Nel cuore del distretto delle 5 Vie, a pochi passi dalla Pinacoteca Ambrosiana, debutta Residenza del Cardinale: 28 camere e suite ricavate in un palazzo del XIII secolo, prima apertura milanese di The Meliá Collection nel segmento delle residenze private di lusso. Tra arte, architettura storica e la cucina piemontese dello chef Carlo Zarri, un indirizzo pensato per chi cerca l’intimità di una casa senza rinunciare al servizio di un grande albergo.
Milano, Italia.
C’è un modo di abitare Milano che non passa dalle grandi hall né dai lobby bar affollati, ma da un portone discreto nel distretto più antico della città. È qui, tra le viuzze delle 5 Vie, che ha aperto a settembre Residenza del Cardinale, nuovo indirizzo firmato The Meliá Collection — la selezione di hotel di charme del gruppo Meliá Hotels International — che con questo debutto segna due primati insieme: l’arrivo del brand a Milano e il suo ingresso nel segmento delle residenze private per vacanza, affiancandosi alla proprietà sorella Tenuta di Artimino, in Toscana.

Un palazzo del Duecento, restituito alla città
Residenza del Cardinale occupa un edificio che risale al XIII secolo, a pochi passi dalla Pinacoteca Ambrosiana, e arriva al debutto dopo un importante intervento di restauro firmato da Studio Simonetti insieme a Progetto CMR. Il risultato è un equilibrio non scontato tra conservazione e contemporaneità: il patrimonio storico dell’edificio è stato valorizzato, mentre l’efficienza energetica e i comfort più moderni sono stati integrati senza tradire l’anima del luogo.
A raccontarne la genesi progettuale è Massimo Simonetti, fondatore e CEO dello studio che porta il suo nome: «Il passaggio da residenza privata a una soluzione di camere e suite adibite all’accoglienza di viaggiatori internazionali è stato concepito come una trasformazione silenziosa», spiega, descrivendo un intervento che ha riportato unità narrativa in spazi un tempo frammentati in appartamenti. «Non un restauro nostalgico, ma una riattivazione culturale», sottolinea Simonetti, per il quale il vero lusso, in questo progetto, «non è ostentazione, ma è la qualità dello spazio, il silenzio dei materiali e la coerenza di un pensiero che va dal generale al dettaglio più minuto».
Sulla stessa linea Massimo Roj, Founding Partner & CEO di Progetto CMR, per cui ogni edificio storico rappresenta «un patrimonio da preservare, ma anche una straordinaria opportunità per costruire il futuro delle città» — un principio di rigenerazione che, come racconta, significa «dare continuità alla storia, non limitarci a conservarla».

Nel cuore pulsante del distretto delle 5 Vie
La posizione non è un dettaglio secondario. Il distretto delle 5 Vie, il più antico di Milano, custodisce gallerie d’arte, botteghe di artigianato e antiquariato, atelier e studi d’artista, accanto a negozi di moda e design contemporanei noti per una forte vocazione alla ricerca — e Residenza del Cardinale vi si inserisce con accesso preferenziale, diventando un punto di osservazione privilegiato su questa Milano meno battuta dai flussi turistici tradizionali.
Non è un caso che proprio qui, in antichità, sorgesse il Foro Romano, nucleo da cui si sarebbe sviluppata la vecchia Milano fino a raggiungere Piazza Duomo. Lo ricorda Beppe Fumagalli, imprenditore e proprietario della struttura: «Residenza del Cardinale è profondamente legata alla storia di Milano. Abbiamo ridato vita alla Residenza con un tocco classico, preservando il sapore della vecchia Milano. Un punto ideale per godersi la tranquillità pur restando nel pieno centro della città».

Ventotto camere, lo stile di una casa privata
Gli ospiti internazionali trovano qui 28 camere e suite, tra cui 3 Penthouse signature con terrazzo privato, arredate secondo uno stile che intreccia eleganza classica e tocchi contemporanei, capace di rendere ogni ambiente riconoscibile nella propria unicità. Il progetto nasce come un omaggio contemporaneo al Cardinale Federico Borromeo, visionario fondatore della Pinacoteca Ambrosiana nel 1618 — una delle gallerie d’arte più antiche al mondo, che custodisce tesori come il Codice Atlantico di Leonardo da Vinci insieme a capolavori di Caravaggio, Raffaello, Botticelli e Tiziano. La Residenza ne reinterpreta l’eredità attraverso il linguaggio dell’ospitalità, trasformando il soggiorno in un’occasione per osservare Milano con lo stesso sguardo curioso e colto che animava lo studioso e mecenate.

Nocciola Restaurant & Bar, il Piemonte in tavola
Ad affiancare la Residenza è l’intimo Nocciola Restaurant&Bar, affidato alla supervisione dello chef piemontese Carlo Zarri: 40 coperti interni, a cui si aggiungono altri 30 posti nel suggestivo dehors ricavato nella corte interna storica, curata da un progetto di landscape design.
La cucina di Zarri porta in tavola il Piemonte più autentico, celebrando ingredienti simbolo della regione — tartufo, carne di fassona, Barolo — reinterpretati in piatti iconici come il vitello tonnato e la bagna càuda. L’offerta gastronomica si muove lungo due registri distinti: di giorno, pranzi raffinati ma capaci di assecondare il ritmo serrato di Milano; la sera, un’atmosfera più sofisticata, da vero fine dining. Alle pareti del bar, le opere del fotografo tedesco Karl Blossfeldt — che ingrandiscono forme di foglie e fiori fino a farle diventare pura architettura — dialogano con le geometrie raffinate del palazzo, mentre il bancone, sobrio ed elegante, si staglia su una parete dalle morbide tonalità aranciate, in uno spazio che riesce a essere insieme vibrante e avvolgente.

Milano, un nuovo tassello nella strategia Meliá
Per Gabriel Escarrer Jaume, Presidente e CEO di Meliá Hotels International, questa apertura ha un peso strategico preciso: «Siamo molto orgogliosi di questa nuova apertura sotto l’egida The Meliá Collection, che ci permette di completare l’offerta luxury del Gruppo in una destinazione chiave come Milano, dopo il successo di Meliá Milano, ME Milan Il Duca, INNSiDE Milano Torre Galfa e Palazzo Cordusio Gran Meliá». Un tassello che, nelle sue parole, risponde a un’esigenza precisa dei viaggiatori contemporanei: «la privacy di un soggiorno in una casa privata, senza voler rinunciare alla garanzia di un servizio di lusso ed esperienziale».
È proprio in questo equilibrio — tra l’intimità di una dimora privata e gli standard di un servizio alberghiero di alto livello — che Residenza del Cardinale sembra trovare la propria cifra distintiva: un indirizzo pensato non per chi vuole semplicemente dormire a Milano, ma per chi desidera abitarla, anche solo per qualche notte, con lo sguardo di chi la conosce da sempre.
Photo courtesy of PRCO Ufficio Stampa



