Alla scoperta di Trieste

TRIESTE, CITTA’ DI PORTO A POCHI CHILOMETRI DAL CONFINE SLOVENO

Scritto da Pamela Cazzaniga on . Postato in viaggi senza barriere

Alla scoperta di Trieste

E’ situata tra la penisola italiana e quella istriana, fa da capoluogo alla regione autonoma Friuli Venezia Giulia ed il suo porto risulta essere il più settentrionale del Mare Adriatico. Il centro di Trieste non è molto esteso e le sue attrazioni sono visitabili in un giorno: volete scoprire come? A seguire tutte le info dettagliate.

Alla scoperta di Trieste

Trieste, Italia.
Trieste, città portuale capoluogo del Friuli Venezia Giulia, è situata a pochi passi dal confine sloveno che corre lungo l’altipiano del Carso, caratterizzato da roccia calcarea. Proprio per la sua posizione geografica è sempre stata contesa sia dall’Italia che dalla Slovenia. Il suo centro storico presenta evidenti influenze italiane e slovene ma anche austro-ungariche. Rappresenta da moltissimi anni un ponte tra l’Europa occidentale e quella centro-meridionale, fondendo caratteri mediterranei, mitteleuropei e slavi. Con 205.000 abitanti è il quindicesimo comune italiano per popolazione.

Ho testato il centro e le sue attrattive in sedia a rotelle, nonostante la città sia ben servita dai mezzi pubblici (bus accessibili con pedana). Ho parcheggiato l’auto in uno dei posteggi per disabili situati di fronte al Molo Audace, a pochi passi da Piazza Unità d’Italia. Ho montato il mio Triride (ruotino elettrico da attaccare alla sedia a rotelle) e ho iniziato il mio itinerario. Mi sono fermata qualche minuto al molo, che separa il bacino di San Giorgio da quello di San Giusto del Porto Vecchio, per scattare qualche fotografia. La sua lunghezza raggiunge i 246 metri e dalla sua stretta passerella, totalmente accessibile in carrozzina, si ha una meravigliosa vista sulla adiacente piazza e sul resto della città. Attualmente il Molo Audace è il punto d’attracco per le imbarcazioni di passaggio che sostano per breve tempo. E’ molto frequentato anche dai più romantici che amano ammirare i tramonti dalle mille sfumature. Ho attraversato la strada a sinistra e mi sono trovata di fronte ad una delle piazze più affascinanti che abbia mai visto: Piazza Unità d’Italia. Oltre ad essere la piazza principale della città è anche la più grande d’Europa aperta sul mare. Simboleggia l’ultima ostentazione di potere di un grande impero quasi al termine del suo dominio ma che ha contribuito a rendere Trieste solida e forte. Inizialmente fu chiamata Piazza San Pietro, successivamente prese il nome di Piazza Grande ed infine fu denominata Piazza Unità nel 1918 quando la città venne annessa al Regno d’Italia. Di pianta rettangolare si apre da un lato sul Golfo di Trieste ed è circondata da numerosi palazzi: il Municipio, il Palazzo della Giunta del Friuli Venezia Giulia e la Prefettura. E’ stata completamente ristrutturata tra il 2001 e il 2005 e numerosi fari blu a led la illuminano magicamente la sera. Proprio di fronte al Municipio è posizionata la Fontana dei quattro continenti rappresentante l’Europa, l’America, l’Africa e l’Asia.

Svoltando alla sinistra del Municipio ho proseguito per Piazza della Borsa, dove tutt’attorno si susseguono bar e negozi. E’ ritenuta il secondo salotto buono della città ed è stata il centro economico di Trieste per tutto il XIX secolo. Presenta una forma irregolare tanto che da un lato segue la linea leggermente curva delle antiche mura. Dall’altro lato padroneggiano gli edifici del Tergesteo e della Borsa, oggi sede della Camera del Commercio. La piazza è pedonalizzata con al centro la colonna con la statua dell’imperatore Leopoldo I e con la fontana di Nettuno risalente al 1755. I marciapiedi sono accessibili in carrozzina tramite delle rampe. Attraverso i portici sul lato destro della piazza e giro nuovamente a destra trovandomi davanti al Teatro Romano situato ai piedi del Colle di San Giusto. L’accesso è vietato ma i resti sono ben visibili dall’esterno. Qui accanto vi è un posteggio coperto e coloro lasciano la propria auto all’interno del parking possono usufruire dell’ascensore per accedere al Santuario si Santa Maria Maggiore e all’adiacente Basilica di San Silvestro. Chi invece, come me, decide di effettuare il giro in sedia a rotelle si trova i due complessi al di sopra, e per salire vi sono numerose scale. Non ho potuto quindi appurare se, una volta in alto, vi sono rampe per entrare nel santuario e nella basilica o meno. 

Alla scoperta di Trieste

Ho proseguito dritto per pochi metri e ho svoltato a sinistra in una stradina dove c’è un ristorante. Ho continuato sulla sinistra (strada in salita a ciottoli irregolari) e mi sono trovata davanti all’Arco di Riccardo, che in passato fu una delle porte della Tergeste Romana (nome di Trieste durante l’Impero Romano). Risale al 33 a.C. Piazza Barbacan, dove si trova l’arco, è piccola e piena di dislivelli. E’ faticosa da percorrere in sedia a rotelle. Ho svoltato nuovamente a sinistra ed ho percorso una salita lunga ed a tratti con ciottoli grossi e scivolosi, fastidiosi anche per il mio ruotino elettrico Triride. Sono giunta così sulla sommità del Colle di San Giusto dove si trova l’omonima cattedrale. All’esterno della cattedrale vi sono due posteggi per disabili. La Cattedrale di San Giusto è accessibile in sedia a rotelle tramite una rampa posizionata sul lato sinistro della facciata. L’ingresso alla cattedrale è gratuito. Se l’esterno vi sembra semplice, con solo un rosone decorato di pietra carsica, l’interno è ricco di mosaici ed icone. Accanto alla cattedrale sorge il Castello di San Giusto, dove ha sede il Museo del Castello. L’ho ammirato solo esternamente non informandomi se gli interni siano accessibili in carrozzina o meno. Nei pressi del castello di possono contemplare ad occhio nudo i resti della basilica romana ed il Parco della Rimembranza, quest’ultimo accessibile tramite tre gradini. Sul lato sinistro della cattedrale, dove si trova la rampa d’accesso per disabili, c’è la fermata del pullman. Così ho deciso di tornare in centro in bus, verificandone anche l’accessibilità. L’autista mi ha detto che tutti i pullman di Trieste sono stati resi accessibili con rampe e posto a bordo per la sedia.

Dal bus scendo nuovamente sul Molo Audace, ma questa volta mi sposto verso il Borgo Teresiano, quartiere di Trieste posto sulle sponde del Canal Grande. In realtà il canale non è poi così grande, anzi somiglia ad un rigolo d’acqua dove alcune vecchie barche sostano indisturbate. Bello però il gioco di specchi che fanno le case che riflettono nell’acqua. In questa zona vi sono un paio di ponti da dove si riesce a fotografare bene la Chiesa di Sant’Antonio. Proseguo fin qui ma non visito la chiesa in quanto chiusa (non ho notato nessuna rampa d’ingresso). Giro a destra e mi imbatto nel bellissimo tempio Serbio Ortodosso di San Spiridione. Gli esterni sono davvero molto particolari, ma il tempio non è visitabile internamente.

Alla scoperta di Trieste

IL TACCUINO DI AGENDA VIAGGI

Imperdibile
Il castello di Miramare. E’ citato da Giosuè Carducci, nell’omonima poesia, come “Nido d’amore costruito in vano”. Fu voluto dall’arciduca Ferdinando Massimiliano d’Asburgo nel 1850, è affacciato sul mare e presenta numerosi spazi verdi. L’unica zona interna accessibile in sedia a rotelle è il piano terra dove si trovano gli appartamenti dell’arciduca e della consorte Carlotta. All’esterno l’immenso parco è uno dei luoghi preferiti dai visitatori ma il percorso non è totalmente praticabile in carrozzina. Il castello dista 8 km da Trieste. Risiera di San Sabba. E’ stato un lager nazista utilizzato come campo di detenzione di polizia e anche come transito e per l’eliminazione dei detenuti politici o ebrei. Le vittime, stimate tra le 3000 e le 5000, venivano fucilate, impiccate, avvelenate con i gas oppure uccise con colpi di mazza alla nuca. Nel lager vi era anche un forno crematorio che veniva utilizzato per bruciare i cadaveri. Oggi l’intero complesso è diventato un museo e nel 1965 è stato dichiarato monumento nazionale. Parzialmente accessibile in sedia a rotelle tramite delle rampe mobili posizionate al momento dal personale.

Dove mangiare
Caffè degli Specchi, bar affacciato si Piazza Unità d’Italia. Storico locale dell’800 con elegante bancone in legno e tavolini esterni sulla piazza. Ottimo per dolci, snack e aperitivi. Osteria di mare alla Voliga. Locale a gestione familiare che propone piatti di pesce tra le reti da pesca e i salvagenti. Arredi spartani ma ambiente accogliente. Bracerie Venete Trieste. Propone piatti della cucina italiana, mediterranea, europea e steakhouse. Servizio impeccabile e vini eccellenti. Piatto consigliato: carne cruda con combinazioni di salse.

Dove dormire
Savoia Excelsior Palace Trieste. Sito nel centro della città e affacciato sul Golfo Di Trieste. E’ ospitato in un edificio storico con architettura del XIX secolo. La hall di questo imponente hotel vanta colonne di marmo e specchi. Il suo stile classico e il design contemporaneo lo rendono elegante ed esclusivo. Il bar Le Rive, con vista panoramica sul golfo, è abbellito da un soffitto a conchiglia mentre il ristorante propone piatti locali. Dista 900 metri dalla stazione ferroviaria e a 40 minuti di auto dall’aeroporto Ronchi dei Legionari. Dispone di camere handicap-friendly.

Ulteriori informazioni: https://www.turismofvg.it/

Pamela Cazzaniga

Pamela Cazzaniga

Solare, vivace ed esuberante ama da sempre le lingue e i viaggi. Vive in provincia di Lecco, vicina alla soglia dei 40 anni è da 18 su una sedia a rotelle a causa di un brutto incidente stradale. Dopo aver superato il trauma ha ripreso a girare il mondo e, sull’onda di questa grande passione, nel 2014, ha aperto un blog “ilmondodipamela.it” per stimolare i disabili a viaggiare. Felice di collaborare con Agendaviaggi che le permette di realizzarsi come donna, viaggiatrice ma soprattutto come disabile. Il suo motto è “crederci sempre arrendersi mai!”