La nuova produzione de “Il malato immaginario” firmata da Andrea Chiodi porta in scena un Molière sorprendentemente attuale, capace di far ridere e riflettere con la stessa intensità. Tindaro Granata dà vita a un Argante fragile, comico e profondamente umano, immerso in un allestimento onirico che esalta la satira del testo e la sua feroce critica alla medicina dell’epoca. Un viaggio teatrale che intreccia nevrosi, poesia e ironia, restituendo al pubblico tutta la modernità di un classico che continua a parlarci con lucidità disarmante. L’ultimo spettacolo in scena oggi, 25 gennaio 2026, alle ore 16,00.
Monza, Italia.
Un classico che continua a inquietare e affascinare
La celebre battuta di Molière sulla natura che “si tira fuori da sola” e sugli uomini che “muoiono per via dei farmaci e non delle malattie” è il punto di partenza della nuova messa in scena firmata da Andrea Chiodi, che confessa di esserne profondamente intrigato. Una frase che oggi risuona con forza sorprendente, in un’epoca in cui la paura della malattia e la fiducia cieca (o diffidente) nella medicina continuano a modellare il nostro immaginario collettivo.

Lucia Lavia
Granata e Chiodi: una coppia artistica che funziona
Dopo i successi de La locandiera e La bisbetica domata, che valse a Tindaro Granata una candidatura al Premio Ubu, l’attore siciliano ritrova Chiodi per affrontare uno dei testi più iconici di Molière. Siamo nel 1673, anno in cui l’autore mette in scena la sua ultima opera, un feroce attacco alla categoria dei medici, che Molière non ha mai risparmiato. La commedia-balletto, con intermezzi musicali e coreografici, rappresenta un perfetto equilibrio tra comicità farsesca e introspezione psicologica.
Argante: l’ipocondria come prigione
Il nuovo allestimento promette un Malato immaginario onirico, irriverente e sorprendentemente contemporaneo. Argante, circondato da medici incompetenti e farmacisti opportunisti, diventa vittima della propria ossessione, un uomo che si lascia manipolare da chi alimenta le sue paure per interesse personale. Come l’avaro Arpagone, anche Argante è un personaggio intrappolato in sé stesso, un burattino nelle mani degli altri, simbolo eterno delle nostre fragilità più profonde.
Un’opera che parla ancora a noi
La forza del testo sta nella sua capacità di attraversare i secoli senza perdere mordente. Dietro la comicità, spesso esilarante, si nasconde un autoritratto amaro: Molière stesso, malato e tormentato, che usa il riso come arma contro ansia, malinconia e paura della morte. Come ricorda il francesista Giovanni Macchia, Molière è “uno scienziato delle nevrosi”, capace di trasformare le sue ossessioni in teatro universale.

Tindaro Granata
INFO
IL MALATO IMMAGINARIO
di Molière
adattamento e traduzione Angela Dematté
regia Andrea Chiodi
con Tindaro Granata e Lucia Lavia
e con Angelo Di Genio, Emanuele Arrigazzi, Alessia Spinelli, Nicola Ciaffoni, Emilia Tiburzi, Ottavia Sanfilippo
scene Guido Buganza
costumi Ilaria Ariemme
musiche Daniele D’Angelo
luci Cesare Agoni
consulenza ai movimenti Marta Ciappina
assistente alla regia Elisa Grilli
produzione Centro Teatrale Bresciano
in coproduzione con LAC Lugano Arte e Cultura, Viola Produzioni Roma
La produzione Centro Teatrale Bresciano porta in scena uno spettacolo che promette di essere brillante, visionario e profondamente umano. Un’occasione preziosa per riscoprire un classico che continua a parlarci con lucidità e ironia.

Date:
- Venerdì 23 gennaio 2026
- Sabato 24 gennaio 2026
- Domenica 25 gennaio 2026
Info e biglietti: www.teatromanzonimonza.it
Photo @Luca Del Pia. Courtesy of Ufficio Stampa Teatro Manzoni Monza



