Al Teatro Litta di Milano dal 27 gennaio all’8 marzo 2026, l’adattamento di Filippo Renda trasforma il capolavoro di Sciascia in un confronto serrato tra legge e omertà, portando in scena il dramma di un’Italia divisa.
Milano, Italia.
Un classico moderno sul palco del Litta
“Il giorno della civetta” è in scena al Teatro Litta di Milano dal 27 gennaio all’8 febbraio. Tratto dal romanzo di Leonardo Sciascia, con l’adattamento di Filippo Renda e la regia di Antonio Syxty, lo spettacolo vede protagonisti Gaetano Callegaro e Giuseppe Lanino. La produzione è firmata da Manifatture Teatrali Milanesi. Per il suo alto valore socio-culturale, l’opera viene proposta nell’ambito dell’abbonamento “1+teen”, consigliato ai ragazzi dai 14 anni come spunto di riflessione civile.
Tra fedeltà al testo e attualità
Come afferma il regista Renda, l’intento è far parlare il romanzo senza stravolgerlo, un tema che sente vicino per le sue radici siciliane. La rappresentazione, ispirata a un fatto di cronaca degli Anni Sessanta, ripropone una tematica purtroppo ancora attuale. Il sipario si apre con un proverbio simbolico: nel territorio della Trinacria, quando si estirpa una malerba, ne ricrescono subito altre due. Da qui parte una narrazione che assume i contorni di una telecronaca, un documento del recente passato che non smette di interrogarci.

Lo scontro tra due mondi: l’Uomo del Nord e l’Uomo del Sud
Nella Sicilia degli anni ’50, il capitano dei carabinieri Bellodi, settentrionale di nuova nomina, indaga su un omicidio che si rivela essere solo la punta dell’iceberg. L’adattamento si concentra sull’interazione di due figure contrapposte: l’Uomo del Nord, rappresentante dello Stato e del diritto, e l’Uomo del Sud, immerso in un sistema dove il potere mafioso coinvolge politica ed economia. Bellodi dovrà scontrarsi con un muro di omertà quasi incomprensibile per la sua mentalità, affrontando dinamiche istituzionali complesse e stratificate.
L’etica di Sciascia: dagli “Uomini veri” ai “Quaqquaraquà”
Il cuore del dramma risiede nel valore della parola, declinata come atto di onore, silenzio complice o verità inespressa da interpretare. Nella concezione di Sciascia, il confine tra giustizia e ingiustizia è tracciato dalla coerenza morale. Lo spettacolo mette a nudo questo pensiero, ricordandoci che sono proprio il pensiero e la parola a distinguere gli “uomini veri” dai “quaqquaraquà”.
Il romanzo di Sciascia pur aderendo al testo originale, viene interpretato attraverso l’interazione di interpretato da due figure contrapposte, quali l’Uomo del Nord e l’Uomo del Sud.
L’adattamento risulta quasi una telecronaca di un avvenimento, un documento del recente passato in forma narrativa.
INFO
Il giorno della civetta
di Leonardo Sciascia
adattamento Filippo Renda
con Gaetano Callegaro e Giuseppe Lanino
regia Antonio Syxty
scene Andrea Taddei
costumi Giulia Giovanelli
collaborazione artistica al progetto audio Marco Balbi
con le voci di Marco Balbi, Paolo Bessegato, Natale Ciravolo, Raffaele Fallica
voce di Leonardo Sciascia campionata e rielaborata con autorizzazione degli eredi
disegno luci Fulvio Melli
assistente alla regia Tommaso de Rienzo
assistente costumista Beatrice Viacava
sound design delle voci registrate Paolo Re
staff tecnico Stefano Lattanzio, Davide Villa, Ahmad Shalabi
delegata di produzione Susanna Russo
produzione Manifatture Teatrali Milanesi
Photo Luca Del Pia. Courtesy of Ufficio Stampa Teatro Litta



