Il Museo Civico Gaetano Filangieri custodisce opere di straordinaria bellezza e immenso valore storico: sito nel cuore del centro storico di Napoli, a pochi passi dal Duomo, e fondato da Gaetano Filangieri, Principe di Satriano, presenta varie Sale perfettamente allestite e ricche di capolavori, nonché una biblioteca di grande prestigio.

Napoli, Italia.
Il Museo Filangieri è un luogo affascinante che il centro storico di Napoli custodisce e offre ai suoi visitatori, dove storia, cultura e bellezza dominano la scena: un Principe di Museo, curato nei minimi dettagli, dove la struttura stessa diventa una fonte d’arte e si fonde perfettamente con le opere presenti.
La storia del Museo
Il Museo Civico Gaetano Filangieri è stato fondato nel 1882 da Gaetano Filangieri, Principe di Satriano: aperto al pubblico nel 1888, ha sede nel quattrocentesco Palazzo Como, una delle poche testimonianze a Napoli dell’architettura rinascimentale, noto come il palazzo che cammina, poiché, per consentire la realizzazione dell’attuale via Duomo, l’antica facciata venne spostata di circa venti metri.
Attualmente, sono esposte circa tremila opere tra dipinti, sculture, armi, porcellane, maioliche, mobili e stoffe, allestite secondo un criterio espositivo tipicamente ottocentesco che teneva in gran conto la relazione tra gli oggetti e i luoghi destinati a contenerli.
Sala Carlo Filangieri
Il percorso si apre con la sala Carlo Filangieri, illustre militare, tra più in vista del Regno Napoletano. Suo figlio, il principe Gaetano Filangieri, pensò bene di dedicare proprio alla figura del padre la prima sala del Museo che venne organizzata con l’obiettivo di trovare una sintonia tra il profilo del quattrocentesco Palazzo Como e la migliore visione di prodotti del raffinato artigianato artistico del territorio napoletano, oltre a armi e dipinti.
La Sala Carlo Filangieri è in stile neogotico, divisa in tre campate, grazie alle grandi volte a vela realizzate in mosaico a fondo oro affidate alla Fabbrica Salviati di Venezia. Un ambiente dalle molteplici funzionalità narrative: dall’architettura del Rinascimento a quella rinnovatrice del Novecento, per poi passare alle sculture, alle armi, agli abiti, alle ceramiche che raccontano culture lontane come quelle Orientali.
Il punto focale dell’ambiente è la nicchia in cui è collocato il busto di Carlo Filangieri, realizzato dallo scultore Tito Angelini; la sala ospita una serie unica di armi e armature sette-ottocentesche provenienti da Cina, Giappone e Turchia.
Sala Agata
Attraverso una straordinaria scala elicoidale, si arriva alla Sala Agata, dedicata ad Agata Moncada di Paternò, madre del fondatore. Strutturata secondo i criteri d’innovazione industriale, introdotti sul finire del XIX secolo, l’ambiente si caratterizza per la particolare pavimentazione a maiolica, sul cui fondo si ripete la cifra e l’arme dei Filangieri.
Per la realizzazione del pavimento, il principe incaricò il Museo Artistico Industriale di Napoli, affidando la direzione artistica a Fillippo Palizzi e la direzione tecnica a Giovanni Tesorone. La galleria contiene opere pittoriche, dal XVII al XIX secolo, di grandi maestri europei tra cui si annoverano: Heckart, Fuger, Luca Giordano, Solimena, Andrea Vaccaro e Jusepe de Ribera.
Un passetto in legno permette l’accesso al passaggio pensile, uno spazio, che amplia la superfice espositiva e che consente poi di raggiungere la biblioteca. In questo secondo livello, le vetrine contengono una raffinata collezione di porcellane e biscuit, la loro provenienza è varia, da Meissen alla Real Fabbrica di Capodimonte.Il caratteristico pavimento maiolicato con l’emblema della famiglia Filangieri.
La Biblioteca: lo studio del principe
Un ambiente riservato, a cui si accede mediante pochi gradini, il legno del mobilio e le decorazioni a maiolica, dai caldi colori, definiscono uno spazio raffinato e meditativo. Al centro, la scrivania del principe, su cui trovano posto alcuni documenti sciolti e gli occhiali.
Sugli scomparti della biblioteca, una vasta raccolta di libri e riviste, acquistati dal Filangieri, alcuni dei quali, estremamente rilevanti con oggetto le arti, l’industria e il disegno.Nella collezione spiccano i testi di: Eugène Viollet Le Duc, Claude Sauvageot, Albert Jacquemart, Giuseppe Corona, G. Campori, A. Venturi, G. Morelli, G.B. Cavalcaselle e G. Milanesi.
Photo courtesy of Museo Filangieri



