Un viaggio nel cuore della meeting industry tra crescita record, primati territoriali e una visione culturale che consacra la laguna a capitale internazionale del turismo d’affari.
Venezia, Italia.
La meeting industry regionale vive una stagione di straordinario fervore, confermandosi un pilastro strategico per l’economia e la promozione culturale. I dati elaborati dall’Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi (OICE) — giunto alla quarta edizione grazie alla promozione di Federcongressi&eventi in collaborazione con Regione Veneto, Vela Spa, Venice Region Convention Bureau Network e realizzata da ASERI dell’Università Cattolica — delineano il profilo di un comparto in costante evoluzione.

Lucas Pavanetto
Un settore inarrestabile tra crescita e presenze
Il bilancio del 2025, presentato all’Hampton Hotel by Hilton Isola Nova alla presenza delle autorità regionali e comunali, restituisce una fotografia estremamente positiva. Con 37.967 eventi complessivi in Veneto — in aumento dell’11,7% sul 2024 —, la regione intercetta il 39% degli eventi del Nordest e il 10% di quelli italiani, generando il 6,8% delle presenze alberghiere regionali. Nell’introduzione alla ricerca, il Vicepresidente e Assessore al Turismo della Regione Veneto, Lucas Pavanetto, ha sottolineato come i quasi 2,9 milioni di partecipanti registrati confermino la solidità del settore e la capacità del territorio di attrarre non solo turismo leisure, ma convention ed eventi di respiro internazionale, puntando su una qualità dell’offerta che valorizza città d’arte e sistema dell’accoglienza.
Guidato dalle imprese come principali promotori, il panorama vede prevalere gli eventi a carattere locale (56,5%), seguiti da quelli nazionali (31%) e dalla crescita della componente internazionale (12,5%).

Gabriella Gentile
Il primato di Venezia e il traino della laguna
A guidare questa scalata è la provincia di Venezia, prima in classifica con 12.512 eventi e 955.041 partecipanti, con crescite del 28,1% e del 24,2% e un totale di 1.293.693 presenze (+18%), seguita da Verona (8.671 eventi) e Padova (6.828 eventi).
Il territorio veneziano si conferma il polo più attrezzato d’area vasta con 128 sedi congressuali (tra cui dimore storiche, sale meeting, spazi fieristici e auditorium), capaci di generare il 4,3% delle presenze alberghiere cittadine. Sulla stessa linea l’Assessore al Turismo del Comune di Venezia, Silvia Peruzzo Meggetto, ha evidenziato come il MICE rappresenti un segmento di sviluppo strategico capace di destagionalizzare i flussi e promuovere l’immagine della città come capitale dell’innovazione e delle relazioni globali. La Presidente di Federcongressi&eventi, Gabriella Gentile, ha inoltre rimarcato come i numeri di Venezia siano il frutto degli investimenti e della motivazione di istituzioni e imprenditori locali.

Silvia Peruzzo Meggetto
Prospettive, Lido e grandi eventi internazionali
Le previsioni indicano un’ulteriore crescita di eventi, fatturato e addetti per il 2026. I mesi di maggio, settembre e ottobre risultano i più richiesti, trainati da convegni medico-scientifici, bancario-finanziari e da un segmento wedding in forte espansione, con quasi il 50% delle richieste estere.
Per Venezia la destinazione privilegiata resta il polo congressuale del Palazzo del Cinema e del Palazzo del Casinò al Lido, i cui spazi sono stati recentemente rinnovati con impianti tecnologici moderni per ospitare oltre 3.000 persone tra congressi, convention e cene di gala. A tal proposito, il Direttore generale di Vela Spa Fabrizio D’Oria ha ricordato l’impegno costante dell’attività di marketing lungo tutto l’arco dell’anno, evidenziando il momento di grande visibilità internazionale previsto dal 24 al 27 novembre, quando la città lagunare sarà host city delle edizioni 2026 e 2027 del Best Event Award Italia e World, i massimi appuntamenti globali per il settore degli eventi. L’incontro si è concluso con i contributi di Enrico Jesu, Giuliano Vantaggi e Marco Gottardo, e il networking inaugurale del B&B Hotel Venezia Laguna.
Photo courtesy of MICE



