Probabilmente l’edificio palladiano più iconico al mondo -e che tutto il mondo copia e invidia- “La Rotonda” è un sito patrimonio dell’UNESCO. Progettata da Andrea Palladio per Paolo Almerico, la villa veneta è indiscutibilmente luogo di rara bellezza. Visitata da poeti e artisti, regnanti e uomini di stato, studiosi e amanti dell’arte, viaggiatori e turisti da tutto il mondo, La Rotonda, dopo il bonus facciate, oggi, grazie ai fondi del PNRR, porta a compimento il suo spazio verde, attraverso la restaurazione del Boschetto romantico.
Vicenza, Italia.
Villa La Rotonda nasce dall’incontro tra due grandi menti: il genio creativo di Andrea Palladio e la visione raffinata del nobile vicentino Paolo Almerico. Quest’ultimo, nel 1565, affidò all’architetto il compito di progettare una dimora straordinaria, da erigere su un colle alle porte di Vicenza. Il risultato è una Villa che trascende i confini della semplice residenza di campagna. La Rotonda è un vero e proprio tempio dedicato all’uomo cinquecentesco, un’opera che incarna alla perfezione l’ideale rinascimentale di armonia e proporzione.

La Rotonda, icona palladiana: le origini
Villa La Rotonda è conosciuta in tutto il mondo come l’esempio più celebre di Villa Veneta a pianta centrale, un’icona dell’architettura universale. La sua perfetta simmetria e l’armonia con il paesaggio circostante la rendono un’opera senza tempo.
Né Palladio né Almerico videro la Rotonda completata: alla morte dell’architetto nel 1580 subentrò nella direzione del cantiere Vincenzo Scamozzi (1548-1616), suo discepolo e progettista raffinato. Sua è l’aggiunta della lunga barchessa lungo il viale di accesso alla villa e il completamento della cupola, non più semisferica come nel progetto palladiano, bensì con una volta ribassata con oculo centrale ispirata al Pantheon di Roma.
Alla morte di Paolo Almerico nel 1589 la villa passò al figlio naturale Virginio, che la tenne solo per due anni prima di cederla ai fratelli Odorico e Mario Capra: nel 1605 si conclusero i lavori di costruzione.
La famiglia Capra, stirpe di nobili vicentini, conservò la villa fino agli inizi dell’Ottocento. Dal 1818 Villa Almerico Capra subì diversi cambi di proprietà, venne danneggiata durante gli assalti austriaci del 1848 a Vicenza e più volte restaurata, fino all’acquisto da parte della famiglia Valmarana nel 1912.

Il riconoscimento UNESCO
La Rotonda è un’icona di fama mondiale, ma per i Valmarana anche una casa. Il conte Andrea Valmarana la acquistò in pessimo stato nel 1912, abitandola con la famiglia nei mesi estivi fino agli anni ‘70. Durante la Seconda guerra mondiale fu parzialmente occupata dai Tedeschi e danneggiata dallo scoppio delle numerose bombe cadute nelle vicinanze. Nel 1994 è arrivato il prestigioso riconoscimento dell’UNESCO, primo monumento palladiano ad essere dichiarato Patrimonio dell’Umanità, seguito dal sito “La città di Vicenza e le ville del Palladio in Veneto”.
Il progetto del restauro architettonico: Ingegnere Filippo Giustiniani
La Filippo Giustiniani & Partners srl creata dall’ing. Filippo Giustiniani e dall’arch. Barbara Villari trent’anni fa, durante il corso dei lavori di restauro delle facciate di Villa Capra detta La Rotonda di Andrea Palladio a Vicenza, suggerì al responsabile della Fondazione La Rotonda, il Conte Nicolò Valmarana, di partecipare al bando PNRR Componente M1C3 Turismo e Cultura 4.0 Investimento 2.3 “Programmi per valorizzare l’identità dei luoghi: parchi e giardini storici”, che aderì con entusiasmo.
Il progetto preliminare può essere così sintetizzato:
1) Restauro del bosco sul fianco ovest della collina su cui sorge la villa;
2) Consolidamento del muro di confine del bosco verso ovest pericolante che funge da muro
di contenimento del parco in quella zona;
3) Recupero delle vedute paesaggistiche dalle facciate della villa in particolare di quella
verso ovest;
4) Realizzazione di sentieri di visita nel bosco;
5) Recupero archeologico della vecchia cedraia posta sul lato ovest ed appoggiata al muro
di contenimento della cantina;
6) Restauro dei vialetti e spiazzi in particolare quello a protezione delle antiche cantine e
scale di accesso attualmente in lastroni di cemento degradato e fessurato;
7) Restauro del portale d’ingresso della villa;
8) Restauro della statuaria, in particolare sul viale di ingresso;
9) Miglioramento dell’accesso alle persone con disabilità;
10) Consolidamento del muro di contenimento ingresso principale alla villa;
La domanda ottenne una collocazione di primissimo livello rispetto alle domande presentate (11° su oltre 1000 domande). Nella fase cantieristica, e in particolar modo durante la campagna rilievi archeologici, sono emerse le fondazioni della facciata della cedraia che avevamo ipotizzato potesse essere collocata a nord-ovest della villa sulla base della presenza di mensoloni in pietra di trachite inseriti nella parte alta del muro di contenimento della cantina interrata.

Il restauro paesaggistico del Boschetto: Annachiara Vendramin
Il progetto di restauro paesaggistico del giardino della Rotonda è un progetto conservativo, filologico, che consentirà la fruibilità del parco in sicurezza e con un’attenzione particolare all’inclusività. il boschetto, di origine fine ottocentesca, con un’estensione di oltre un ettaro, è stato censito (circa 250 alberi) e classificato dal punto di vista botanico dei suoi esemplari arborei.
Il Progetto Educational: Pamela Bettiol e Tiziana Spinelli
Villa La Rotonda, con il suo giardino e il boschetto romantico saranno da oggi al servizio dell’attività scolastica: uno strumento rivolto alla funzione educativa e culturale, con un affaccio etico sull’ormai imprescindibile questione ambientale. Tante attività le didattiche pensate per le nuove generazioni, puntando quindi all’accrescimento di una cultura rivolta alla tutela paesaggistica. Per questo è stato creato un catalogo guida che, grazie ad una grafica facile e immediata, permette di individuare quale, tra i diversi percorsi proposti, risulta più consono al proprio progetto formativo. È grazie all’Unione Europea e ai fondi del PNRR che si è potuto procedere all’ideazione di questa innovativa proposta didattica, attività formativa che entra per la prima volta nella storia della Rotonda.
Il progetto di comunicazione: Matteo Zamboni di Amplificatore Culturale s.n.c.
Amplificatore Culturale è un’agenzia specializzata in progetti di comunicazione, promozione e sviluppo del territorio attraverso la partecipazione e il coinvolgimento diretto del pubblico, la costruzione di reti e sinergie, l’utilizzo del design thinking e un mix tra strumenti digitali e analogici. Fondata nel 2010, è specializzata nell’ambito sociale e culturale dopo anni di fondamentale esperienza in ambito associativo.

Una nuova app per una visita guidata personalizzata
In occasione della riqualificazione dei giardini, la Fondazione La Rotonda S.r.l. presenta l’innovativa app per Villa La Rotonda, sviluppata da Voler.ai, il nuovo progetto di intelligenza artificiale di Lino’s & Co S.r.l.
L’app offrirà percorsi audio personalizzabili in base agli interessi e alle esigenze di ciascun visitatore. Sempre grazie all’intelligenza artificiale, sarà inoltre possibile soddisfare curiosità specifiche tramite un chatbot interattivo. Utilizzando la nuova app sarà possibile esplorare la Villa accompagnati direttamente dalla voce di Palladio o di altri illustri protagonisti come la Contessa Giustina Galvagna in Valmarana che l’ha abitata alla fine dell’800 e potrà svelare tutti i segreti dei giardini. Con mappe interattive e percorsi su misura, i visitatori potranno esplorare autonomamente le ricchezze botaniche, storiche e architettoniche di Villa La Rotonda. Disponibile per dispositivi Apple e Android, l’app prevede aggiornamenti costanti per arricchire e migliorare l’esperienza nel tempo.
INFO
Per informazioni e dettagli, consultare www.villalarotonda.it
Credit Foto courtesy of Villa La Rotonda



