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“L’oro di Crivelli”: la mostra dei Musei Vaticani per celebrare uno degli esponenti pittorici più importanti dell’arte veneta

Scritto da Chiara Curia on . Postato in Appuntamenti, Cultura, Weekend

Fino al 21 Gennaio 2020 la sala XVII della Pinacoteca Vaticana ospiterà la mostra “L’oro di Crivelli”, per celebrare il trentacinquesimo anniversario delle rinnovate relazioni internazionali fra Santa Sede e Stati Uniti d’America.

 

Roma, Italia.
Sono le 18:00 di un pomeriggio non particolarmente piovoso di Novembre: i Musei Vaticani si svuotano (è ormai orario di chiusura), ma all’interno della Pinacoteca Vaticana c’è fermento. La conferenza stampa per la mostra “L’oro di Crivelli” si svolge nella splendida Sala Raffaello dei Musei del Papa, al tavolo di rappresentanza siedono l’ambasciatore Callista Gingrich, il cardinale Giuseppe Bertello, presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, il direttore dei Musei del Papa Barbara Jatta, il direttore internazionale dei Patrons of the Arts padre Kevin LIxey, e il curatore Guido Cornini, responsabile scientifico del Dipartimento delle Arti dei Musei Vaticani. 

Grazie al contributo dei Capitoli California e New England dei Patrons of Arts in the Vatican Museums è stato possibile condurre un restauro delicato e complesso su tre opere pittoriche di Carlo Crivelli, pittore fra i massimi esponenti dell’arte veneta del XV secolo, custodite presso i Musei Vaticani. Per arrivare alla Sala XVII si attraversano altre sale della Pinacoteca Vaticana, che contengono tesori patrimonio comune di tutti: le ombre tratteggiate da Rubens si alternano alle linee piene di luce di Raffaello; lo sguardo di Nicodemo dipinto da Caravaggio nella Deposizione segue il visitatore lungo tutta la sala.

La Sala XVII si apre come uno scrigno timido agli occhi del visitatore: il fondale scuro permette alle tre opere di Crivelli di emergere come luce pura dal buio. La Madonna con il bambino colpisce per la tenerezza materna e la dolcezza dell’abbraccio con cui la Vergine tiene a sé il suo bambino, che porta al collo un benaugurante ramo di corallo. Il polittico a cinque scomparti Madonna con il bambino e Santi si rivela agli occhi del visitatore nella sua originaria bellezza, con l’uso sapiente dell’oro da parte di Crivelli, un gusto pittorico che pone le sue opere a metà strada fra l’eleganza delle forme tipiche del periodo rinascimentale e accenni allo stile tardogotico. Infine la Pietà, un’opera silenziosa che lascia spazio all’urlo di dolore ed allo sconforto della Maddalena e dell’Apostolo Giovanni, mentre la Vergine cerca con lo sguardo l’intesa mai persa con il Figlio.

L’oro di Crivelli” è l’ultimo appuntamento di Museum at work, l’iniziativa di diffusione al pubblico dell’attività di ricerca e restauro svolta all’interno dei Musei Vaticani, per dare voce e spazio ai maestri e professionisti che si occupano dietro le quinte della cura di uno degli scrigni d’arte più preziosi al mondo. Grazie al lavoro instancabile ed alla meticolosità di un pool di professionisti è possibile ammirare opere riportate al loro splendore originario, rendendole immortali, non soggette al tempo.

La Pinacoteca lentamente si svuota, la monumentale scala elicoidale di Giuseppe Momo è silenziosa e vuota, un spettacolo quasi impossibile da ammirare. Dì lì a pochi minuti i Musei Vaticani chiuderanno le porte agli occhi affamati di bellezza provenienti da tutto il mondo, pronti per il giorno che deve venire. Nel silenzio di queste sale monumentali, immagino Dio passeggiare fra questi corridoi, con lo sguardo ammirato di chi ha davanti agli occhi una meraviglia: non una semplice opera d’arte, ma l’infinito genio della sua creatura prediletta, l’Uomo.

Info: http://www.museivaticani.va/content/museivatic

Chiara Curia

Chiara Curia

“Per la stessa ragione del viaggio, viaggiare”: nata in Calabria e cresciuta a Milano nei primi anni di vita, sono ritornata sullo Jonio abbastanza in fretta da sentire il legame ancestrale con il mare, con lo scirocco e con il viaggio nelle vene. Mi sono trasferita a Roma appena maggiorenne per studiare Giurisprudenza (e non ci si può aspettare niente di diverso da chi è nato qualche giorno dopo che iniziasse Mani Pulite), ho lasciato un pezzo di cuore a Valencia dove ho vissuto un anno, innamorandomi dello spagnolo come fosse la mia lingua madre. Lavoro sui fondi europei, che mi permettono di viaggiare spesso, leggo più libri contemporaneamente, adoro farmi fotografare dal mio compagno, torno al mare tutte le volte che posso. Marquez mi ha insegnato ad amare, Camilleri a sentire i legami con la mia terra, Calvino a salire su un albero e non mettere più i piedi a terra, impegnata come sono a sognare.