tra i diversi spacci aziendali presenti in zona.

Dieci brand per due percorsi espositivi “Riviera Dream Vision”
Riviera Dream Vision si concentra su dieci marchi “made in Romagna” per raccontare la storia del distretto di Rimini e della sua riviera dagli Anni ’50 ad oggi: Alberta Ferretti (Aeffe Group), Fuzzi (Ammamaria Fuzzi), Iceberg (gruppo Gilmar), Moschino (Aeffe Group), Baldinini, Casadei, Gianvito Rossi, Giuseppe Zanotti, Pollini e Sergio Rossi. L’iniziativa, ideata e coordinata da Katia Bartolini e a cura di Chiara Pompa, ha raccolto 80 abiti e 120 calzature oltre a bozzetti, figurini e campagne pubblicitarie, campioni tessili, fotografie storiche, video di sfilate e installazioni interattive per percorrere due filoni narrativi: “identità e memoria” il primo e “vocazione internazionale e immaginario mediatico” il secondo.

Il filo rosso dell’esposizione, che apre per la prima volta al pubblico in forma unitaria gli archivi di impresa del Distretto Moda Romagnolo, è l’immaginario di Rimini e della sua riviera.
In mostra ci sono lo stivaletto disegnato per Michael Jackson per il video “Bad” e quello ideato per Beyoncè Knowles, di Giuseppe Zanotti, accanto al blouson indossato da Andy Warhol per la Campagna di J.C. de Castelbajac (prodotta da Iceberg) del 2006, ispirata alla Pop Art; una selezione di abiti di Alberta Ferretti indossati da protagoniste della musica, del cinema e dello spettacolo sui red carpet internazionali, a testimonianza di una moda riconoscibile e senza tempo; abiti iconici, installazioni scenografiche e trompe-l’œil e sette quadri originali di Franco Moschino oltre alle riletture contemporanee firmate da Jeremy Scott e Adrian Appiolaza; calzature iconiche dagli Anni ’50 in poi.
Non poteva mancare infine un richiamo a uno dei più celebri cittadini di Rimini, Federico Fellini. In mostra sono infatti presenti i costumi ideati per “Casanova” realizzati dallo scenografo e costumista emiliano Danilo Donati, premiati quali migliori costumi dall’Oscar nel 1977.
Per approfondire l’eredità di Fellini e chiudere idealmente il viaggio nella bellezza del fashion dell’Emilia Romagna, si può infine visitare, sempre a Rimini, il museo dedicato e distribuito tra Castel Sismondo, Palazzo del Fulgor e Piazza Malatesta.
Photo courtesy of Ufficio Stampa Apt Servizi




