Dal 24 al 27 settembre il centro capoluogo piemontese ospita la 16ª edizione della manifestazione firmata Slow Food. Un ricco calendario tra Laboratori del Gusto, chef internazionali, riduzioni degli sprechi e la ricerca dell’Università di Pollenzo.
Torino, Italia.
Nel pieno dell’estate, quando si iniziano a sognare le prossime mete e si cercano nuove ispirazioni per la tavola, Torino si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più attesi dagli amanti del cibo e dei viaggi. Dal 24 al 27 settembre 2026, il centro della città diventerà la capitale mondiale della gastronomia sostenibile con la 16esima edizione di Terra Madre Salone del Gusto. Organizzata da Slow Food, Regione Piemonte e Città di Torino, con il patrocinio del Masaf e di Ismea, la manifestazione si presenta quest’anno sotto il payoff Biodiversity – Be Diversity, invitando tutti a esplorare sapori, culture e tradizioni di ogni angolo del pianeta attraverso Laboratori del Gusto, Appuntamenti a Tavola e degustazioni guidate.

Dai mieli caucasici alle erbe della Corea: le esperienze nei Laboratori del Gusto
Il viaggio sensoriale di Terra Madre inizia in Azerbaigian, dove tra le foreste e le montagne di Ləkit nasce un miele unico da flora spontanea. Sarà protagonista di dolci tradizionali come l’halva di grano garagilchig con pere e nocciole Atababa, il govut di cereali tostati e un delizioso sciroppo al miele (L’Azerbaijan al sapore di miele). Ci si sposta poi sull’isola vulcanica di Ulleung, in Corea del Sud, per scoprire la raccolta dei namul, erbe spontanee raccolte dalle donne su pendii ripidissimi: dall’aglio di montagna myungyi al raro samnamul, pianta dal sorprendente gusto di carne (Le erbe dell’isola di Ulleung).
Il percorso procede con la degustazione comparativa Cacao Latitudes, che analizza come il frutto cambia carattere dalla fava alla tavoletta attraverso Repubblica Dominicana, Uganda, Costa d’Avorio e Bali. Per gli amanti dei profumi mediterranei, l’Anatolia propone un menu dedicato a olive e vino (Il sapore dell’Anatolia), con ricette storiche abbinate a vitigni autoctoni, mentre l’America Latina mette in mostra le uve Criolla, specchio della biodiversità vitivinicola di Argentina, Cile e Bolivia (Criolla criolla! Storie di uve dall’America Latina).

Biodiversità nei piatti: dalla penisola dello Yucatán alla cucina persiana
La cucina incontra l’impegno ambientale grazie alle storie dei cuochi internazionali. Dalla riserva di Sian Ka’an in Messico, la cuoca dell’Alleanza Slow Food Lucía Guadalupe “Lucy” Cosgaya Valladares propone la sua cucina legata al pescato locale, come il tikinxic (filetto di pargo o barracuda in masa de maíz e arancia amara) e la crema di cocco e cannella. Lo chef Matthew Beaudin affronta invece la sfida del granchio blu, specie invasiva trasformata in risorsa gastronomica accostata a burro nocciola, Parmigiano Reggiano, miele di castagno e nocciole piemontesi.
La lotta allo spreco è al centro dell’incontro Terra e Sale, firmato Tempi di Recupero, che vede dialogare lo chef Valerio Lucci (Locanda dell’Orsiera) e Simone Giampaoli (Fuorirotta): un incrocio tra il “quinto quarto” delle Alpi piemontesi e i salumi di mare della costa ligure. Infine, il docente e cuoco iraniano Jalal Zavareh svela i segreti della cucina persiana preparando lo Zereshk Polo ba Morgh-e Zaferani (riso allo zafferano con pollo e bacche di zereshk) e il dolce Halva-ye Havij-e Zaferani a base di carote e zafferano.

L’innovazione gastronomica: i progetti firmati UNISG Pollenzo
L’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo porta a Terra Madre la ricerca di studenti e alumni. Un laboratorio globale esplora i pani d’Africa e Asia abbinati ai prodotti dell’Arca del Gusto, mentre l’alumno Ivo Freeman guida alla scoperta del sidro britannico (La mela che parla di vino). Lo spazio dedicato all’imprenditorialità racconta il successo della kombucha artigianale Kombrù di Paolo Brussino, il progetto sui dumpling e baozi Tuttofabrodo di Elisa Neri e l’esperienza della torrefazione torinese Santaromero, ideata da Gabriela Montañez e Francesco Anastasi per comprendere il caffè colombiano dalla genetica alla tazza.
I partner della 16ª edizione
L’evento è reso possibile dal supporto di una ricca rete di realtà aziendali e istituzionali. Main Partner: Acqua S. Bernardo, BBBell, Camera di commercio di Torino, Iren, Pastificio Di Martino, QBA – Quality Beer Academy e Reale Mutua. In-kind Partner: Bormioli Luigi, Coop Italia, IP Industrie e Ntt Data Italia; Green Partner: Consorzio Ricrea e PEFC Italia; Area Partner: Alberto Marchetti, Arix Professional, Baratti&Milano, Caffè Costadoro, Consorzio del Parmigiano Reggiano, Sebach e Tucano. Hospitality Partner è Federalberghi Torino, Mobility Partner Bus Company. Collabora Turismo Torino e Provincia. Nikon è Media Partner, l’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale (ICPI) è Partner Culturale. L’evento si avvale del supporto di Consulta delle Fondazioni di origine bancaria di Piemonte e Liguria, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, ICE, del contributo dell’UE (programma LIFE), IFAD, W.K. Kellogg Foundation, Meatless Monday e GIZ.
Photo courtesy of laWhite Ufficio Stampa per Terra Madre Salone del Gusto 2026




