Nel caos delle stanze stupefacenti di Frida Kahlo, in mostra a Roma al SET- Spazio Eventi Tirso

Nel caos delle stanze stupefacenti di Frida Kahlo, in mostra a Roma al SET- Spazio Eventi Tirso

Scritto da Chiara Curia on . Postato in Appuntamenti, Cultura

Nel caos delle stanze stupefacenti di Frida Kahlo, in mostra a Roma al SET- Spazio Eventi Tirso

Fino al 29 Marzo 2020, gli spazi di SET – Spazio Eventi Tirso – ospitano la grande mostra-evento “Frida Kahlo – Il caos dentro”. In scena la riproduzione fedele del suo ambiente quotidiano i suoi abiti, filmati, murales, le sue letture. Così i sui imperdibili sguardi immortalati dai più grandi fotografi del tempo. Rappresentando ancora oggi una delle icone femminili più amate del novecento, contagiando ancora per il suo genio e la sua forza trasgressiva.

Nel caos delle stanze stupefacenti di Frida Kahlo, in mostra a Roma al SET- Spazio Eventi Tirso

Roma, Italia.
In greco antico, Caos e Cosmo (χάος e κόσμος) hanno suoni simili, pur iniziando con due lettere dell’alfabeto diverse, ed è singolare immaginare di compiere lo stesso movimento della lingua per parlare di disordine ed ordine. E probabilmente era lo stesso gesto che compiva Frida Kahlo per dare forma alla sua arte dal vuoto che precede la creazione: uno sguardo fuori dal mondo, nel caos della sua mente, prima di muovere le mani sulla tela. Al SET- Spazio Eventi Tirso non assisterete ad una mostra canonica impegnata a mostravi i capolavori di Frida Kahlo, ma entrerete nella mente geniale dell’artista messicana, rivivendo i suoi spazi quotidiani, osservando il suo sguardo fiero di fronte la macchina fotografica, entrando virtualmente nelle sue tele.

“L’arte è una ferita trasformata in luce” diceva Georges Braque e la mostra “Frida Kahlo – il caos dentro” introduce lo spettatore nella fessura attraverso il quale la vita passa per diventare arte: il percorso inizia in maniera immersiva, con la riproduzione fedele degli spazi quotidiani più cari alla pittrice: la sua camera da letto dalla quale, grazie all’enorme specchio fissato sopra di esso, guardava se stessa, i suoi dolori, le ferite corporali e dell’anima, per imprimerle con la vivacità e la crudezza di cui solo Frida sapeva essere capace. E poi il suo studio, la vista cui assisteva dalle finestre della Casa Azùl, il patio del suo giardino con i rumori tipici della natura lussureggiante. Incontriamo lo sguardo di Frida nelle foto di Leo Matìz: la sua fierezza inconfondibile, uno stile nel vestire colorato e inusuale che tanto ha ispirato e ispira le donne di ogni generazione e con il quale nascondeva i dolori che il suo giovane corpo subiva. Come ha ricordato Alejandra Matìz, curatrice della mostra e figlia di Leo Matiz nel corso della conferenza stampa, Frida Kahlo dedicava molto tempo e attenzione alla cura personale, a scegliere con meticolosità i fiori da indossare fra i capelli e amava farsi fotografare.

Nonostante ciò negli scatti esposti l’artista a volte offre all’obiettivo uno sguardo umbratile, che non guarda più la macchina fotografica, ma è impegnata a guardarsi dentro. Negli scatti di Matìz, Frida viene ritratta quando la sua mente e già nel pieno della creazione, unica Dea del suo Cosmo artistico.
Quando si parla di Frida non si può prescindere da Diego Rivera e dal suo concetto di amore: compaiono dunque alcune lettere, film e foto che li ritraggono insieme, i murales dipinti da Rivera in proiezione digitale. Come nel Medioevo il Cristianesimo usava l’arte a scopo didattico, il movimento dei Muralisti Messicani, di cui faceva parte Rivera, dipingeva Murales colossali per le vie e le piazze del Messico per veicolare il messaggio Marxista al popolo. Due cosmi con due divinità poietiche gigantesche, forse questo è il motivo dell’amore non convenzionale fra Frida e Diego: “Io vedo ancora orizzonti dove tu disegni confini” scriveva Frida a Rivera. La mostra aiuta lo spettatore ad entrare nel mondo di Frida grazie alla realtà virtuale: con l’aiuto di un visore è possibile entrare dentro “il cervo ferito”, allungare lo sguardo oltre la pineta che dà sul mare mentre un cervo con il volto di Frida si nasconde ai nostri occhi; i murales di Diego Rivera si ingigantiscono e scorrono sulla parete su cui vengono proiettati, alcuni degli autoritratti più famosi della pittrice vengono riprodotti in formato Modlight.

L’intera mostra è un inno a Frida Kahlo e all’influenza che la sua figura e il suo mondo interiore hanno avuto nel mondo attuale, regalandole una giovinezza eterna che va oltre la sua vita terrena. Oggi Frida viene considerata un’icona pop e femminista, perché la sua arte e la sua stessa vita sono stati in grado di rompere la cortina dell’omologazione e della tendenza del momento, a favore di uno stile (di vita, di intendere l’arte e se stessi) radicale e mai scontato.
In un mondo che ci vuole omologati e vestiti di nero, indossa il colore e sii Frida.
Info: https://mostrafridakahlo.it/

Nel caos delle stanze stupefacenti di Frida Kahlo, in mostra a Roma al SET- Spazio Eventi Tirso
Chiara Curia

Chiara Curia

“Per la stessa ragione del viaggio, viaggiare”: nata in Calabria e cresciuta a Milano nei primi anni di vita, sono ritornata sullo Jonio abbastanza in fretta da sentire il legame ancestrale con il mare, con lo scirocco e con il viaggio nelle vene. Mi sono trasferita a Roma appena maggiorenne per studiare Giurisprudenza (e non ci si può aspettare niente di diverso da chi è nato qualche giorno dopo che iniziasse Mani Pulite), ho lasciato un pezzo di cuore a Valencia dove ho vissuto un anno, innamorandomi dello spagnolo come fosse la mia lingua madre. Lavoro sui fondi europei, che mi permettono di viaggiare spesso, leggo più libri contemporaneamente, adoro farmi fotografare dal mio compagno, torno al mare tutte le volte che posso. Marquez mi ha insegnato ad amare, Camilleri a sentire i legami con la mia terra, Calvino a salire su un albero e non mettere più i piedi a terra, impegnata come sono a sognare.