Milano, Mudec: la mostra "David LaChapelle. I Believe in Miracles"

Milano, Mudec: la mostra “David LaChapelle. I Believe in Miracles”

Scritto da Giovanni Scotti on . Postato in Appuntamenti, Cultura

In scena al Mudec uno dei più grandi fotografi al mondo. La mostra, inaugurata il 22 aprile, può essere visitata fino all’11 settembre 2022.

Milano, Italia.
Il Museo delle Cultura (Mudec) ospita fino all’11 settembre 2022 la grande mostra personale “David LaChapelle. I Believe in Miracles”, prodotta da 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE e promossa dal Comune di Milano- Cultura.

Una mostra imperdibile

Il percorso espositivo della mostra, curata da Reiner Opoku e Denis Curti insieme con lo studio LaChapelle, mette al centro il percorso di ricerca artistica dell’artista che dura da una vita e racconta un David LaChapelle inedito e, per certi versi, inaspettato.

Partendo dai primi lavori, la mostra propone una serie inedita di opereche fanno parte della nuova e visionaria fase di produzione – l’ultima, datata2022 – il risultato finale della potente eredità della sua lunga esperienza artistica e umana.

L’uomo e il rapporto con sé stesso…

Il percorso espositivo, infatti, mette al centro uno sguardo critico sull’animo umano, indagato nelle sue pieghe fatte di gioie, dolori, solitudini, passioni, insicurezze e ideali: l’uomo e il rapporto con sé stesso, l’uomo nell’ambiente circostante e nella società umana, l’uomo nella Natura.

Durante la conferenza stampa David LaChapelle ha dichiarato: Ho avuto un regalo extra di vita e ho perso la paura della morte.

David LaChapelle, riferendosi ai primi anni Ottanta, quando l’Aids rapì intere generazioni, ha commentato, così, il suo essere, a 58 anni, ancora vivo: Quando vedi i tuoi amici cadere uno dopo l’altro ti convinci che arriverà presto il tuo turno.

David LaChapelle e la religione

Tra le oltre 90 opere – tra grandi formati, scatti site-specific, nuove produzioni e una video installazione – segnaliamo quelle ispirate al Diluvio Universale della Cappella Sistina, come, ad esempio, Deluge (2006) e la serie After the Deluge (2006-2009), che propongono il rapporto fra David LaChapelle e la religione.

La fede mi accompagna da quando ero piccolo, anche se la mia famiglia non era religiosa. Mia madre, di origini lituane e profuga negli Stati Uniti, più che in Dio credeva nella Natura … e la fede di mio padre, terza generazione di ugonotti (da lì il cognome francese, era tiepida.

I due curatori della mostra hanno spiegato: David LaChapelle crede nei miracoli. … L’artista ci invita a creare nuove relazioni con le persone, con la natura, con il consumo, con la spiritualità. … Un altro mondo è possibile.

Hollywood ispirazione per LaChapelle

La mostra, che non ha un andamento cronologico, ci propone anche la serie di opere di David LaChapelle ispirate ai divi di Hollywood come, ad esempio, Kim Kardashian in versione Maddalena penitente (Abiding Lamentation), Naomi Campbell in Rape of Africa, e le pop star, affiancati uno all’altro come poster murari, mentre sulla parete di fronte, troviamo l’opera Seismic Shift, che ha richiesto una lavorazione lunghissima, di anni.

Non è sempre così, … per lo scatto ad Andy Warhol sono bastati dieci minuti, giusto il tempo di collocare alle sue spalle delle Bibbie, Andy era osservante, andava a messa.

A conclusione il rifugio personale dell’artista

Senza dimenticare opere come New World (2007-2017), pervasa da un desiderio di pace (i protagonisti sono immortalati nella foresta pluviale incantata e sembrano alla ricerca di nuove possibilità di interazione nei confronti della natura) o Revelations (2020), il racconto di una società contemporanea angosciata dall’incertezza e dall’instabilità.

La chiusura della mostra è sulla natura di Maui, che, lo ricordiamo, da qualche anno, è il rifugio personale dell’artista.

Produco sempre meno, mi concentro più sugli obiettivi. Mi interessa evidenziare soprattutto la fragilità nostra e del pianeta.

All’interno del bookshop della mostra, nelle librerie ed on line è disponibile il catalogo della mostra “David LaChapelle. I Believe in Miracles”.

INFO

Info, orari, biglietti: www.mudec.it.

Giovanni Scotti

Come giornalista sono nato nel settore giuridico, che era il mio settore professionale. Poi ho ampliato i miei interessi alle novità tecnologiche, alla salute ed al turismo. Ora, sempre alla scoperta di novità in un mondo in evoluzione, dopo aver lavorato per diversi anni per riviste del settore cartaceo, continuo a collaborare come giornalista freelance con varie testate on line, in alcune delle quali sono anche responsabile di rubriche. Dirigo il periodico on line www.focus-online.it