Parco del Mincio: il progetto “Naturalmente Stabili, Per Natura Dinamici”

Parco del Mincio: il progetto “Naturalmente Stabili, Per Natura Dinamici”

Scritto da Giovanni Scotti on . Postato in Itinerari, Weekend

Il progetto di destination marketing è realizzato con il contributo della Regione Lombardia, con lo scopo di valorizzare e promuovere il territorio dei “Prati Stabili” presenti nei Comuni di Goito, Marmirolo, Porto Mantovano, Roverbella e Volta Mantovana.

Mantova, Italia.
I comuni di Volta Mantovana, Goito, Marmirolo, Porto Mantovano e Roverbella, insieme con il Parco del Mincio, nel ruolo di capofila, hanno dato vita al progetto di destination marketing “Naturalmente Stabili, per natura dinamici” per promuovere il territorio dei Prati Stabili della Valle del Mincio come destinazione turistica legata al turismo di prossimità, lento e sostenibile.

Ricordiamo che il Parco del Mincio, uno dei primi parchi creati in Lombardia, è un’area protetta dalla Regione dal 1984: il parco si estende in provincia di Mantova lungo il fiume Mincio nel territorio di 13 comuni. Il fiume, che è un emissario del Lago di Garda, nasce, infatti, in corrispondenza di Peschiera del Garda e, percorrendo 73 chilometri, arriva fino al fiume Po, in cui termina la sua corsa a Sacchetta di Sustinente, attraversando prima le colline moreniche e, poi, la pianura.

Nel Parco del Mincio troviamo anche tre Riserve Naturali e quattro Siti della Rete europea Natura 2000, designati zone speciali di conservazione (ZSC): veri e propri scrigni di biodiversità che vale la pena di visitare e conoscere: Castellaro Lagusello, sui Colli morenici a Monzambano e il suo laghetto inframorenico a forma di cuore, che si affaccia su un borgo medioevale; le zone umide delle Valli del Mincio, di importanza internazionale ai sensi della convenzione di Ramsar e la zona umida interna più vasta d’Italia, della Vallazza e di Chiavica del Moro, che sono l’habitat perfetto per aironi, garzette, nitticore, falchi di palude e numerose altre specie protette.

Per chi vuole visitare il Parco del Mincio segnaliamo che sono operativi due centri visita: uno è a Rivalta, dove un antico edificio rurale affacciato su un’ansa del fiume ospita il museo etnografico dei mestieri del fiume, ed un altro è al Parco delle Bertone, un affascinante bosco-giardino, tipico del periodo romantico, formato da alberi secolari (possono avere fino a 150 anni di età), esotici ed autoctoni. Accanto al parco è presente, dal 1994, anche un centro di reintroduzione della cicogna bianca. Nel Parco si possono ammirare suggestivi scorci ed un piccolo laghetto, che creano l’atmosfera giusta per una piacevole passeggiata. (Il parco si trova lungo la strada Bertone Colarina, a Goito.

Come anticipato, il progetto Naturalmente Stabili, Per Natura Dinamici è finalizzato a valorizzare e promuovere il territorio dei “Prati Stabili”, che rappresentano colture tipiche della Valle del Mincio, formate grazie ad un processo naturale, e rivestono un importante ruolo sia per la biodiversità floristica, sia per gli habitat.

I Prati Stabili, che costituiscono una nuova meta per il turismo sostenibile in Lombardia, non vengono mai arati: da essi si raccoglie solo il fieno per le vacche da latte.

Il latte utilizzato dalla Latteria Agricola San Pietro, il caseificio cooperativo nato nel 1966 cui conferiscono il loro prodotto i 26 soci che allevano vacche nutrite solo con foraggi di prati stabili permanenti, per produrre vari tipi di Grana Padano Dop: Convenzionale, Biologico, Selezione da Fieno e Kosher (Info: www.latteriasanpietro.it.)

Anche in questa stagione di distanziamento fisico, sono perfette alcune esperienze consigliabili per il turista con sensibilità per l’ambiente ed attratto dalla dimensione naturale dei luoghi e delle tradizioni del territorio, interessato ad una scoperta dei luoghi che risponde ai tempi della natura.

Le De. Co. del territorio – Nella provincia di Mantova troviamo vari prodotti del territorio, che hanno ricevuto la denominazione “Denominazione Comunale”, nata, lo ricordiamo, da un’idea di Gino Veronelli e che, ad oggi, è già stata adottata da molti comuni italiani per tutelare e valorizzare la produzione tipica del mondo agricolo, ma anche i piatti della tradizione e alcuni prodotti artigianali di eccellenza.

Nel corso della nostra recente visita del territorio abbiamo provato, in particolare, i seguenti prodotti a denominazione De.Co.: la mostarda preparata dai titolari dell’Agriturismo Eliodoro, che propongono una cucina che rivisita la tradizione contadina con sapori ed accostamenti inediti. La famiglia produce frumento e mais, che, in un mulino con macine a pietra, sono trasformati in farina e diventano, poi, pane, focaccia, dolci e polenta rustica. Da provare soprattutto gli ottimi primi piatti: la pasta ripiena (agnoli, ravioli, tortelli) ed anche gli altri svariati tipi di pasta (bigoli, fusilli, maccheroni, linguine, caserecce, …) sono fatti con le uova delle loro galline, che sono allevate a terra. Ottimi anche i risotti per i quali è utilizzato il riso della varietà Vialone Nano, cresciuta nelle acque risorgive della zona. (Info, prenotazione necessaria non solo per assicurarsi uno dei 16 posti disponibili, ma anche per concordare il menu, scegliendo direttamente con Paola i piatti di stagione): Agriturismo Eliodoro – Azienda agricola Annibaletti Giuliano – Strada Colonne n. 22, Corte Cornalino, Roverbella www.agriturismoeliodoro.it); il riso della Riseria Fratelli Schiavi, la più antica riseria del mantovano tra quelle ancora in attività, già presente nel lontano 1687, costruita dai Gonzaga di Mantova e poi passata ai marchesi Canossa. L’azienda, che ha mantenuto una lavorazione artigianale (per esempio tutti i macchinari sono azionati da cinghie di cuoio, il riso è lavorato con l’elica nella macina di smeriglio) è curata direttamente dal titolare. Il suo prodotto è leggermente più scuro di quello industriale: ciò gli conferisce più cottura, più gusto e migliore assorbimento dei condimenti. Le varietà prodotte sono due: il Riso Vialone Nano e il Riso Carnaroli.
Info: Riseria F.lli Schiavi – via Boccalina 5, Castiglione Mantovanowww.fratellischiavi.it; il luccio in salsa di Marmirolo: un piatto di pesce preparato a base di luccio, tipico della cucina mantovana. La sua ricetta è molto antica, di derivazione popolare: il luccio viene quasi sempre sposato con la polenta ed insaporito da una salsa a base di capperi, vino e verdure. Noi abbiamo provato quello preparato dalla Locanda Vittoria, nata nel 1971. Il ristorante è stato ricavato da un ex Convento del ‘500 di proprietà dei Gonzaga, che, come si sa, è stata una delle più note famiglie principesche d’Europa, protagonisti della storia italiana ed europea dal XIV al XVIII secolo che governarono la città di Mantova. Il ristorante si trova a solo 100 m. dalla ciclabile Mantova – Peschiera, a metà strada tra le due località, è, pertanto, un’ottima tappa per i ciclisti che visitano la zona con una gita in bicicletta lungo il fiume.
Info, prenotazione: Locanda Vittoria – via Roma 50, Pozzolo sul Minciowww.locandavittoria.it.

Menu tipici e squisiti anche alla Locanda Al Ponte di Goito (ex “Al Bersagliere”), che si affaccia proprio sulla riva del Mincio: la famiglia Ferrari gestisce questo locale dal 1840. Inizialmente la locanda era indicata come Trattoria “Al Ponte”, poi, con il trascorrere degli anni ed a seguito dei fatti d’arme (la battaglia dell’8 aprile), con le epiche gesta dei Bersaglieri di Lamarmora, cambiò l’insegna con “al Bersagliere”. La casetta della Famiglia Ferrari, testimonianza di grande patriottismo, fu l’avamposto del territorio italiano, in quanto dopo il ponte, oggi detto della “Gloria”, esisteva il confine Italo-Austriaco, con il pagamento di pedaggio sul ponte e l’ufficio della dogana. La casetta Ferrari, resistita anche alla seconda guerra mondiale, è stata recentemente ristrutturata facendo degna corona al suggestivo e pittoresco luogo, sulla riva del Mincio, di fronte al monumento del Bersagliere e alla Villa Giraffa. Oggi il Ristorante Al Ponte, nelle sue sale spaziose e luminose, con ampie vetrate che valorizzano il panorama e la vista sul Mincio, propone una cucina di alto livello con un servizio piacevole, in grado di rispondere alle richieste di una clientela sempre più esigente.Tra gli ottimi piatti segnaliamo, in particolare, il risot menà, riso mantecato alla salsiccia, tipico goitese; il guancialino di vitello dorato al forno su pure di patate con funghi porcini e salsa marsala; semifreddo al croccante di mandorle con salsa al caramello e pralinaura di arachidi.
Info: Locanda Al Ponte – Strada Statale Goitese 258, Goito www.locandaalponte.com.

Avendo parlato dei Gonzaga non possiamo non suggerire la visita a Volta Mantovana di Palazzo Gonzaga Guerrieri, che fu fatto edificare dai marchesi di Mantova, Ludovico Gonzaga e Barbara di Brandeburgo, come villa di campagna, verso la metà del 1400, sfruttando precedenti abitazioni, una torre ed un tratto delle mura di cinta. Nel 1515 il palazzo fu donato a Ludovico Guerrieri e, ristrutturato ed ampliato, rimase proprietà della nobile famiglia dei Guerrieri fino alla metà del 1800. A metà degli anni ’80, però, il palazzo è stato acquistato dal Comune di Volta, che ne ha fatto la sede municipale. Il palazzo ha una facciata asimmetrica con portale in pietra e due file di finestre: sui tetti s’innalzano tre comignoli dalla struttura veramente originale. Gli interni, di pregevole fattura, hanno decorazioni cinquecentesche; affreschi e soffitti lignei sono conservati al piano terreno, ma soprattutto nelle sale del primo piano. Segnaliamo, in particolare, gli affreschi posti sulla volta dell’abside dell’antico Oratorio dedicato alla natività di Maria. Il salone delle feste, poi, conserva intatto il fascino vezzoso del trompe l’oeil, tipico di questo periodo.

Per accedere al palazzo si attraversano i giardini all’italiana della villa, costruiti a partire dal 1500 sulle fosse del centro fortificato ed abbelliti di siepi e statue. Nel piazzale antistante ci sono le antiche scuderie del palazzo, dove attualmente vengono allestite mostre e manifestazioni di promozione del territorio.
Info: Palazzo Gonzaga – Via B. Paola Montaldi 15, Volta Mantovana.
Foto Giovanni Scotti

Giovanni Scotti

Giovanni Scotti

Come giornalista sono nato nel settore giuridico, che era il mio settore professionale. Poi ho ampliato i miei interessi alle novità tecnologiche, alla salute ed al turismo. Ora, sempre alla scoperta di novità in un mondo in evoluzione, dopo aver lavorato per diversi anni per riviste del settore cartaceo, continuo a collaborare come giornalista freelance con varie testate on line, in alcune delle quali sono anche responsabile di rubriche. Dirigo il periodico on line www.focus-online.it